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Puglia, mare ok. O forse no. Eppure…

Goletta verde” segnala undici punti critici. E’ allerta foci. Ma ci sono anche 39 “vele blu”assegnate da Legambiente alle spiagge pugliesi

(ha collaborato Lucia Schinzano)

I risultati di

Il mare pugliese gode di “buona salute” ma presenta ancora aree critiche. Sono in totale 11 i punti rilevati dai biologi dell’imbarcazione ambientalista lungo gli 865 chilometri di costa pugliese. E’ allerta per le foci di fiumi e corsi d’acqua minori, per gli scarichi illegali ed i canali a valle di alcuni depuratori. Quattro sono le foci analizzate dai biologi dell’imbarcazione ambientalista che sono risultate fortemente inquinate; nella fattispecie si tratta delle foci di Candelaro, Fortore, Canale Reale e del torrente che sfocia nel comune di Zapponeta. Gravemente contaminati anche i campioni prelevati nei pressi di altrettanti depuratori, quelli di Fasano, Corsano e Pulsano, e uno scarico a Trani. Inquinati anche il canale dei Samari a Gallipoli, quello dove scarica il depuratore di Ugento, e la spiaggia Pane Pomodoro di Bari.

goletta verdeÈ questo l’allarme per la Puglia lanciato poche settimane fa da Goletta Verde, la campagna di dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo di Consorzio Ecogas e . I risultati sono raccolti nel dossier .

Per il Presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini, i dati parlano chiaro. «Sono 1.338 le infrazioni accertate in questi settori, equivalenti a 1,5 reati per chilometro di costa. Cifra che fa arrivare la Puglia al secondo posto nella classifica nazionale del mare illegale su base regionale. A far salire questa regione sul secondo gradino del poco glorioso podio del mare illegale hanno contribuito in modo determinante le infrazioni relative al settore degli scarichi illegali, quelle legate alle pesca di frodo e gli illeciti legati al cemento vista mare. Con 551 reati per inquinamento delle acque, la Puglia si è piazzata al vertice della classifica, senza contare la diffusione degli abusi edilizi su demanio marittimo, soprattutto in Salento: con 405 reati accertati la Puglia conferma il quinto posto degli anni passati».

Focalizzate sui punti critici, le analisi dei biologi di Goletta Verde hanno evidenziato con campionamenti puntuali una situazione di sofferenza presso le foci di fiumi e corsi d’acqua minori, con grave rischio anche per le zone limitrofe, e la presenza di scarichi fognari non a norma. Allarmanti anche i risultati delle analisi effettuate sulle acque prelevate nei pressi degli scarichi di alcuni depuratori, risultate con una concentrazione di inquinamento microbiologico ben oltre i limiti di legge. E questo nonostante dall’estate 2010 l’Italia abbia recepito la normativa europea sulla balneazione, adeguamento che ha consentito criteri e tetti di inquinamento microbiologico più generosi rispetto ai limiti della legge italiana in vigore fino al 2009.

<div  mce_tmp="1">Il responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani e il presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini, durante la presentazione del dossier "Mare Monstrum 2010"</div>

Il responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani e il presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini, durante la presentazione del dossier "Mare Monstrum 2010"

«Il principale indiziato del forte inquinamento microbiologico rilevato nella acque marine pugliesi – spiega Stefano Ciafani, responsabile scientifico Legambiente – è il deficit del sistema depurativo. Abbiamo focalizzato il nostro monitoraggio sulle aree critiche. La situazione mette in luce come ci siano ancora l’assenza di sistemi di depurazione, soprattutto nei comuni più interni. Nonostante la Regione Puglia abbia previsto interventi di ammodernamento del sistema depurativo, ancora non è stato risolto il problema degli scarichi a mare, né quello degli scarichi illegali. Permangono, inoltre, ancora aree in cui il servizio di depurazione non copre la totalità dei cittadini. Molti comuni dell’entroterra non si impegnano per affrontare il problema, rischiando di compromettere la qualità delle acque dei comuni costieri».

