Dall’orto in salotto alla bio-depurazione dell’acqua tramite i tappi di plastica delle bottiglie: sono alcuni tra i progetti delle società spin-off universitarie presentate da Netval nel corso di ECOMONDO.
Le società spin-off nascono per valorizzare i risultati della ricerca universitaria. Netval, fondata nel 2002 come network tra università, è oggi l’associazione delle università italiane e degli enti pubblici di ricerca impegnati nella valorizzazione dei risultati della ricerca pubblica. Vi aderiscono 60 membri, tra cui 54 università e sei enti pubblici di ricerca.
Diverse le start-up e spin-off che hanno portato in fiera la propria storia. Eccone alcune.
LAMPIONET, società vicentina, ha creato il sistema MUD (Multiutility Urban Device), dispositivo multifunzionale, collegato a un centro servizi, per la città intelligente: il sistema comprende colonnine di ricarica per veicoli elettrici, telesorveglianza, diffusione sonora, connettività Wi-Fi, chiamate di soccorso.
CARBON SINK (La Spezia) sviluppa progetti di contenimento delle emissioni, soprattutto nel sud del mondo.
ECO-SISTEMI (Rovereto, Trento) punta su un’innovazione nel campo della depurazione ecologica delle acque: un sistema biologico a basso consumo di energia, chiamato RCBR (Rotating cell biofilm reactor). Si tratta di una macchina di dimensioni contenute, nella quale materiale plastico (in particolare tappi di bottiglia) viene messo a contatto con le acque reflue da depurare e sviluppa autonomamente un biofilm batterico in grado di nutrirsi delle sostanze inquinanti.
BIOPIC è un progetto nato dal dipartimento di Alberologia dell’Università di Firenze: un sistema per la realizzazione di un orto biologico domestico, in piccolissimi spazi, basato sul principio della collaborazione tra piante diverse e su tecnologie come l’illuminazione led.


