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Spunta il sole sulle scuole?

Un bando del Comune di Bari per l’installazione di pannelli solari sulle scuole porta alla ribalta una necessità  – e una scelta etica- che però non sempre è possibile fare

Scuole e palestre coperte da , per dare una mano all’ambiente e perché no? anche al portafoglio di Comuni e Province. E’ questa la via intrapresa in Puglia da diversi enti locali, che hanno deciso di trasformarsi da utenti in produttori di energia, impiantando sui tetti degli edifici pubblici di propria pertinenza pannelli che non stonano con l’ambiente ed hanno l’innegabile vantaggio di far “vivere” superfici altrimenti inutilizzate. Gli studi più recenti hanno ampiamente dimostrato – e se ne è parlato proprio su Ambient&Ambienti (“Sole al top” – in Progetti di ambiente)– che l’installazione di pannelli sui tetti degli edifici pubblici comporta un risparmio non indifferente; ed è altrettanto dimostrato che questa pratica è ancora più conveniente al Sud, per  ovvi motivi.

<p>impianto residenziale del tipo integrato 6,24 kWp </p>

impianto fotovoltaico del tipo integrato

Se al risparmio per gli enti locali si aggiunge il risultato “etico” in termini di educazione alle buone pratiche, si capisce bene come il progetto complessivo riguarda sì i Comuni e le Province, ma anche i cittadini, da sollecitare, con incentivi e premi, a mettere in atto tutte le strategie idonee a realizzare un concreto . E se dai singoli si passa ai condomini, il gioco è fatto.
La pensano così al Comune di , che ha bandito la gara per l’aggiudicazione dei lavori di miglioramento dell’efficienza energetica e per l’installazione di pannelli fotovoltaici in tutte le scuole comunali. Questo significa che  5 asili nido, 16 scuole materne, 53 elementari e medie (compresi i plessi) verranno – si spera a breve – “riscaldate dal sole” in tutti i sensi. Non le scuole superiori, perché come è noto, queste sono a carico delle Province. Il termine ultimo per  presentare le domande di ammissione alla gara è il prossimo 15 marzo.  L’investimento previsto è di circa 60 milioni di Euro dilazionato in 20 anni e verrà realizzato in project financing, cioè con un partner privato che produrrà l’energia e immetterà la parte extra nella rete. Per questo “disturbo” il partner privato incasserà 500mila euro più 2 milioni all’anno a titolo di “indennizzo” e per ripagare il rischio dell’investimento di notevoli risorse economiche. Il risparmio previsto per l’Amministrazione sugli attuali costi, pari a 2milioni 600mila euro annui delle bollette di luce e gas, sarà di 600mila euro.
L’intervento sui tetti delle scuole comunali non è il solo attuato dall’amministrazione comunale barese; la stessa procedura è stata prevista a proposito dei  tetti dei palazzetti dello sport e delle palestre cittadine, con analogo bando di gara in scadenza il 29 gennaio. Questi interventi puntano a rafforzare nei baresi una coscienza ecologista, impresa non proprio impossibile se si guardano alcuni  lusinghieri risultati. Bari – i dati sono dell’ACI e dell’AIRP (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) è la città del Sud (leggi news ottobre 2009) dove si registra la più alta percentuale di auto ecologiche in circolazione ed è seconda in Italia (5,38%), preceduta da Bologna, dove le auto verdi a ridotte emissioni di CO2 hanno raggiunto il 13,35% del totale, contro una media nazionale del 4,54%. E in passato – ha detto  recentemente il consigliere comunale delegato all’Ambiente e alle Politiche energetiche, Maria Maugeri – la città ha risposto bene a progetti tesi a ridurre l’emissione di CO2, visto il successo dei park&ride e delle piste ciclabili. A Palazzo di Città non ci si nasconde la speranza di vincere la battaglia delle fonti di energie alternative presso i cittadini, che vanno convinti dei tanti vantaggi, in termini di salute e di risparmio economico, che l’installazione dei panelli solari sul tetto di casa può dare. Perciò si comincia dal patrimonio di famiglia, ossia dagli edifici pubblici. Per eliminare tutti i dubbi, presso la terza circoscrizione funziona uno sportello per il risparmio energetico e le fonti di energia rinnovabili.
Già scaduti, invece, i 5 bandi per la progettazione esecutiva e la realizzazione di 105 impianti di produzione di energia elettrica da fotovoltaico da realizzare su altrettante scuole della Provincia di Bari.

