Ruota forata? Meglio la pochette

Una insegnante leccese ha creato il brand Ricicletta e dà vita su Facebook a copertoni e camere d’aria. Come? Leggete qui

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Il brand nasce dalla collaborazione di un'insegnante e di un'associazione di

La passione scorre sulle due ruote. Un gruppo di amici in comune riunitisi in un’associazione che si occupa di cicloturismo e di passeggiate ed ecco che si scatena la vena artistica di una leccese, Valeria Protopapa, un titolo d’insegnate tecnico-pratico di laboratorio di biologia che si è fatta conquistare dal concept di come dar nuova vita a e camere d’aria delle biciclette. Insomma un divertente di materiali di scarto che spesso vengono poco utilizzati e peggio gettati. Lei invece reinventa e plasma oggetti curiosi, accessori femminili per rimetterli poi sul mercato, estremamente sfavillanti, glamour e da acquistare senza pensarci troppo. Linee moderne, pratiche e nello stesso eleganti per borse, pochette, portachiavi, cinture ed orecchini. E molto altro. 

Ma come nasce l’idea?

E’ partita da me Ricicletta, questo il brand inventato; con il team di sportivi c’è stata collaborazione sugli oggetti da realizzare.

Da quanto tempo lo fai? E per fare, ad esempio, una borsa è difficile?

Da un anno mi dedico al progetto, ma quantificare il tempo non è facile se si deve calcolare quello impegnato per pensare, immaginare. Manualmente perdo solo un’ora ottimizzando i tempi. Questo grazie all’esperienza fatta in teatro e in una sartoria ad Ariccia gestita da due sorelle sarde molto determinate ; tutto questo mi ha guidato ad imparare nel lavorare materiali o meglio tessuti plastificati che la moda delle grandi firme metteva sul mercato. E mi ha aiutato anche per poter lavorare la gomma con una semplicissima Necchi. Che se la mia Necchi potesse parlare… chissà quante me ne direbbe. Non è nata per la gomma!.

Passione ereditata?

Per quelli (e sono sempre di più) che preparano da soli le sigarette, ecco un "ecoportatabacco"

Forse sì. Questo desiderio di raccogliere e mettere da parte oggetti – che prima o poi potrebbero servire- penso l’abbia nei geni. L’ho ereditato da mia madre a cui piace inventare soluzioni sia per la casa che per il giardinaggio e da mio nonno. Una volta portò a casa un sacco di bottoni e cianfrusaglie varie trovate abbandonate sul ciglio della strada da una merceria; ebbene sono cose ancora oggi che riuso. Parlo di bottoni e fibbie.

Il cliente più severo incontrato fino adesso?

Mio marito: quando rientra a casa la sera si trasforma nel mio supervisore. Gli mostro le presentazioni “sfornate” frutto della mia fantasia e chiedo il suo parere. Però a volte pensa che sto impazzendo, perché amo variare il materiale da usare. Ma è di grande stimolo, ha un senso critico elevato e fa da cavia come fosse il classico cliente tipo.

Che futuro avrà Ricicletta?

Per adesso le mie creazioni circolano tra gli amici, un passaparola anche su Facebook; sono cose che si possono visionare sul web e sinceramente non metto limiti a tutto ciò che può essere realizzato. In futuro? Mi hanno suggerito di confezionare anche vestiti, ma non penso funzionino, meglio cinte, collane ed orecchini. Il guaio è che la mia mente frulla anche di notte, per cui…non si sa mai cosa potrà partorire!

 

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