Agricoltura, tutta colpa dell’abusivismo edilizio ed abbandono delle terre

I dati dell’Inea hanno registrato una riduzione della superficie coltivabile in Puglia. Individuate le cause. I commenti delle organizzazioni di categoria. De Concilio (Coldiretti Puglia): «il febnomeno è irreversibile»; Barile (CIA Puglia): «Colpa dell’abusivismo edilizio»

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Si riduce la superficie agricola pugliese. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di Economia Agraria, infatti, nell’ultimo decennio si è assistito ad un generalizzato della superficie agricola utile () regionale che ha interessato in maniera considerevole le , tra le quali soprattutto la vite, le cui superfici dal 1995 al 2007 si sono ridotte del 18%. Anche i frutteti hanno registrato un’importante riduzione del 38% mentre per quel che riguarda l’olivo il calo è apparso meno consistente (-13%).

distesa di ulivi secolari
Un vigneto di recente impianto

Le superfici investite a seminativi, invece, hanno subito nel complesso una flessione meno considerevole (-7%) rispetto a quella riscontrata per le colture arboree. «E’ una tendenza generalizzata – spiega la dott.ssa Valentino dell’INEA – alla riduzione delle superfici agricole utilizzate. La SAU è un indicatore che tende con il tempo a diminuire perché il agricolo è molto influenzato dall’introduzione di nuove tecnologie da parte di settori esterni che provocano un aumento delle rese e della del . E’ un fenomeno naturale per i Paesi industrializzati che vivono un processo di sviluppo economico».

Secondo le organizzazioni di categoria le cause sono da ricercare nell’abusivismo edilizio ed abbandono delle aree da coltivare. Il nuovo Piano di Sviluppo Rurale, però, sta intervenendo in termini di contributi, progettazioni e nuovi insediamenti. “Sicuramente si coltiva di meno – ha commentato , presidente della Confederazione Italiana Agricoltori Puglia – e si riduce la superficie coltivabile. Questo dato registra l’aggressione selvaggia di tutti gli interventi soprattutto per l’abusivismo edilizio. Si pone, quindi, da un lato un problema d’impoverimento complessivo dell’agricoltura e dall’altro il cambiamento drastico ed in alcuni casi violento del . C’è anche il rischio idrogeologico perché cementare in maniera selvaggia crea squilibri ambientali. Sappiamo che il mantenimento del intatto significa maggior valore per i prodotti agricoli». Secondo la Puglia, la quantità di superficie sottratta all’agricoltura non sarebbe in relazione alla qualità, ma «s’impoverisce in termini di prodotto interno lordo, territorio e valore», continua Barile.

Il direttore della Puglia Antonio De Concilio

La Coldiretti Puglia spiega il fenomeno in relazione al fatto che ci sono superfici agricole non più utilizzate perché considerate marginali e poco redditizie, come il subappennino dauno o la  Murgia. Sono zone svantaggiate per le quali il Piano di Sviluppo Rurale () si è posto il problema con maggiori percentuali di contributi e priorità nelle progettazioni ed esito delle domande presentate. E’ in controtendenza se si considera che sono 2 mila i giovani che hanno presentato la richiesta di primo insediamento secondo quanto previsto dal .
«E’ un fenomeno purtroppo irreversibile – spiega Antonio De Concilio, direttore della Coldiretti Puglia – ed a cui si è assistito. Il dato è da analizzare a fondo. E’ importante e da tenere in considerazione il fatto che riguarda le superfici arboree, in particolare alcune colture come olivicoltura e viticoltura caratteristiche del nostro territorio, perché sappiamo bene quanto queste coltivazioni offrano in termini di tutela ambientale. Le nostre imprese hanno recuperato anche in termini di produttività. Ci sono stati miglioramenti nelle tecniche di coltivazione. C’è stata una sorta di razionalizzazione e modernizzazione».

Pierluigi De Santis

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