Lama degli Ulivi: molto più di un giardino

Tre ettari che sono un trionfo di colori. Da non perdere la visita a Lama degli Ulivi, il giardino botanico in agro di Monopoli (BA)

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Un angolo del giardino

Una convivenza possibile. É la diversità che si fa armonia, dentro un tripudio di colori che si amalgamano e sbocciano tra terra rossa e bruna, arsa dal sole. Questo e molto altro è il degli , a (Ba) in contrada Conghia.

Ubicato all’interno dell’azienda vivaistica Capitanio Stefano, ospita un paesaggio dai mille contrasti. Una magia di tinte, forme e profumi resa possibile grazie alla morfologia della depressione carsica che la ospita. Per la particolare conformazione della lama, infatti, qui vi trovano riparo oltre duemila specie di piante tra autoctone e provenienti da Asia, Sudafrica, America e Australia.

I tre ettari del giardino sono attraversati da microclimi differenti, creati all’interno di quella che si presenta come vera e propria culla, grembo materno che accoglie questo patrimonio di biodiversità unico, preservandolo da venti e correnti moleste e garantendo umidità e temperature costanti.

"Aloe" nel giardino

É così che un terreno carsico – di solito ideale ad ospitare la vegetazione mediterranea spontanea, dai contorni spesso brulli e selvaggi – diventa dimora per le specie più insolite e i fiori più raffinati.

Il lilla della trichodiadema del Sud Africa o della bouganville, il rosa dell’australiana pimelea si fondono e si confondono con tutte le sfumature dell’arancio e del giallo che dipingono i fiori di calendula, gazania o passiflora, per citare soltanto alcune specie. E ancora: agavi, cactus, aloe conferiscono quel tocco d’esotico all’, che si sposa alla perfezione con le forme maestose dei nodosi ulivi secolari, signori di questi luoghi. Tra gli alberi tipici del paesaggio pugliese e della vegetazione mediterranea – ulivi, carrubi, fichi, capperi – si può poi incontrare l’albero bottiglia e l’albero azzurro del centro America, la canfora che arriva dall’Asia, il noce del Queensland australiano.

Sguardo dall'interno di un ulivo secolare

A rendere ancor più suggestivo il percorso floro-vivaistico la presenza di cavità e grotte, con significative testimonianze storiche. In particolare le due piccole chiese rupestri – di Santa Cecilia e Jacovella – risalenti attorno all’anno mille dopo Cristo, un frantoio ipogeo del 500 avanti Cristo e la grotta, rifugio di una comunità monastica ai tempi delle persecuzioni contro i Cristiani.

E per tutelare quest’importante patrimonio della cultura di , si è scelto di creare il giardino botanico e di destinarne i proventi al restauro degli affreschi nelle chiese. Un’iniziativa sostenuta da , proprietario dell’omonima azienda vivaistica prematuramente scomparso, che ha voluto e creato nel 2008 Lama degli Ulivi. La sua giovane e splendida famiglia tiene oggi le redini di questo luogo che merita davvero una visita, per godere di qualche ora nella pace offerta dallo spettacolo della .

Per ulteriori informazioni visitare il sito: www.lamadegliulivi.it.

PHOTOGALLERY (Foto di Giovanna Lodato)

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