Oltre che dalla contaminazione microbiologica, mare e coste pugliesi rischiano di essere gravemente compromesse dall’ sul demanio marittimo, dall’inquinamento delle acque, dalla pesca di frodo e dalle infrazioni al codice della navigazione.

baia dei turchi

la baia dei Turchi a pochi chilometri da

 Per Legambiente, Puglia ok

La “buona salute” del mare, invece, è confermato dalle 39 località regionali premiate con le Vele della di Legambiente e Touring Club Italiano; guida che segnala le 364 località costiere di mare che hanno scommesso sulla qualità a trecento sessanta gradi, coniugando l’offerta turistica al rispetto dell’ambiente. Hanno conquistato cinque vele Nardò, e Otranto (per leggere le motivazioni clicca qui)  

Quattro vele toccano a Monopoli, Polignano, Chieuti, Andrano, Castro, Diso, Gallipoli, Salve, Manduria e Rodi Garganico. Ancora, premiate con tre vele Giovinazzo, Margherita di Savoia, Carovigno, Ischitella, Isole Tremiti, Lesina, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Sannicandro Garg., Vico del Gargano, Vieste, Gagliano del Capo, Patù, Porto Cesareo, Tricase e Ginosa; con due vele Trani, Peschici, Castrignano del Capo, Melendugno, Ugento e Maruggio e infine una vela per Castellaneta. Un vero e proprio bottino di vele, che porta la Puglia al secondo posto nella classifica nazionale delle regioni virtuose premiate dalla Guida Blu, con una media di 3,2 vele per località dietro la Sardegna, che mantiene il timone anche in questa edizione con 3,4 vele, e prima della Toscana a quota 3,1.

Come ti segnalo buoni e cattivi

Il giudizio attribuito a ciascuna località è frutto di valutazioni approfondite. I parametri (21 indicatori) sono suddivisi in due principali categorie: qualità ambientale e qualità dei servizi ricettivi. Lo stato di conservazione del territorio e del paesaggio, la qualità dell’accoglienza, la pulizia del mare e delle spiagge, la presenza di servizi per disabili, le iniziative nel campo della gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti, della mobilità, del risparmio idrico ed energetico e la presenza di parchi e aree marine protette, costituiscono per Legambiente chiari indicatori di merito.

<p>Polignano a Mare - veduta</p>

Polignano a Mare - veduta

Quanto ai prelievi effettuati da Goletta verde, questi sono eseguiti dalla squadra di tecnici che viaggia via terra e le analisi chimiche direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità).

ostuni mare

La costa facente parte del territorio di Ostuni

Gli uomini di Goletta verde non scherzano. Lo dimostrano due episodi di segno opposto di questi giorni in Sicilia. A , sulla costa tirrenica della Sicilia, tra la zona industriale di Termini Imerese e la citta’ normanna di Cefalu, gli attivisti di Legambiente ammainano simbolicamente la di nemici del mare consegnata nel 2002 al Comune. Otto anni fa, infatti, Goletta Verde consegno’ la di ‘pirata del mare’ all’allora Sindaco Antonino Dolce, per aver approvato un progetto, presentato da una ditta privata, che ipotizzava uno pseudo intervento di recupero dell’antico insediamento, dietro a quale di nascondeva in realta’ la costruzione di una mega struttura alberghiero-residenziale . A , invece, Goletta Verde ha assegnato la ‘bandiera nera’ al sindaco, Diego Cammarata, per non aver demolito le ville abusive di Pizzo Sella, come disposto da una sentenza della Cassazione il 15 febbraio del 1992.

Dunque, tornando alla Puglia, una situazione a macchia di leopardo. Mare bello, coste incantevoli, accoglienza al top (quasi) sì, ma non vanno dimenticati altri specchi d’acqua, altre coste, altri spazi lasciati al degrado, all’incuria, all’abusivismo. Non lasciamoci lusingare dai risultati positivi, c’è ancora tanta spazzatura da buttare via.

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