Quando differenziare non basta più

Pietro Santamaria denuncia la mancanza in Puglia di un sistema proattivo per la valorizzazione dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata.

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Pietro Santamaria

Pietro Santamaria autore del libro , nel quale racconta trent’anni di storie di cave trasformate in discariche ed elenca le numerose iniziative da lui condotte in difesa dell’ambiente di Mola di Bari, denuncia la mancanza in Puglia di centri di raccolta, prima lavorazione e stoccaggio dei materiali provenienti dalla ().  Lo abbiamo ascoltato.

Cosa è un CMRD e a cosa serve?

Il CMRD ha la funzione di ricevere, selezionare e stoccare il materiale proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti. I materiali vengono prima pesati, classificati e sistemati in zone di stoccaggio e poi lavorati. La parte più importante è rappresentata dalla separazione e cernita dei materiali differenziati dai cittadini e conferiti dai gestori della nettezza urbana al Centro. Questa fase avviene in un capannone adeguatamente attrezzato. Infine si ha la pressatura di carta, cartone, plastica e allumino e il loro confezionamento. I diversi materiali quindi vengono stoccati per la formazione di carichi omogenei e più economicamente trasportabili. Vent’anni fa il consiglio regionale della Puglia deliberò la realizzazione di un CMRD per ognuno dei 18 bacini di raccolta dei rifiuti in cui era divisa le regione. Tra il 1998 e il 2001 furono realizzati 13 CMRD, ma al momento mi risulta che solo quattro siano in esercizio.

Balle di materiale riciclato e compattato

Quale è la situazione del CMRD di Conversano?

L’impianto fu realizzato nel 2000 in , accanto alla discarica di bacino. Nel 1997 costò 5,4 miliardi di vecchie lire ma non è mai entrato in funzione. Questo centro aveva la potenzialità di lavorare 25 tonnellate al giorno di materiale. Nel 2006 fu affidato alla CO.GE.AM; nel 2010 l’impianto è stato affidato provvisoriamente alla società “Progetto ambiente bacino Bari cinque” e il 29 maggio scorso il presidente della Regione Puglia, , ha definitivamente affidato tutti i “nuovi” impianti per il trattamento dei rifiuti, realizzati sempre in contrada Martucci, alla società denominata “Progetto gestione bacino Bari cinque”. Secondo il contratto di affidamento del pubblico servizio, il CMRD di Conversano potrà lavorare “massimo 50 tonnellate al giorno di mono-materiale” e non multi-materiale come previsto. Non solo: lo stesso contratto prevede che “La tariffa di conferimento presso il Centro di Raccolta Differenziata verrà corrisposta dai Comuni conferenti in via esclusiva al Soggetto Gestore, e determinata tramite specifici accordi”, mentre nella bozza di contratto l’attività del CMRD era prevista senza oneri per i Comuni, poiché la tariffa di 126 euro per tonnellata di rifiuti, alla quale è stata aggiudicata la gara di appalto, comprende tutte le fasi di trattamento dei rifiuti! Non sarà questo un altro motivo per tenere ancora chiuso il CMRD?

Perché è importante avere un CMRD a valle della raccolta differenziata?

Suddivisione di materiali per la raccolta differenziata

Nei CMRD devono essere lavorati carta e cartone, plastica, vetro, lattine di alluminio, metalli ferrosi e non. Eliminando il materiale estraneo e riducendo il volume del materiale proveniente dalla RD, si aumenta il valore di ciò che va effettivamente riciclato. Oggi i Comuni operano individualmente e affidano a privati il materiale della RD; questi operano in regime di oligopolio applicando al materiale una riduzione elevata e forfettaria del valore di ciò che viene conferito per presunta presenza di impurità, e fanno il lavoro che avrebbero dovuto svolgere i CMRD.

Può un comune dotarsi di un CMRD autonomo?

Un comune, da solo, non è opportuno che si doti di un CMRD perché la sua differenziata è insufficiente per un CMRD. Occorre attivare i CMRD già realizzati, che sono impianti pubblici finalizzati a svolgere un . I Comuni dovrebbero imporre il rispetto delle regole. Ciò aumenterebbe la speranza di ridurre la grazie alla RD.

 

 

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One Response to Quando differenziare non basta più

  1. Mario Ricchiuto dicono:

    Ringraziamo Marilisa Romagno per le informazioni utili che ci offre con il presente articolo. Questo denuncia inequivocabilmente quanto gli enti pubblici favoriscono l’impresa privata a danno del bene comune. Ma la cosa ancor più scandalosa sono i disagi che subiscono i cittadini che abitano nei dintorni degli impianti operanti nella gestione dei rifiuti. La maggior parte di tali impianti sono fonte di inquinamento acustico e luminoso e sopratutto sono causa di miasmi insopportabili che portano il cittadino, vittima di tanto inquinamento, a cadere in uno stato di grave depressione. QUESTA E’ UNA TRISTE REALTA’ DOVUTA AL FATTO CHE I CONTROLLI SONO SVOLTI DI GIORNO E L’INQUINAMENTO DELL’ARIA AVVIENE DI NOTTE. Valga come esempio l’impianto di biostabilizzazione CO.GE.AM. che opera ad Ugento – ATO Lecce/3

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