Abbiamo incontrato gli architetti Francesco Iannone e Serena Tellini, lighting designer di uno studio professionale a Milano che hanno fondato insieme nel 1986 e che si occupa di progetti illuminotecnici in forma professionale. Per dare un’idea del loro lavoro, hanno partecipato alla illuminazione delle Olimpiadi di Pechino, hanno illuminato il lungolago della città di Ascona in Svizzera, hanno progettato le luci del circuito di Formula1 di Shangai e della mostra del pittore Lorenzo Lotto alle Scuderie del Quirinale.
Come definirebbe il lavoro del lighting designer rispetto alle problematiche di tutela dell’ambiente e di sostenibilità?
Francesco Iannone :
«Il lighting designer è un libero professionista indipendente dalle aziende produttrici di lampade, che progetta l’illuminazione di ambienti aperti e chiusi, ottimizzando la scelta dei prodotti illuminanti e quindi puntando al maggior risparmio energetico, senza trascurare il benessere psicofisico delle persone. Le nuove lampade devono essere usate intelligentemente, altrimenti i vantaggi energetici svaniscono nel nulla. Per esempio la temperatura dell’ambiente può influire in positivo o in negativo sul rendimento e anche sulla quantità e qualità della luce emessa da una lampada. Le fluorescenti per esempio illuminano meglio in un ambiente temperato ( dai 20 ° C in su), le alogene al contrario rendono di più al freddo».
La sostituzione delle vecchie lampadine incandescenti avrebbe come conseguenza una riduzione, nel mondo, di 239 milioni di tonnellate di CO2 e un risparmio 46 miliardi di Euro in elettricità ogni anno. La si può considerare una buona notizia?
Serena Tellini:
«Le conseguenze di questo cambiamento se da una parte fanno certamente risparmiare energia, dall’altra coinvolgono l’ambiente, con seri problemi di smaltimento. Le nuove lampade fluorescenti, led, alogene devono essere assolutamente portate in ricicleria, non si possono buttare nel “nero”. Le fluorescenti sono le più critiche: contengono infatti mercurio, una sostanza fortemente tossica per l’uomo e per l’ambiente. Finora i consumatori finali non sono stati informati adeguatamente e si spera che al più presto sia possibile il ritiro delle lampade esaurite nei negozi di vendita o in centri di raccolta distribuiti sul territorio italiano, come si sta già facendo con le medicine scadute e le pile scariche. Per conoscere il punto di raccolta più vicino si può consultare il sito del Centro di coordinamento RAEE, all’interno della sezione Comuni, nella lista dei centri di raccolta per aree geografiche».
La luce giusta può avere anche una influenza positiva sul benessere delle persone, sia nell’ambiente domestico, sia in quello lavorativo?
Francesco Iannone
«Molte università nel mondo stanno facendo ricerche in questo campo; io stesso e numerosi miei colleghi stiamo lavorando al rapporto qualità dello spettro/ influenza sull’uomo e sull’ambiente in cui vive. Una luce artificiale appropriata potrà quindi contribuire al nostro benessere psicofisico, al contrario una luce con emissioni di lunghezze d’onda inadeguate provocherà uno stato di malessere generale, difficoltà di concentrazione, affaticamento visivo, fino ad arrivare al mal di testa. Nelle mura domestiche possiamo consigliare di svegliarci al mattino con una luce leggermente blu e rilassarci alla sera sotto una luce aranciata esattamente come succede con la luce naturale del sole all’alba e al tramonto. Al momento dell’acquisto delle nuove lampade si dovrà quindi fare una scelta ragionata e differenziare la scelta a seconda di dove verrà collocata la fonte di luce e su come verrà utilizzata».
(per conoscere le caratteristiche tecniche delle nuove lampadine clicca qui)
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