L’attenzione delle imprese verso l’ambiente è dimostrato dalla particolare esperienza dei Distretti produttivi pugliesi. Queste forme sono organizzate secondo le disposizioni della legge regionale n. 23 del 3 agosto 2007 che disciplina: 1) i distretti produttivi, organizzati secondo aggregazioni orizzontali o filiere verticali di imprese, senza esigere il requisito della contiguità territoriale; 2) i distretti tecnologici, dedicati alle attività di ricerca di imprese, centri di ricerca pubblici e centri di ricerca privati; 3) i distretti turistici.
Le imprese si sono candidate a cogliere, insieme con associazioni, sindacati, università, centri di ricerca ed enti, le opportunità di una nuova economia, all’insegna dell’innovazione e dell’aumento della competitività.
La squadra

Sono quindici i distretti della Puglia. Si tratta del Distretto Produttivo dell’Edilizia Sostenibile, di quello delle Energie Rinnovabili e dell’Efficienza energetica “La Nuova Energia”, di quello Aerospaziale di quello del Legno e Arredo. Ci sono poi il Distretto Produttivo della Nautica da Diporto, quello dell’Ambiente e del Riutilizzo, il Distretto Logistico , quello Lapideo, quello della Filiera Moda, il Distretto Produttivo dell’Informatica, il Distretto Produttivo della Meccanica Pugliese.
Gli ultimi quattro – e tra i più attesi nuovi distretti produttivi – completano il percorso iniziato a febbraio 2008 con l’arrivo di 59 proposte. Le nuove realtà sono Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico-Salentino, Distretto Agroalimentare di Qualità Terre Federiciane, Distretto Florovivaistico di Puglia, Distretto Produttivo della Comunicazione, dell’Editoria, dell’Industria Grafica e Cartotecnica.
«E’ un’esperienza importante – sottolinea Loredana Capone, vice presidente ed assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia – perché cerca di far avvicinare le imprese tra di loro in maniera da sfuggire dalla logica dell’isolamento ed individualismo che provoca la frammentazione dei servizi e l’aumento dei costi.
L’aggregazione e la messa in comune delle proprie esperienze tra grandi e piccole imprese serve per l’internazionalizzazione, la formazione e l’acquisizione di servizi che, se acquistati insieme, possono costare di meno e produrre un miglior utile. Il distretto assolve già a questa importante funzione. Un secondo compito – continua Capone – è la programmazione di un settore produttivo all’interno di un quadro regionale che possa dare benefici. Sarà più facile per un distretto fare internazionalizzazione dialogando con i paesi esteri. Riduzione dei costi, competitività a livello internazionale e capacità di affrontare la crisi con un programma di sviluppo per il futuro sono tre punti estremamente importanti».
Tante proposte, un solo obiettivo
C’è, dunque, un rapporto tra i distretti produttivi e l’ambiente che, in alcuni casi è più diretto mentre in altri indiretto. Mentre in alcuni settori, come nei casi dell’ambiente ed il riutilizzo o edilizia sostenibile, infatti, si evidenzia lo specifico rapporto con le tematiche e gli aspetti, in altri, come nella nautica da diporto, il piano di sviluppo ha mostrato una vicinanza con l’ambiente in tutti i suoi aspetti. Un posto privilegiato in questo “filo” spetta alle energie rinnovabili. Tra le finalità più rilevanti del distretto vi sono la realizzazione di programmi di ricerca e trasferimento tecnologico e progetti per innovare e sviluppare le filiere nel settore delle energie rinnovabili, iniziative di informazione e scambio di esperienze e buone pratiche con sistemi imprenditoriali già specializzati a livello nazionale, europeo ed internazionale, la creazione di condizioni di crescita delle imprese e della loro competitività, gli investimenti nel settore delle fonti rinnovabili.
Il distretto, inoltre, si pone l’obiettivo di implementare il mix energetico per evitare la dipendenza da fonti fossili, promuovere l’attività legislativa verso un federalismo energetico ed una facilitazione amministrativa nell’utilizzo delle fonti rinnovabili.
