Se la macchina pubblica è malata di obesità

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Giorni fa mi sono fermato a leggere su la Repubblica l’articolo sul suicidio di un imprenditore ad Ostuni. Ho sentito una profonda tristezza ed ho ripensato ai dialoghi con una mia collaboratrice in una giornata campale trascorsa in riunioni tra Foggia, Bari, Lecce. Eravamo in giro per gli uffici pubblici e riflettevamo sull’assurdo funzionamento della macchina pubblica. Lo vivevamo in diretta.

Cresce il malcontento verso gli uffici pubblici accusati di scarsa produttività

Se il lavoro si misura dal numero di confronti che si fanno e dalle ore che si perdono, allora dobbiamo dire che la macchina pubblica lavora molto. Se cambiamo l’unità di misura e invece misuriamo il lavoro dall’efficacia dell’operato di tale macchina, notiamo che non funziona niente. Però alla fine della giornata può dirsi che il motore della macchina pubblica ha girato, “a folle”, ma ha girato. Se contabilizziamo il tempo perso da parte di tutti i partecipanti alle riunioni si scopre che migliaia di euro sono stati “bruciati”. Però sono stati bruciati per niente. Ragionavamo sul fatto che mentre noi discutiamo, tante volte non facciamo che riprodurre solo un minimo di giustificazione per i nostri stipendi. Però l’impresa ed i suoi operatori attendono di lavorare, attendono il pagamento del loro lavoro che non riesce ad arrivare perché gli uffici giustificano la loro presenza ma non producono le procedure per poter far partire lavori, per erogare finanziamenti. I finanziamenti stessi, poi, vanno ad enti minori come i comuni, per altre procedure e lungaggini che giustificano la macchina della pubblica amministrazione, ma mai giustificano gli altri, i deboli, quelli che non hanno certezze dello stipendio. Quello stipendio che nella macchina pubblica non è messo a carico della produzione bensì a carico del processo di indebitamento. 

Se misuriamo il lavoro dall'efficacia dell'operato della macchina pubblica, notiamo che non funziona niente

Riporto qui considerazioni che vogliono suggerire, da parte di tutti, piú efficienza ed efficacia. Perché i dipendenti pubblici devono lavorare male? Forse non dipende dai loro capi, ma dai politici che “governano” i loro capi. Perché devono lavorare senza obiettivi veri (orientati agli altri e non ad autogiustificare la propria presenza)? Perché devono andarsene, per fortuna non tutti, alla fine della mattinata a casa senza aver prodotto nulla? Forse in questo momento storico occorre continuare ad assicurare loro lo stipendio perchè serve a far girare l’economia, ma dobbiamo chiedere a loro e alla macchina pubblica di non guardare alle ore di lavoro, agli straordinari, ai propri interessi. Occorre rimanere qualche volta oltre i propri orari per tramutare il proprio tempo in azioni efficaci, in fondi che vengono erogati, in suggerimenti ad imprese, investitori e professionisti, che possano sbloccare le opere e possano far ripartire gli investimenti. Poi, andando a casa, si potrà essere piú contenti perché il proprio lavoro é servito agli altri, a produrre quella ricchezza che consente agli imprenditori di poter pagare i fornitori, di poter pagare gli stipendi, di sentirsi non piú distrutti e spogliati della propria capacità di lavorare. Altrimenti quegli imprenditori saranno costretti a pagare solo le tasse del 16 di ogni mese, quelle tasse che sottraggono risorse agli investimenti, agli stipendi, quelle tasse che servono solo a mantenere una pubblica amministrazione inefficiente che per autogiustificarsi succhia risorse come sanguisughe che prosciugano il mondo che vive.

Serve un nuovo , ma soprattutto un nuovo corso per cambiare l’uomo, un new deal che stravolga le menti delle persone. Solo così potremo uscire dalla crisi. Che aspettiamo?

Il ministro Piero

Il ministro Giarda in questi giorni ripropone i meccanismi per realizzare la . Sono oltre 300 miliardi di euro le risorse da mettere sotto osservazione ed esame: si potranno recuperare oltre 100 miliardi di euro dalla riforma della macchina pubblica. Abbiamo imparato a fare cose che non servono, per arricchire solo alcuni; nel frattempo la nostra nazione si è impoverita. Abbiamo poche possibilità ulteriori di indebitamento ricavabili dalla Spending Review: usiamole con saggezza e riusciremo a creare le condizioni perché i nostri giovani possano riconquistare fiducia e il capitale intellettuale italiano possa avere spazi per far rinascere il paese. Formiamo un dipartimento ad hoc per la nuova spesa, sottraendola alla gestione delle macchine pubbliche non funzionanti. Così facendo avremo creato le condizioni perché gli imprenditori non si suicidino. Ci sarà più giustizia e soprattutto più futuro.

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