Il Palazzo della Provincia di Bari

Il Palazzo della Provincia di Bari

L’intervento, dal costo previsto di 25 milioni di euro, riguarda gli edifici di proprietà e quelli di pertinenza dell’amministrazione provinciale. Anche in questo caso la via seguita per recuperare i soldi è quella dell’abbinamento pubblico/privato; la Provincia seguirà il percorso del Leasing in costruendo. Lo scopo è anche in questo caso sociale: educare i giovani all’uso delle fonti di energia rinnovabili.
E nel resto della Puglia cosa succede? La Provincia di Taranto ha in corso il Progetto di sviluppo territoriale integrato: Fotovoltaico e formazione, che prevede l’installazione di 26 impianti sulle scuole ricadenti nell’Area vasta della Provincia, per una potenza complessiva di 3,2 Mw. Al risparmio economico e ai vantaggi ambientali ed energetici, si aggiunge in questo progetto il vantaggio occupazionale, perché contemporaneamente vengono previsti dei master annuali destinati a generare personale e competenze spendibili nel settore delle fonti di energia rinnovabili. Intanto ad agosto 2008 la giunta comunale della città dei due mari approvava un progetto che prevedeva ben 6mila pannelli da installare sui 120mila metri quadri dei lastrici solari degli istituti scolastici. Ma prima che si muovessero le Pubbliche Amministrazioni, le scuole si erano già date da fare. A Martina Franca, proprio in provincia di Taranto, a maggio 2008 l’ITIS Majorana inaugurò un impianto di 1 Mw in collaborazione con un’azienda della vicina Cisternino, nell’ambito del progetto di alternanza -lavoro. Per la cronaca, i progetti sono rimasti tali, l’impianto dell’ITIS Majorana funziona.
Passiamo a Foggia. Il 1° marzo 2006 la Provincia presentava  un progetto integrato che prevedeva la realizzazione di 16 impianti fotovoltaici da installare su altrettanti istituti scolastici. Il relativo bando veniva emanato a distanza di un anno; stanziamento previsto dalla Provincia oltre 4 milioni 800mila euro; meccanismo individuato per il successo dell’operazione, il project financing; risparmio previsto per le casse della Provincia: circa 200mila euro annui  sul pagamento delle bollette. Ad oggi non risultano installati pannelli sui tetti delle scuole prescelte.

Il Palazzo dei Celestini, attuale sede della Provincia di Lecce

Il Palazzo dei Celestini, attuale sede della Provincia di Lecce

Da un capo all’altro della regione: siamo a Lecce. Qui la Provincia partecipò 2 anni fa, con 18 istituti superiori, al bando del Ministero dell’Ambiente “Il sole a scuola” finalizzato alla realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle scuole e, contemporaneamente, ad un’attività formativa presso gli studenti. Purtroppo però  il progetto è rimasto tale perché la quota-parte di pertinenza di Palazzo dei Celestini  non è stata stanziata. Attualmente è in atto un progetto  in project financing rivolto a tutti gli edifici di pertinenza della provincia che riguarda tra le altre iniziative di risparmio energetico, anche la solarizzazione dei tetti. Per quanto riguarda il Comune, non risultano ad ora progetti o bandi di gara su questo tema. Se il capoluogo non si muove, sono invece i piccoli comuni salentini a muoversi. Alcuni di questi – Ruffano già da anni, Gagliano del Capo, solo per citarne alcuni – hanno in programma o stanno realizzando la copertura a pannelli fotovoltaici  delle loro scuole. Forse questo vuol dire che “piccolo è bello”? Non proprio, perché le idee ci sono, i progetti anche, la volontà non manca. A mancare sono i fondi per il cofinanziamento, anche in piccola parte, dei progetti finanziabili dallo Stato, visto che le poche risorse disponibili gli enti locali sono costretti a destinare ad altre emergenze.

 

veduta notturna di Ruffano (LE), dettaglio chiesa della Madonna del Carmine

veduta notturna di Ruffano (LE), dettaglio chiesa della Madonna del Carmine

Per cui risparmiare sull’energia non si può, pur sapendo quanto si potrebbe risparmiare. Occorre allora insistere sul project financing, altrimenti è la storia del serpente che si morde la coda, e allora non si può pretendere un’inversione di tendenza se non ci sono le condizioni per farlo: restando nel campo dei motti, “non si fanno le nozze coi fichi secchi”.

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