Palais Lumiere, il sogno di Pierre Cardin passa anche da Bari

Sarà pronto entro il 2015, a Porto Marghera, il progetto più ambizioso dello stilista trevigiano naturalizzato francese: una torre-scultura di 300 metri d’altezza che potrà ospitare fino a 10mila persone. L’intero sistema geotermico affidato ad una società barese guidata da Alessandro Cariani, ingegnere “milanese da anni felicemente trapiantato terrone”

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«Sono un milanese trapiantato terrone da dieci anni. E mai scelta mi è sembrata migliore. Lei ha provato a vivere a Milano?» L’ingegner sorride gioviale e snocciola a mitraglia tutti i contro del vivere nella metropoli lombarda. Sorprende, ma non più di tanto, che non riesca a trovare un motivo uno, a favore. Effettivamente Cariani, nato per l’esattezza, non tantissimi anni fa, a Cernusco sul Naviglio, ha tutte le carte in regola per considerarsi cittadino del mondo. Il suo pane quotidiano è la realizzazione di case ad alta efficienza energetica. Il progetto prossimo venturo sul quale sta mettendo le mani suggellerà questo respiro cosmopolita e perdipiù a zero emissioni: la realizzazione dell’intero sistema geotermico per il Palais Lumiere di . «Certo una bella soddisfazione che da Parigi la scelta sia caduta proprio sulla (la società barese della quale Cariani è general manager ndr) – racconta il professionista – è un palazzo scultura ecosostenibile, interpreta a livello architettonico la filosofia dello stilista».

Alessandro Cariani

La storia -

Il Palazzo della Luce è un sogno che monsieur Cardin accarezza da tempo, una sorta di testamento artistico dopo settanta anni di moda e di creazione. Un grattacielo scultura alto più di 300 metri, composto di 6 dischi di forma circolare distanti 35 metri l’uno dall’altro e sostenuti da 3 torri a vela di vetro, simili ma di diversa altezza, disposte a forma di stella. Il suo sogno più grande, per l’appunto, che Pierre Cardin vorrebbe realizzare in Veneto, tra Padova e Venezia. In alternativa, nei dintorni di Parigi. Per nostra fortuna, l’Italia risponde positivamente agli architetti dello stilista trevigiano naturalizzato francese: dal progetto pubblicato sulla Gazzetta dell’Accademia delle Belle arti di Francia nell’estate del 2009, il sogno si prepara a diventare realtà a Porto Marghera, sull’area dismessa dal colosso petrolchimico dell’Eni. Entro il 2015.

Simulazion 3d di Palais Lumiere, versione notturna

Una struttura assolutamente avveniristica - «E, soprattutto, pensata per ridurre al massimo i costi di costruzione e dispersione di energia – sottolinea Cariani – Si tratta di una costruzione ecosostenibile che appartiene alla classe 2A (le classi di efficienza energetica sono 7, denominate con le prime sette lettere dell’alfabeto. La classe A comprende i prodotti più efficienti ndr). Sistemi fotovoltaici ad alta efficacia di ultima generazione oltre allo sfruttamento dell’energia geotermica ed eolica la rendono completamente indipendente dal punto di vista energetico e a zero emissioni».

«Pierre Cardin si accolla il 20% del costo complessivo della bonifica ambientale – spiega Cariani – l’opera tutta costerà all’incirca 1 miliardo e 800 milioni di euro.

Palais Lumiere

E’ di qualche mese fa l’autorizzazione richiesta all’Enac; il Palazzo della Luce si staglia, in linea d’aria, sulla discesa dell’aeroporto in riva alla laguna». Una parte di Palais Lumière sarà dedicata all’Università internazionale della Moda e del Design, poi ci saranno almeno 4 ettari destinati a giardini pensili con relativi laghi e piscine. Quindi centri commerciali, bar, centri benessere e fitness, 9 sale cinema, 6 teatri auditorium per un totale di 5000 posti, un ristorante panoramico sulla città di Venezia a 225 metri di altezza, un pronto soccorso ospedaliero ed un eliporto; più di 8000 tra posti auto e garage. Un palazzo-città che potrà ospitare fino a 10mila persone. L’energia necessaria a far “vivere” Palais Lumiere viene generata da sistemi integrati rinnovabili di tipo ed . «Tutto l’edificio – racconta l’ingegner Cariani – è frutto dell’integrazione fra sistemi di produzione di energia rinnovabile e l’impianto geotermico di condizionamento. Una tecnologia, quella geotermica, che utilizza la terra come fonte di calore utile al condizionamento naturale della struttura e che permette inoltre di gestire interamente il processo di produzione di acqua calda sanitaria per l’intero grattacielo-scultura, oltre che una effettiva indipendenza energetica, in perfetto equilibrio fra energia consumata ed energia prodotta».

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