I vini che portano il giardino in casa

Nel novarese un’azienda vinicola da sempre attenta all’ambiente, persino nei mezzi di trasporto ecosostenibili. Ora anche gli imballaggi in legno diventano giardini in miniatura per piante aromatiche. E a breve anche biogas ottenuto dalle vinacce

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A volte sono le piccole cose a fare la differenza, anche nel campo della ambientale. Piccole cose che però nascono da idee importanti come sta facendo l’azienda vinicola piemontese Torraccia del Piantavigna di Ghemme, provincia di Novara, che ha posto la tutela dell’ambiente al centro di tutte le fasi della filiera produttiva dei suoi vini.

(a sin.) tra le cassette-giardino

Ne parliamo con il titolare Alessandro Francoli, che ci racconta l’ultima iniziativa: «L’ultimo recentissimo passo avanti è stato quello di trasformare i classici imballaggi in legno per le bottiglie in vasi per piante aromatiche come timo, finocchietto, origano, menta, salvia. Dei giardini in miniatura da metter in casa o sul terrazzo. Le cassette di legno si ricicleranno grazie al terriccio e ai semi da piantare che regaleremo ai nostri clienti. Il set per il mini giardino sarà distribuito in tutte le enoteche che rivendono i nostri vini più pregiati». A breve verrà aperto un sito web con un laboratorio per il pollice verde. Intanto sulla pagina Facebook dell’azienda si potranno postare (pubblicare) le immagini delle diverse fasi dalla semina alla raccolta, scambiarsi consigli e chiedere l’opinione di un esperto. «Abbiamo lanciato questa idea- spiega Alessandro Francoli, presidente della cantina- perché crediamo che sia importante pensare all’ambiente a partire dalla vite fino alla bottiglia; da 25 anni siamo impegnati su questo fronte. Ricicliamo e utilizziamo tutto quello che è possibile».

Pannelli fotovoltaici tra i vigneti dell'azienda vinicola Torraccia del Piantavigna

Si è cominciato con la progettazione della cantina usando materiali naturali, per esempio parte dei pavimenti sono stati rifatti usando le assi di legno di vecchie grandi botti. Le pareti esterne di cemento della cantina sono state ricoperte con lastre di rame preossidato lasciando una intercapedine dove l’aria può circolare e questo aiuta a mantenere più fresca la temperatura. «Le vinacce – continua Alessandro Francoli – prima le utilizziamo per produrre la grappa, poi le facciamo seccare e diventano combustibile vegetale a impatto zero. Il bilancio di è infatti neutro. Questo ci permette di essere autosufficiente per quanto riguarda l’energia. L’autoproduzione di biocombustibile è vantaggiosa anche economicamente, si risparmia circa il 30% sul prezzo dei combustibili sia tradizionali, sia innovativi». L’attenzione all’ambiente si orienta anche sui mezzi di trasporto dei prodotti che sono stati scelti con il medesimo criterio di ecosostenibilità. Non è finita: in azienda stanno sperimentando con alcune università anche la produzione di , sempre dalle vinacce. Allo studio anche la spremitura a freddo dei vinaccioli dai quali si può ottenere un ottimo olio per l’alimentazione umana. L’olio di vinaccioli è un olio salubre che presenta il punto di fusione più alto di tutti gli altri oli vegetali e ha un alto contenuto di acido linoleico e una grande ricchezza di antiossidanti e vitamine Che vuoi di più da una vite? Un sorso di ecosostenibile!

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