Francesco del Balzo, scultura sconosciuta

Il busto marmoreo di Francesco Laurana raffigurante Francesco II Del Balzo esposto nella Cattedrale di Andria per sole nove ore in tre giorni: un vero peccato non poter apprezzare questo capolavoro del Rinascimento

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Il busto di dello scultore

Dopo moltissimi anni, la Diocesi di ha esposto al pubblico per sole nove ore, tre ore per tre giorni, dal 27 al 29 aprile 2012 all’interno della Cattedrale di , il busto marmoreo raffigurante Francesco II Del Balzo Duca di Andria, realizzato nel 1474 da Francesco Laurana, scultore, che ha realizzato negli stessi anni l’Arco di Alfonso d’Aragona inserito tra i grandi bastioni cilindrici del Maschio Angioino di Napoli. Un vero peccato ridurre a soli tre giorni la visione di un tale capolavoro.

Francesco Laurana, artista di spicco - Leggendo antichi libri di storia dell’arte si apprende che Francesco Laurana ha conosciuto in quegli anni lavorando ad Urbino e a Palermo. Da questi incontri e scambi di esperienze e ricerca, in qualità di scultore itinerante, sono nate le sue levigate sculture coeve come il busto di Battista Sforza (1474) visibile a Firenze al Museo del Bargello; di Eleonora d’Aragona (1474) visibile a Palermo al Museo Nazionale; il Busto di Principessa visibile al Louvre di Parigi, il ritratto di  Beatrice d’Aragona (1475) visibile alla Frick Collection di New York, il ritratto di Principessa Napoletana visibile allo Staatliche Museen di Berlino e il policromo busto di Isabella d’Aragona (1487) visibile nel Kunsthistorisches Museum di Vienna, sculture che, secondo Giulio Carlo Argan, sono state “…elaborate attraverso la ricerca di volumi regolari, con piani continui che attenuano e quasi annullano il chiaroscuro, come se la luce trattenuta dai minimi risalti del modellato permeasse la forma…”. Per comprendere l’opera di Francesco Laurana non dobbiamo dimenticare che, negli stessi anni, in Italia, vi fu l’esordio anche di a Firenze, il quale iniziò a dedicarsi allo studio della pittura scrivendo il Libro di Pittura e dipingendo contestualmente due delle sue prime madonne: Madonna Benois, oggi visibile a Leningrado al Museo dell’Ermitage e la Madonna del Garofano, oggi visibile a Monaco all’Alte Pinakothek.

Leonardo da Vinci

Un po’ di Leonardo anche ad Andria - Le opere scultoree di Francesco Laurana, nate in questo clima culturale rinascimentale sono liberamente ispirate, a mio avviso, all’attività di Leonardo da Vinci: infatti, vedendo dal vero la scultura del busto marmoreo raffigurante Francesco II del Balzo, si percepisce che la cultura pittorica fiorentina e italiana di quel tempo, nello specifico quella di Leonardo da Vinci, si sia trasformata in scultura nelle opere di Francesco Laurana. Lo “sfumato” di Leonardo è trasferito nella dolcezza dei volumi regolari del Laurana con piani continui che attenuano e quasi annullano il chiaroscuro in quanto non ha contorni definiti ed è un corpo immerso nella luce e nell’atmosfera naturali.

Le sculture di Francesco Laurana appaiono ancora, ai nostri occhi, con i caratteri dai contorni dolci e con piani scolpiti in modo continuo esprimendo la dolcezza della Pittura di fine Quattrocento in Italia e l’occasione, della breve esposizione dell’opera scultorea, impone una riflessione sull’importanza della Pittura e della Scultura nella nostra cultura per valutare le caratteristiche della ricerca realizzata nel Quattrocento che, ancora oggi, esprime il concetto di Arte legata alla luce, alla natura, alla dolcezza dei lineamenti umani, sia nella ricerca pittorica di Leonardo da Vinci, sia nella ricerca scultorea di Francesco Laurana con cui dovremmo confrontarci oggi, per valutare, con cognizione di causa, l’arte pittorica e scultorea contemporanea.

Ed è un vero peccato, lo ripetiamo, che al pubblico venga preclusa l’opportunità di capire, anche solo dalla visione di un’opera come questa, quanto la Puglia fosse inserita nei migliori circuiti artistici del passato. Un vero peccato che il patrimonio artistico venga tenuto nascosto piuttosto che esibito col giusto orgogli di chi è consapevole del ruolo giocato dalla nostra regione nel panorama, non solo artistico, italiano ed europeo.

Bibliografia e Siti Essenziali:

Giulio Carlo Argan, Storia dell’arte italiana, Sansoni Editore, Firenze, 1981.

Museo Diocesano di Andria:

http://www.museionline.info/tipologia/item/museo-diocesano-di-andria.html

A proposito di Domenico Tangaro

www.domenicotangaro.it/biografia
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