
Gli utenti possono sfruttare la variabilità dei prezzi nell’arco della giornata a proprio vantaggio, così da ridurre i costi in bolletta.Quali sono le offerte che consentirebbero di massimizzare i benefici di una domanda più flessibile?
Il primo semestre del 2026 ha fatto registrare dati incoraggianti per quanto riguarda lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili in Italia. È quanto emerge da un’analisi realizzata da Solar Power Europe relativa ai primi sei mesi dell’anno in corso; l’installazione di oltre 3 GW di potenza, si legge nel report, oltre a segnare un leggero incremento rispetto al 2025, ha portato la capacità complessiva a 46 GW. A sospingere la crescita sono state le aste del FER-1, in grado di compensare la contrazione del segmento residenziale. In aumento anche le installazioni dei comparti commerciali e industriali (+22%).
I dati, secondo gli esperti, testimoniano l’evoluzione del settore energetico italiano verso sistemi di grandi dimensioni e utility-scale, a compensazione della “normalizzazione della domanda residenziale a seguito del boom alimentato dal Superbonus”.
L’impatto sul mercato e i modelli di consumo

Il contributo delle fonti rinnovabili al cosiddetto ‘mix energetico’ è cresciuto notevolmente negli ultimi vent’anni, grazie a politiche nazionali e comunitarie. Ciò ha influito sia sulle dinamiche di mercato sia sui modelli di consumo degli utenti finali. Le fonti rinnovabili, per loro natura, non sono sempre disponibili in egual misura (né programmabili) e, per questo, vengono definite intermittenti: basti pensare al solare fotovoltaico, che può raggiungere picchi di produzione nelle ore di maggior irraggiamento solare ma, al contempo, apportare un contributo nullo (o quasi) nelle ore serali e notturne. Come si può facilmente intuire, nel primo caso il prezzo marginale dell’energia tende a calare mentre, nel secondo, a risalire.
A ciò si aggiunge un altro aspetto: l’emergere di una nuova categoria di utenti, i ‘prosumer’, ossia produttori-consumatori, ovvero soggetti che coprono parte dei propri consumi producendo energia autonomamente.
In generale, una maggiore attenzione verso la sostenibilità – tanto economica quanto ambientale – ha rimodulato i meccanismi della domanda energetica, rendendola più complessa e orientata ad una maggiore flessibilità.
Gli effetti della ‘demand-side flexibility’demand-side flexibility’
In termini tecnici, questo fenomeno viene denominato “demand-side flexibility”, ossia ‘flessibilità dal lato della domanda’ che consiste nella propensione, da parte degli utenti finali dell’energia, a modificare il proprio modello di consumo in funzione di fattori esterni, primo fra tutti l’andamento del mercato elettrico di riferimento. Questo meccanismo si traduce, in concreto, in una redistribuzione dei consumi, allo scopo di concentrare possibili picchi di assorbimento nelle ore della giornata in cui l’energia costa meno.
Come riportato dall’edizione online de Il Sole 24 ore, secondo le stime dell’associazione Flexit trasferire una parte della domanda energetica nelle ore centrali della giornata potrebbe portare ad una diminuzione dei prezzi al dettaglio tra il 5% e il 69% mentre l’impatto sul mercato all’ingrosso è stimato in un possibile calo compreso tra il 10% e il 30%, a fronte di una riduzione del carico elettrico della domanda tra i 2 e i 5 GW.
Come ottimizzare la flessibilità dei consumi
I dati di cui sopra delineano uno scenario – al momento ancora ipotetico – in cui gli utenti possono sfruttare la variabilità dei prezzi nell’arco della giornata a proprio vantaggio, così da ridurre i costi in bolletta. Allo scopo, è necessario avviare un processo per rendere sistematica la redistribuzione dei consumi, con il supporto di retailer e operatori di settore.

Dal punto di vista commerciale, le offerte che consentirebbero di massimizzare i benefici di una domanda strutturalmente più flessibile sono quelle a prezzo indicizzato con tariffazione multioraria: sono le più adatte a sfruttare l’andamento del mercato nell’arco della giornata riducendo i consumi nelle ore in cui le quotazioni dell’energia sono più elevate. In che modo? Sfruttando, ad esempio, i sistemi di domotica, che consentono di programmare la messa in funzione e lo spegnimento di impianti e dispositivi (lavatrici, lavastoviglie, scaldacqua, caldaie, condizionatori, termosifoni).
Un modello di consumo organizzato in questo modo può essere valorizzato scegliendo un’offerta che rappresenti un ideale punto di sintesi. Alcune aziende, come per esempio, Loomen Energia offrono un servizio di fornitura basato su tariffazione trioraria, garantendo così la massima flessibilità per utenti e imprese che vogliono rimodulare la propria offerta e trarre vantaggio dalle moderne dinamiche del mercato energetico. Sempre Loomen affianca fin da subito i propri clienti, mettendo loro a disposizione consulenti specializzati che analizzano le esigenze dell’utente, guidandolo verso la proposta più adatta per quest’ultimo. Molto apprezzata dai consumatori è anche la scelta di distribuire energia pulita al 100%, certificata mediante le Garanzie di Origine, perchè risulta in grado di intercettare le nuove tendenze del mercato, con un approccio che valorizza la flessibilità e la sostenibilità dei consumi.


