
Le imprese si orientano verso la sostenibilità. Se le imprese del Nord hanno già dichiarato i propri impegni, la Confindustria Puglia ha aderito alla Carta dei principi per la sostenibilità ambientale. Si tratta di una “bussola” dei valori di riferimento nel percorso di sviluppo sostenibile, un documento che stabilisce le azioni necessarie per un unitario e progressivo avanzamento verso una sempre maggiore sostenibilità ambientale e delinea obiettivi realistici e realizzabili per le imprese italiane.
Il manifesto confederale sarà presentato a tutte le imprese italiane nell’ambito di un convegno che si terrà il 17 maggio prossimo a Bari. Ambient&Ambienti ha voluto parlare con Angelo Bozzetto, imprenditore edile di Taranto e neopresidente di Confindustria Puglia, proprio del rapporto tra imprese, sostenibilità ambientale e territorio.
La sostenibilità aziendale è un tema che pian piano si sta sviluppando anche al Sud. Le imprese sono sensibili?
«Assolutamente sì, soprattutto alla luce delle grandi opportunità che può prospettare l’ambiente, anche in termini di diversificazione aziendale e riequilibrio ambientale. La sensibilità è doppia: la sfida è quella di essere imprese che rispettano l’ambiente e lo migliorano dal punto di vista della qualità e vivibilità; si tratta inoltre di cogliere le opportunità della nuova economia basata sulla riqualificazione ambientale e valorizzazione del territorio. In questa direzione ci stiamo muovendo. Abbiamo aderito per primi in Confindustria alla Carta dei principi sulla sostenibilità ambientale. Tali principi saranno illustrati il 17 maggio a Bari. In quella occasione vogliamo anche presentare le nostre aziende che hanno più know how, sono a disposizione del sistema Puglia e già pronte ad esportare la loro capacità in altri territori nazionali ed internazionali».
Il fatto che Confindustria Puglia abbia aderito alla Carta sulla sostenibilità significa che le imprese sono pronte?

«Gli imprenditori sono prontissimi a sostenere queste linee di principio ma devono essere messe nelle condizioni di poter adempiere ad una serie di provvedimenti. Non è accettabile che siano avviati provvedimenti di legge regionali che non tengano conto della valenza delle grandi industrie che hanno i loro tempi tecnici per la realizzazione degli adeguamenti. Non c’è dubbio che il tema della sostenibilità è di grande interesse ed impegno finanziario ed economico per le nostre imprese che in un momento di grande difficoltà competono nel mondo».
Cosa occorre ancora fare?
«Siamo assolutamente d’accordo sull’adeguamento delle tecnologie delle imprese dal punto di vista della sostenibilità e dell’innovazione. Occorre, però, che la Regione Puglia concordi con il sistema delle imprese una linea di convergenza sugli obiettivi e sulle scadenze».
Il cammino è ancora lungo?
«E’ un cammino non lungo ma che deve essere concordato nei tempi tecnici più rapidi possibili».
L’Ilva è un caso esemplare ed emblematico sulla sostenibilità delle imprese e sul rapporto tra ambiente e territorio. Cosa pensa?
«Bisogna fare una riflessione molto serena sulla situazione che Taranto sta vivendo come conflitto sociale tra l’ambiente, l’inquinamento e l’occupazione. Ci sono situazioni molto preoccupanti, anche dal punto di vista ambientale, che devono essere affrontate in maniera rapida. Nessuno può fare impresa a danno dei cittadini. E’ un principio che la stessa Ilva e le grandi industrie sul territorio hanno già maturato. Le migliorie in termini di nuovi investimenti sono state già programmate. Bisogna creare industrie compatibili con la vivibilità del territorio».


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