Ferdinando Atlante è un appassionato studioso di rare specie animali che pratica da diversi anni il Birdwatching. Da un anno ha un Blog che parla dei problemi del parco di Lama Balice, alle porte di Bari, ma anche dell’avifauna presente. Ecco il resoconto avvincente, corredato da una serie di belle foto, di alcune sue esplorazioni.
«Nel mio girovagare nel parco alla ricerca di nuove specie di uccelli da aggiungere alla check list, mi sono imbattuto in un piccolo foro di circa una quarantina di centimetri e mi sono fermato a visionarlo. Un foro con un arco abbastanza interessante.
L’ho fotografato e messo a disposizione degli amici studiosi dei complessi ipogei e insediamenti rupestri. Ho continuato a fare le mie osservazioni di uccelli tra cui un bel Rampichino comune ed una Sterpazzolina. Finalmente dopo circa un mese é ricomparsa la Poiana, grande rapace diurno con una apertura alare di circa un metro e cinquanta. Verso le 09.00 del mattino ho deciso di tornare a casa per il troppo caldo. Avevo intuito che quel foro fosse interessante; in effetti sono stato contattato da Sergio Chiaffarata e Marco Petruzzelli e gli amici del Verspetilio (gruppo speleologico di Bari) . Insieme a Pietro G.Pantaleo, Enrico Ancora, Peppino Saracino e ci siamo recati sul posto. Prima di andare a perlustrare il nuovo foro da me segnalato, Sergio con gli amici del Verspetilio ci hanno portato in un Ipogeo nel parco di lama Balice enorme, con al’interno un trappeto oleario. Grande emozione di aver scoperto che all’interno del parco di lama Balice c’era questa meraviglia ad oggi per noi sconosciuta.
Si riparte per andare a vedere cosa c’era di interessante della mia segnalazione. Arrivati sul posto ho indicato il luogo dov’era la cavità; Sergio e Marco si sono guardati negli occhi senza dire una parola, ma dal loro sguardo ho subito intuito che c’era qualcosa di interessante: infatti si sono attrezzati, si sono messi subito tuta e casco e Marco come una faina si é infilato in quel buco. Noi tutti eravamo ad aspettare notizie, quando ad un tratto Marco ha chiamato Sergio dicendo: «Abbiamo trovato un altro Ipogeo con una camera molto grande e con degli stucchi vicino alle pareti…». Sergio non ha perso neanche un minuto e pure lui si e’ infilato nella cavità per visionare. Anche lui con grande stupore è rimasto affascinato della nuova scoperta. Il nuovo ipogeo è stato segnalato con tutti i dati gprs e chiamato Ferdinandea dedicandolo a me che lo avevo scoperto. Il Parco Naturale Regionale Lama Balice non finisce mai di stupirci.
Altre sorprese il paco le ha riservate in passato. Mi viene in mente quanto è importante l’acqua nel Parco naturale regionale lama Balice perchè può aumentare la biodiversità. Portare l’acqua nelle cave esistenti, rinaturalizzandole, permetterebbe di ri-creare degli Habitat già esistenti in passato, quando nel Parco scorreva l’acqua. Durante le mie esplorazioni, un’altra sorpresa che il parco mi ha riservato è stata quella dei siti di riproduzione, le pozze d’acqua temporanee o stagionali che si adattano anche ad acque salmastre come gli estuari dei fiumi. I pericoli maggiori per la specie sono le alterazioni degli habitat riproduttivi, come bonifica delle aree umide,e la mancanza d’acqua nei loro ambienti dovuti al disseccamento naturale o per la mano dell’uomo. I siti di riproduzione risultano sensibili ai diserbanti e ai pesticidi usati in agricoltura; sono protetti a livello comunitario essendo inclusi nell’allegato II della convenzione di Berna e nell’allegato IV della direttiva Habitat (specie che richiedono una protezione rigorosa).
L’anno scorso, grazie alla presenza dell’acqua nella cava, sotto Villa Frammarino migliaia di esemplari sono riusciti a portare a fine la loro metamorfosi».
Tutte le foto sono state scattate da Ferdinando Atlante
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