Di certo il rispetto e la tutela dell’ambiente sono aspetti che nei prossimi anni bisognerà tenere ben presente. Nel 2009 la percentuale di raccolta differenziata in Puglia si è attestata intorno al 15%, registrando un notevole incremento rispetto agli anni precedenti (nel 2005 era del 9,3%). Nonostante i progressi tuttavia, il raggiungimento delle soglie definite a livello nazionale e regionale per la raccolta differenziata è ancora lontano. L’imperativo, quindi, è rendere la regione un territorio che affida il proprio futuro alle politiche ambientali.
E’ la missione che dovrà svolgere il Distretto dell’Ambiente e Riutilizzo, che si propone tra gli obiettivi generali indicati nel programma di sviluppo, di ridurre la produzione e la pericolosità dei rifiuti e promuovere l’attività di recupero di materie prime e di combustibili solidi; intende inoltre promuovere azioni di salvaguardia della risorsa idrica, migliorare la qualità dell’aria in aree urbane ed industriali, bonificare e riqualificare aree degradate, internazionalizzare le aziende aderenti al distretto nelle aree balcaniche e nel Nord Africa.
Guarda verso nuovi traguardi ed orizzonti uno dei settori tradizionali che incide in maniera notevole nell’economia pugliese. L’edilizia sostenibile, infatti, ambisce a crescere, fornendo un prodotto più qualificato dal punto di vista della qualità e delle prestazioni tecniche, innovativo ed attento al rispetto dell’ambiente. I progetti che il distretto intende realizzare vanno dal riciclo e recupero dei materiali, come per esempio gli scarti di cava, all’automotica applicata al risparmio energetico, ad alcuni spin off applicati, ad alcune tecnologie che consentono il risparmio energetico fino ad arrivare alla realizzazione di interi quartieri eco-sostenibili, prevedendo la gestione dei rifiuti, dell’energia e del verde, l’utilizzo delle acque meteoriche. Si tratta, insomma, di sistemi integrati di abitazione che hanno un basso contenuto di emissioni in atmosfera.
Da porre nella direzione del maggior rispetto dell’ambiente sono anche le prospettive sono legate al distretto produttivo della nautica da diporto. Il proposito è conseguire una maggiore qualità energetico-ambientale e di comfort per le future costruzioni e promuovere l’evoluzione del sistema delle imprese del distretto verso il mercato dell’edilizia sostenibile. Saranno, insomma, sempre più eco-sostenibili le future imbarcazioni e lo sviluppo del settore della nautica è legato alla realizzazione di nuovi progetti. L’obiettivo strategico, comunque, è fare in modo che entro il 2020 almeno l’80% delle imprese del settore delle costruzioni sia in grado di operare con tecnologie e materiali eco-sostenibili.
Per valorizzare la pietra locale
Fra le realtà distrettuali che mostrano un legame anch’esso forte con l’ambiente c’è quello del lapideo pugliese. L’obiettivo è unire i diversi rami del settore lapideo (dall’estrazione, alla lavorazione, trasformazione e presentazione del prodotto finito) e metterli in comunicazione ed in rete, creando un sistema operativo e di filiera.
L’importanza del settore è riscontrabile a livello regionale dalle presenza di aziende che hanno una media portata. Sono state individuate, a tal proposito, tre macroaree: la zona di Cursi ed i comuni limitrofi (in particolare Melpignano e Soleto) che rappresentano una grossa realtà produttiva per l’estrazione e la lavorazione della pietra leccese; quella di Trani e quella di Apricena, con le altre due tipicità della pietra.
Queste tre aree, quindi, racchiudono forti presidi produttivi del tessuto lapideo e tipicità che con il distretto s’intendono valorizzare.
Anche il distretto del legno ed arredo opererà facendo design nel rispetto dell’ambiente, della bioedilizia e soprattutto promuovendo quelle che sono le ricchezze del territorio, come la cultura barocca, i materiali, l’energia pulita.






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