Taranto: Una visita al MARTA per conoscere la Magna Grecia

I reperti esposti al museo archeologico di Taranto restituiscono ai visitatori l’indiscutibile ruolo economico , politico e culturale della città fondata dal mitico Falanto

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Taras, oggi , nacque su un lembo di terra, fra il Mar Grande e il Mar Piccolo, dove i Partheni fondarono la loro prima colonia, arrivando in Italia da Sparta su indicazione dell’oracolo di Apollo a Delfi, guidati dal giovane Falanto. Il territorio su cui fu fondata e edificata la città era arroccato sul lato meridionale dell’imboccatura naturale del porto che collegava i due golfi. Tra i due lembi di terra vi erano, in età Greca, un ponte, una fortificazione ed un fossato che solo nel 1480 Ferdinando I d’Aragona fece allargare a canale navigabile.

Taranto, il lungomare, il Castello Aragonese

La città sorgeva in uno spazio molto ristretto e i suoi edifici si affacciavano su due strade ricche di botteghe artigiane di cui una era la principale, oggi Via Duomo, da cui si svilupparono strade minori, strette vie che portavano al mare. Solo nel V secolo a.C. avvenne un ampliamento della città con la costruzione di una nuova fortificazione. Ingrandendosi, la città ebbe un florido periodo storico attestato dai preziosi corredi tombali scoperti dagli scavi archeologici nel centro della città contemporanea, che testimonia ampiamente la ricchezza di Taranto, delle sue botteghe e del suo inestimabile valore storico-culturale.

I ritrovamenti, oggi visibili al – Museo Archeologico di Taranto -, hanno confermato la sua natura, grande emporio Greco d’Occidente e la sua funzione storica, una delle principali città della Magna Grecia e del Mediterraneo, supportata dalla Sirtide, area vasta e piana intorno alla città, allora dedicata esclusivamente all’agricoltura, ricca d’orti e fertili campi di grano. Quel periodo storico coincise con il massimo splendore della città per potenza economica e militare, toccando i più alti vertici di governo e di prestigio legati alle personalità di Archita, Pirro, Annibale e da Fabio Massimo che saccheggiò la città facendo schiavi gli abitanti e concludendo così l’antica storia di Taranto, facendola diventare un semplice Municipio di Roma.

Museo Nazionale Archeologico di Taranto

I corredi tombali, oggi visibili nel Museo Nazionale Archeologico sono fra i più imponenti ritrovamenti archeologici per qualità e quantità, finora conosciuti, delle colonie Greche d’Occidente; lo si evince dall’eleganza degli ori, delle terrecotte, delle pietre, dei bronzi, degli ossi e degli avori finemente lavorati e da ogni altro reperto archeologico scoperto, da cui si percepiscono le capacità artistiche indiscutibili dei Maestri d’Arte e degli Artigiani locali, senza i quali Taranto non avrebbe mai potuto raggiungere il suo splendore artistico riconosciuto oggi in tutto il mondo.

Testa in marmo di Eracle

E’ da questo appunto storico-culturali che si evince l’indiscutibile e insostituibile funzione della città di Taranto nella Storia dell’Arte d’Occidente; città che ha ospitato Maestri d’arte e Artigiani tanto sensibili alle novità culturali dell’Oriente mediterraneo, i quali hanno saputo trasformare e restituire la propria cultura attraverso l’Artigianato, in modo unico ed originale, comunicando e trasmettendo ancora oggi, a noi, all’Italia e al mondo contemporaneo, la loro cultura costruita sulla Civiltà Greca e sulle Civiltà ad essa successive.

Bibliografia e Siti Essenziali:

E. De Juliis e D. Loiacono, Taranto, Il Museo Archeologico, Mandese Editore, Taranto,1985.

Sito web: www.museotaranto.org 

 

A proposito di Domenico Tangaro

www.domenicotangaro.it/biografia
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