Eco-Schools, per un ambiente sostenibile contro i cambiamenti climatici

Nel 2010 una scuola elementare di Ankara, in Turchia, ha vinto un concorso con un progetto che rendeva gli alunni diretti responsabili del consumo di elettricità. In ogni classe erano stati installati i sistemi di interruttori di luce attivati da una scheda simile a quelli utilizzati nelle camere di alcuni alberghi, scheda affidata alla responsabilità di uno studente. Grazie al progetto, che è diventato parte integrante del programma scolastico, si è riuscito a ridurre il costo di energia elettrica dalla scuola e l’ambiente ci ha guadagnato.

Al progetto delle Eco-Schools aderiscono 50 paesi

Il concorso vinto dai bambini turchi fa parte di un programma internazionale che coinvolge 50 paesi. Si tratta del programma delle “Eco-Schools” (Scuole ecologiche), una associazione in partnership tra il settore pubblico e privato, che aiuta le scuole a implementare i concetti ambientali, in particolare quello del cambiamento climatico. Il taglio delle Eco-Schools è concreto: si tratta di insegnare a docenti e a studenti non solo a riconoscere l’impatto dei cambiamenti climatici ma anche a “produrre” basse emissioni di CO2. Il modello di Eco-Schools ha due caratteristiche. In primo luogo, come associazione basata sull’innovazione, incoraggia le scuole a trasformare le loro attività principali e mobilita le persone coinvolte con le scuole a cercare soluzioni concrete ai cambiamenti climatici. In secondo luogo, l’associazione “apre” alla dimensione globale coinvolgendo partner internazionali, ma partendo dal locale.

Le scuole diventano quindi il banco di prova di proposte per soluzioni associate al riciclo, al risparmio energetico e dell’acqua, la riforestazione, le riduzioni delle emissioni di carbonio e programmi alimentari. Dal canto loro, le associazioni coinvolte nel programma si sforzano di sviluppare e migliorare le prassi aziendali soprattutto a proposito di cambiamento climatico. I partner, come la Toyota e la società di servizi finanziari HSBC, forniscono finanziamenti e assistenza tecnica alle Eco-Schools Il concept “dal locale al globale” permette alle aziende di collegare, tramite le Eco-Schools, le loro le aspirazioni globali ad iniziative locali, che si concentrano sull’innovazione e l’adozione di prodotti e processi di basse emissioni di carbonio. Si crea così un circolo virtuoso che incoraggia le scuole e aziende a collaborare. Proprio la Toyota sponsorizza nelle scuole di Danimarca, Finlandia, Norvegia, Portogallo e Turchia, il concorso internazionale vinto dai bambini di Ankara.

I bambini della ecoscuola "Tierra de Suenos" a Maracaibo, in Venezuela

Un altro paio di esempi viene dal regno Unito. La Sandwich Technology School, nel Kent, che rientra nel circuito delle Eco-Schools, ha migliorato le sue performances installando turbine eoliche e altri sistemi di generazione di energia rinnovabili. Questa innovazione ha ridotto l’immissione di CO2 nell’atmosfera e ha proposto la Sandwich Technology School come modello di sostenibilità sociale e ambientale per la comunità. Ad Halifax, invece, una ecoscuola è stata sostenuta dalla ONG Mines Urban ( interessata alla gestione dei rifiuti), nel progetto FootPrint (“impronta leggera”) , che incoraggia i bambini a fare un uso più efficiente dell’energia e ridurre gli sprechi riciclando a casa e a scuola. Il progetto ha coinvolto la Halifax Bank of Scotland a sostenere le iniziative delle scuole locali in materia di istruzione sui temi del riciclaggio, l’energia e la sostenibilità. In Venezuela invece, i bambini del’ecoscuola “Jesùs maria Portillo” hanno riscoperto la  “Tierra de Sueños”, il parco più illustre della città di Maracaibo e ne stanno salvando le mangrovie dai terrofagos, i “mangiatori di terra”che le stavano distruggendo.

(ringraziamo per le immagini l’agenzia ANCA24)

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