The Howlers group: la generazione consapevole dei bikers tarantini

Viva l’era dei ciclisti “ululatori”: questa è la storia di due ruote che trasformano la coscienza di una città

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Si chiamano The Holwers bike group, ma non sono solo semplici amanti della . Urban bikers, innovatori sociali, teorici della dolce, atletici polisti, critici enfants terribles… Al di là di categorie e definizioni, una cosa è certa: nel panorama dei movimenti giovanili tarantini, i pedali non erano mai stati così cool.

Momenti di aggregazione. Foto di Cosimo Calabrese Fotografia

Per una bici “democratica” - Gli Howlers – «ululatori» ma solo di nome, in onore dell’amico Lucio detto Lupo, scomparso a seguito di un tragico incidente – sono nati poco più di un anno fa come aggregazione spontanea di amanti e difensori della mobilità in bici, registrando una tale crescita esponenziale di adesioni da diventare presto un’associazione di volontariato. Con l’obiettivo di promuovere un altro stile di vita e l’uso consapevole della bicicletta a , il gruppo ha un sito internet ed è su Facebook per diffondere informazioni ed iniziative, ma soprattutto per organizzare gli incontri veri, quelli umani in giro per la città, in strada e su due ruote. «Gli spazi urbani sono per noi un luogo d’unione dove vivere, esistere e rispondere al sentimento di paura e di diffidenza che questa epoca prova verso le aggregazioni di strada», spiega il presidente dell’associazione Marco Del Vecchio. «La bici è un mezzo democratico di condivisione di esperienze, che funziona come un livellatore sociale ed al contempo dispositivo di interlocuzione partecipata. Ogni metro percorso in bici con un compagno accanto contribuisce a creare l’esperienza comune del dialogo, il dialogo genera un concetto condiviso che a sua volta diventa valore fondatore del gruppo». 

Il logo della divisione Bike Polo, promossa dagli Howlers

Rispetto ed educazione, prima di tutto - Quali sono i valori del gruppo? «Un modo diverso di vivere la città, per strada, all’aria aperta, con un mezzo di locomozione che non causa ritardo, doppia fila, stress da traffico – continua Marco – ; poi il ripudio dell’universo di cemento, delle sue regole di mobilità, di miti imposti da questo sistema massificante, come quello della legge del SUV, della prepotenza e del menefreghismo imperante nei riguardi delle regole comuni di civiltà». Le regole della strada, gli Howlers le rispettano per filosofia del vivere nella collettività. La loro idea visionaria e trasgressiva di una città senza macchine, con più parchi e meno parcheggi, risponde ad un concetto di mobilità e vivibilità dove le persone coabitano in una dimensione umana, in cui possono finalmente incontrarsi e dialogare anziché restare inscatolati e nervosamente in coda nella propria auto solitaria. 

Rispetto ed educazione, prima di tutto. Ma a Taranto, per ora, c’è solo un grande caos, uno spazio vuoto tutto da colmare, il bisogno di mettere in moto un sistema di valori nuovo, con iniziative innovative per combattere l’apatia sociale e la debolezza delle politiche locali per l’aggregazione giovanile e la mobilità sostenibile. Così la pensa anche Florindo, ciclista veterano del gruppo, che nel blog il diario della mia bicicletta, scrive le sue cronache quotidiane a due ruote accompagnate da spassose vignette satiriche. Da sempre ciclista, viaggi ad Amsterdam e Copenaghen hanno amplificato la sua visione quotidiana della bicicletta. “La viabilità a Taranto è molto critica, le strade sono sottodimensionate per il numero eccessivo di veicoli che le percorrono; in città non esiste una vera pista ciclabile, ma con il traffico ed il disordine dei parcheggi oggi è quasi impossibile immaginarla. Bisognerebbe cominciare dall’educazione alle regole dello stare in strada e a gestire il traffico tra i diversi utenti che condividono lo spazio urbano. È prima di tutto una questione di rispetto reciproco”, scrive.

Con gli Howlers arriva a Taranto il Bike Polo, uno sport tutto da scoprire. Foto di Cosimo Calabrese Fotografia

Socialità e impegno civico -  In una città dove né il settore pubblico né quello privato sono in grado di dare risposte efficaci alla ormai cronica crisi sociale e ambientale, gli Howlers sono una sfida alla rassegnazione ed al conformismo. Così, ogni giovedì sera si riuniscono ad un appuntamento sempre più frequentato che si chiama TOURdeBEER. Tra feste con protagonista la bicicletta, eventi di cicloturismo, summercamp, partite di bike polo, non mancano poi momenti seri di sensibilizzazione. Grazie ad una loro sollecitazione, il Comune di Taranto ha aderito alla campagna salvaciclisti e deciso il blocco del traffico automobilistico durante il frequentatissimo Giovedì dei riti della Settimana Santa, quando un anno prima perse la vita l’amico ciclista travolto da un’auto impazzita.

L’impegno e la passione, infine, sono gli ingredienti fondamentali del gruppo, come dice Vera Lezza, mamma lavoratrice e studentessa che racconta come ha incontrato i suoi compagni di pedalata. «Grazie ad un post di Facebook che invitava ad un tour serale. Non conoscevo nessuno, mi sono presentata con la bici ed ho conosciuto tutti gli Howlers. Ho trovato tanti nuovi amici, un modo diverso di pedalare insieme, di essere ciclista di città». Vera pensa che l’aspetto importante del movimento sia quello di stimolare l’aggregazione sociale ed invitare alla partecipazione. «Ognuno mette del suo. È lo spirito del gruppo per il bene della città, che deve aprirsi al mondo delle due ruote troppo spesso sottovalutato. Noi lo facciamo dando esempio quotidiano, con passione e sacrificio, ma sopratutto benessere e gioia».

Gli Howlers, per chi è dentro e per chi li guarda passare per le strade, sprigionano un travolgente senso di appartenenza. Perché con la loro carica di entusiasmo e vitalità, sono la parte buona della mela: quella di una città che spera, agisce e non ha più voglia di aspettare.

Guarda il video del giornalista Maurizio Guagnetti, che ha intervistato gli Howlers per Radiobici:

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