Ora il giardino si fa tecnologico

Vittorio Sangiorgio, delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, presenta le sue idee di giovane imprenditore

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Sì alle specificità ed all’innovazione tecnologica, no agli organismi geneticamente modificati. (). Ha le idee chiare e ben precise sullo sviluppo dell’ambiente e del il delegato nazionale di Giovani Impresa, Vittorio Sangiorgio. 

Vittorio Sangiorgio è delegato nazionale Coldiretti giovani impresa

Ambient&ambienti lo ha conosciuto in occasione di Oscar 2011, (leggi il nostro articolo)   l’evento annuale di Coldiretti Giovani Impresa che premia le realtà imprenditoriali capaci di accogliere e rilanciare le sfide di un mercato innovativo ed in costante cambiamento. Sono molti, infatti, i giovani imprenditori agricoli. E, secondo i dati, il 35% delle imprese agricole pugliesi è condotto da giovani.
Sangiorgio, 29 anni, appartiene alla quarta generazione d’imprenditori della Modestina Fiori di Salerno, un’azienda ortofrutticola riconvertita al florovivaismo. Il suo ingresso ha portato un cambiamento ed una diversificazione all’attività, offrendo una serie di servizi come gli allestimenti floreali per eventi e la realizzazione di giardini pensili sugli edifici. Le sue idee per uno sviluppo equilibrato dell’ambiente e del territorio, che si rifanno a quelle dell’organizzazione alla quale appartiene, sono orientate ad un modello sviluppo, dice «che ponga il cibo come elemento strategico, sia a misura di territorio e contro le speculazione di natura finanziaria. Il modello, a cui facciamo riferimento, deve valorizzare le famiglie che lavorano e creano benessere in un territorio con le sue specificità. Questo ha reso grande l’Italia nel mondo». 

Parlando di Ogm, organismi geneticamente modificati, Sangiorgio ha sottolineato che «l’Italia non potrebbe mai abbracciare una strada del genere per il grandissimo patrimonio agro-alimentare italiano perché è il Paese delle specificità».Un’altra sfida dell’Italia, secondo Sangiorgio, riguarda la politica energetica. «Bisogna incrementare una politica energetica nazionale che vada ad intervenire sul corretto equilibrio e consumo perché ci sono troppe dispersioni. Occorre concentrarsi sul sistema di produzione diffuso e territoriale perché i megaimpianti creerebbero solo scempi paesaggistici ed andrebbero a deturpare il territorio. La Puglia, in questo senso, ha fatto molto per lo sviluppo delle rinnovabili».

Serra di verdure ed ortaggi
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