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Economia circolare, ora tocca all’Italia

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Nella normativa europea si da particolare attenzione alla gestione dei rifiuti, che se non valorizzati in un’ottica di economia circolare, rappresentano un enorme costo economico e ambientale per il territorio

«Integrare il territorio e le sue risorse con un’ economia circolare che dia nuovo sviluppo alle filiere locali e possa rappresentare una concreta opportunità per i nostri figli»: è questo l’invito che Stefano Arvati, Presidente di Renovo spa, (il biodistretto che  si interessa della trasformazione degli scarti in risorse, tanto economiche, quanto sociali) lancia dal palco di Italy in Circuit – La circolarità dal punto di vista delle aziende italiane, il meeting dei Giovani Imprenditori di Confindustria Emilia-Romagna, organizzato gli scorsi 9 e 10 settembre a Misano Adriatico in concomitanza con il GP di San Marino e della Riviera di Rimini del Motomondiale.

Nella normativa europea si da particolare attenzione alla gestione dei rifiuti, che se non valorizzati in un’ottica di economia circolare, rappresentano un enorme costo economico e ambientale per il territorio
Nella normativa europea si da particolare attenzione alla gestione dei rifiuti, che se non valorizzati in un’ottica di economia circolare, rappresentano un enorme costo economico e ambientale per il territorio

Arvati è stato invitato con altri imprenditori, top manager e rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali a dar vita a un confronto sull’ economia circolare, partendo dall’analisi di uno fotografia dell’attuale stato dell’arte, per poi fissare le linee guida per il recepimento italiano della recente direttiva europea in materia.

«Nella normativa europea si da particolare attenzione alla gestione dei rifiuti – afferma Stefano Arvati – che se non valorizzati in un’ottica di economia circolare, rappresentano un enorme costo economico e ambientale per il territorio. Il mio augurio è che, anche in Italia, avremo il coraggio di recepire appieno questa direttiva e dotarci delle normative necessarie per creare un vera e propria filiera del rifiuto, finalizzata alla sua valorizzazione efficace e sostenibile, superando i troppi preconcetti legati a questo settore».

«Le diverse competenze che siamo in grado di mettere in campo ci permettono di agire su più fronti, ponendo il territorio stesso al centro della nostra attività, in base alle sue caratteristiche: rifiuti organici, biomasse vegetali, sfalci da potatura, sottoprodotti agricoli ed agroindustriali sono vere e proprie risorse con le quali dar vita a filiere circolari per la produzione di biometano, energia, pellet o per l’estrazione di principi attivi per l’industria alimentare, farmaceutica e cosmetica grazie all’utilizzo delle migliori tecnologie. Tutto all’insegna della costante innovazione sostenibile e con uno sguardo fisso al futuro, senza mai accontentarsi. Per esempio, proprio in questi giorni, stiamo lanciando in Sicilia un nuovo progetto finalizzato all’estrazione dei polifenoli sottoprodotti della molitura delle olive. La nostra convinzione d’altronde, è quella che, se vogliamo veramente creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile basato su un’ economia circolare di sistema, non possiamo fermarci e dobbiamo favorire in ogni modo possibile la ricerca nel settore delle risorse e delle materie rinnovabili». Conclude Arvati

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