Lo chiamano urban chic e tutto è nato da una ruota di bicicletta forata. Ora Spaghetti, Risotto e Rigatone (rigorosamente consegnati in un packaging di cartone della pizza riciclato con la scritta Enjoy your meal!) sono solamente tre dei tanti modelli di borsa creati da Marco Lai, designer veronese che dal sito della sua azienda, nata nel 2007 e ispirata nel nome dal noto quartiere newyorkese, racconta come tutto sia nato quasi per caso.
«Fu così che un giorno, mentre stavo aggiustando la gomma bucata della mia bicicletta, ebbi un’intuizione: perchè non usarla come se fosse pelle o tessuto? E dopo varie prove, quell’oggetto destinato alla discarica era pronto per diventare un oggetto di design, una fucina di idee, una cucina dell’inferno, un nome: Hell’s Kitchen!». Camere d’aria dei camion, cinture di sicurezza delle auto, t-shirt, camicie, la collezione creata dal designer comprende così ora anche taccuini, caschi e oggettistica per motociclisti.
«Se una larva può diventare una farfalla, se un parassita può diventare una perla, se un pezzo di carbone può diventare un diamante, ma soprattutto, se la sfiga di bucare una gomma può diventare un’idea… ecco che anche una camera d’aria diventa improvvisamente una borsa. Anzi una collezione di borse». Con un capitale sociale di 10mila euro e una sede legale a San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona, questo marchio – che “fa della metamorfosi una filosofia di vita” e si definisce “100% made in Italy” – è così approdato anche all’81esima edizione del Pitti Uomo di Firenze (e non per la prima volta) con la sua nuova linea urban HK, Urban RE Generation dove “migliaia di chilometri rimasti incisi sulla materia rendono autentico e irripetibile ogni pezzo”. In questo modo, anche un materiale tanto difficile da smaltire come la camera d’aria, «può esser risanato, ripensato e riqualificato – dice Lai – e incarnarsi a nuova vita in un prodotto bello, funzionale, durevole. A prova di città!».
Tra prodotti di cartotecnica e borse, si sviluppano in questo modo collezioni capaci di dar vita a tracolle sportive denominate “cannelloni” (che dite, per via della loro forma?) sino ad arrivare a “lenticchie”, nere o arancioni secondo il proprio gusto, ma purtroppo già da tempo sold out, ossia occhialini da pilota con esterno in camera d’aria, interno in pelle e lenti intercambiabili. Senza poter in questo fare a meno di un bel “conchiglione”, casco demi-jet rivestito anch’esso con una cuffia in camera d’aria riciclata, dotato di visiera trasparente modello aeronautica e omologato CE.
Selezionata e fatta in pezzi, lavata in modo ecologico ed asciugata, per esser poi assottigliata, tagliata e lavorata secondo il progetto di design a cui è destinata, questa rinata camera d’aria è dunque pronta per il mercato. Non solo per Limited Edition Audi A1 Collection o per la proposta fai-da-te del Cook your bag, ma per un mercato che non disdegna affatto l’estero, tra Germania e Giappone, Francia e Scandinavia.





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