
Il 12 giugno un vasto incendio ha interessato una zona periferica di Foggia, alle porte della città. Il rogo in via San Severo, in una zona simbolo di degrado urbano, ha riportato l’attenzione sulle tante situazioni di discariche abusive presenti in città e di “tragedie annunciate”. Anche e, soprattutto, ambientali…
Se c’è una cosa paradossalmente più amara di un episodio di cronaca, è il commento che ne consegue: “tragedia annunciata”. E quello che è avvenuto a Foggia il 12 giugno scorso – con l’incendio divampato in via San Severo che ha distrutto un accampamento informale presente alle porte di Foggia, lasciando una settantina di persone sfollate – era senz’altro annunciato.

Fortunatamente non ci sono vittime, ma degrado urbano e illegalità in un venerdì pomeriggio si sono dati la mano, concretizzando una situazione che si sapeva – e temeva – che sarebbe potuta degenerare. Lo ha fatto il 12 giugno scorso, quando – come evidenzia anche il WWF – il “devastante incendio sviluppatosi all’interno di una discarica abusiva ha provocato una vera e propria catastrofe ambientale e sociale”.
La sicurezza e gli animali
Dolore, indignazione e preoccupazione sono i sentimenti espressi dall’associazione animalista, per cui “non possiamo più limitarci a intervenire dopo le emergenze. È necessario prevenire, programmare e restituire dignità al territorio e sicurezza ai cittadini”. Tra le vittime, infatti, vi sono numerosi animali randagi, rimasti intrappolati tra i rifiuti e morti bruciati vivi. Altri sono sopravvissuti, ma versano in condizioni drammatiche e stanno ricevendo cure esclusivamente grazie allo straordinario impegno dei volontari delle associazioni animaliste, che ancora una volta stanno supplendo alle gravi carenze delle istituzioni con dedizione, competenza e immensa umanità.
“Non ricordiamo – tuonano dal WWF – un periodo storico così difficile e mortificante per Foggia. L’abbandono del territorio, la proliferazione delle discariche abusive, gli incendi sempre più frequenti e l’assenza di un’efficace strategia di prevenzione stanno trasformando intere aree della città in bombe ecologiche pronte a esplodere”.
I pannelli a “coprire”
La zona ora è stata blindata, ma sarebbe troppo facile ritenere che nascondere l’area dietro dei pannelli possa risolvere la situazione, o che chi abita lontano da via San Severo sia al sicuro. Non è così: tutta la città sta (ancora) respirando gli stessi veleni, come rimarcano numerosi residenti della zona.
Perché quella bruciata venerdì scorso non era semplice spazzatura. Tonnellate di pneumatici, plastiche, bombole e rifiuti speciali hanno sprigionato sostanze devastanti: diossine, furani, idrocarburi policiclici aromatici e metalli pesanti.

Una emergenza diventata ‘normalità’. E se all’emergenza ha risposto prontamente la Caritas diocesana locale – che si è attivata per prestare assistenza alle persone rimaste senza riparo, provvedendo all’acquisto di generi alimentari di prima necessità oltre a beni per l’igiene personale -, alla “normalità” dovrebbero rispondere le istituzioni. Quell’area è da decenni teatro di degrado e negli ultimi mesi, con un finanziamento del PNRR, ha visto l’avvio della demolizione dell’ex inceneritore comunale e l’inizio della rimozione dei rifiuti presenti nell’area. Già occupata abusivamente, l’area era un biglietto da visita tutt’altro che gratificante. Ora, è stato nascosto…
Le denunce e le richieste
Non è il solo caso. Il WWF Foggia, infatti, ha inteso ricordare di aver denunciato e segnalato più volte la presenza di numerose discariche abusive disseminate nelle periferie cittadine, chiedendo interventi urgenti di bonifica e di prevenzione. Purtroppo, gli allarmi lanciati sono rimasti in larga parte inascoltati, “fino all’ennesima tragedia annunciata”.
Da qui, l’appello all’Amministrazione comunale affinché intervenga con la massima urgenza per “procedere all’immediata bonifica dell’area interessata dall’incendio; garantire assistenza e tutela agli animali sopravvissuti, in collaborazione con le associazioni animaliste; avviare un monitoraggio sistematico di tutte le discariche abusive presenti sul territorio comunale; predisporre un protocollo permanente di prevenzione, controllo e messa in sicurezza delle aree degradate, coinvolgendo enti competenti, forze dell’ordine e associazioni ambientaliste”.
Gli appelli
E sono tante, infatti, le realtà ambientaliste che lanciano l’allarme sul forte aumento degli incendi di sterpaglie che, dalle prime settimane di giugno, stanno interessando le aree rurali e periurbane del territorio.
Tra queste, Legambiente “ GAIA” di Foggia e ARCI “ Maria Schinaia”, secondo le quali “i roghi nelle aree periurbane non sono episodi marginali: rappresentano un serio pericolo ambientale e sanitario anche perché con il cambiamento climatico gli incendi saranno sempre più frequenti e devastanti ed occorre agire subito”.
La situazione è stata aggravata dal vasto incendio del 19 giugno lungo la Statale 16, dove un capannone di una ditta di trasporti è andato a fuoco, generando una densa nube nera visibile da chilometri. Non si conoscono, al momento, le cause dell’incendio. “Chiediamo interventi urgenti: piani di prevenzione più rigorosi e obbligo di pulizia dei terreni incolti; maggiore coordinamento istituzionale tra Comune, Protezione Civile, Vigili del Fuoco e associazioni; monitoraggio del territorio con tecnologie e volontari e investimenti nella prevenzione e potenziamento dei mezzi antincendio”. E poi, l’appello ai cittadini a segnalare tempestivamente ogni principio di incendio ed evitare comportamenti rischiosi. “Proteggere il territorio è una responsabilità collettiva. Solo unendo le forze possiamo difendere la nostra terra dalle fiamme e dall’indifferenza”.


