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Puglia: rimandata la III rivoluzione industriale

Dopo il carbone e il petrolio, il nuovo regime energetico sarà fondato sull’idrogeno, “carburante eterno” prodotto da sole e vento e del tutto esente da emissioni inquinanti.

L’ (H2), il primo elemento della tavola periodica, è il più semplice degli atomi e il più diffuso. Oltre il 90%, dell’Universo è composto dal primo elemento della tavola periodica. L’idrogeno «rappresenterà la terza rivoluzione industriale, dopo quelle legate al carbone e al petrolio». A sostenere questa tesi è . Il guru dell’economia all’idrogeno non ha dubbi: «Quella atomica è una strada sbagliata, di retroguardia. Come curare malattie nuovissime con la penicillina». Lo scienziato ed economista americano è stato a Bari il 10 febbraio 2006, in occasione dell’anniversario del Protocollo di Kioto sul riscaldamento globale e il  22 giugno 2007, ospite alla Camera di Commercio, per iniziativa del Comitato di Bari Economica.

parco eolico nelle profonde acque di Middlegrunden all’entrata del porto di Copenhagen

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«L’Unione Europea deve diventare leader nella nuova rete energetica mondiale – afferma Rifkin, ospite del vecchio continente da circa venti anni come consulente dell’UE – tocca  all’Europa dare forza a un nuovo sogno per l’umanità. La rivoluzione energetica riguarda la democrazia. Ci sono tre grandi problemi a livello globale: il surriscaldamento, il debito del Terzo mondo e la tensione in Medio oriente. Sono tutti problemi che hanno a che fare con i Paesi produttori di petrolio. L’unica via d’uscita è stabilire un nuovo regime energetico realizzato in sinergia con il nuovo sistema di comunicazioni (riferendosi a internet – n.d.r.)».

 Il biocombustibile è un propellente ottenuto in modo indiretto dalle biomasse: grano, mais, bietola, canna da zucchero, girasoli ecc.

Il biocombustibile è un propellente ottenuto in modo indiretto dalle biomasse: grano, mais, bietola, canna da zucchero, girasoli ecc.

Rifkin, consigliere per l’ambiente del governatore della California Arnold Schwarzenegger è convinto che il nostro Paese «è l’Arabia Saudita d’Europa perché dispone di diverse fonti energetiche rinnovabili, cioè eolico, biomasse e solare, da immagazzinare e mettere a disposizione». In Toscana, per esempio, l’economia dell’idrogeno la stanno creando piccole e medie imprese… non le multinazionali; la Puglia è una regione che si adatta all’installazione di impianti per lo sfruttamento di energie alternative.

L’idrogeno ha una doppia funzione: fa da accumulatore, perché permette di immagazzinare l’energia che viene dal sole, dal vento, dalle biomasse, dall’acqua, e da vettore per il settore dei trasporti, un settore che in Italia è basato per oltre il 96% sul consumo di prodotti petroliferi. Il sole non splende tutti i giorni e quindi occorre immagazzinare l’energia e renderla fruibile in seguito. Questa energia, per essere conservata deve essere trasformata in idrogeno che verrà poi distribuito attraverso una rete. Nel corso della conferenza del giugno 2007 a Bari, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, presenta con orgoglio a Rifkin la decisione di dare via libera alla nascita a Brindisi della più grande centrale fotovoltaica d’Europa, da 11 megawatt. Non solo. Vengono gettate le basi del progetto per la realizzazione di «una rete di energia diffusa che alleggerisce il peso del trasporto, l’impatto inquinante e la bilancia commerciale. Si potrà viaggiare leggeri, con un carburante regalato dal sole e dal vento». Il disegno è stato presentato lo scorso anno a Roma all’allora ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio che sigla un accordo di programma. La rete pugliese prevede cinque impianti di distribuzione, uno per ogni provincia, costo 5 milioni di euro, 3 milioni investiti dal ministero dell’Ambiente e 2 milioni dalla Regione Puglia. Il contributo tecnico viene prestato dall’Università dell’Idrogeno H2U di Cala Corvino -Monopoli in provincia di Bari, nata grazie anche alla volontà di imprese pugliesi. «Daremo a tutti la possibilità di fare il pieno con una miscela a base di idrogeno -continua Rifkin -e costruiremo anche un servizio pubblico di taxi basato sul sistema idrogeno, fuel cell, motore elettrico. Le auto pubbliche a idrogeno aspetteranno i loro clienti negli aeroporti pugliesi e, visto che in ogni città ci sarà un distributore a idrogeno, potranno fare il pieno su tutto il territorio regionale e tornare alla base. E – sottolinea Rifkin -  tutto l’idrogeno utilizzato sarà ricavato dall’acqua utilizzando fonti rinnovabili locali. E’ questa la terza rivoluzione industriale: un modello di energia pulita e decentrata che segue il modello flessibile del web. Come le informazioni, l’energia deve essere presa e data in milioni di luoghi, in tutto il mondo, creando un sistema più democratico, più sicuro e più affidabile. Non è un sogno utopico: in Puglia abbiamo dimostrato che si può partire e che conviene».

Rifkin, però, non è solo profeta della rivoluzione verde.  «La chiave di volta sarà determinata dalla volontà politica dei governi» , afferma. Infatti!  Caduto il governo di centrosinistra, l’accordo di programma è  congelato. E  senza fondi, il progetto della rete di distribuzione dell’idrogeno (sarebbe stata la prima al mondo) è accantonato.

l'acqua del mare sarà una fonte pressocché inesauribile di energia pulita

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Il 18 novembre 2008, il presidente Vendola scrive una lettera a Stefania Prestigiacomo, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio  e del Mare del governo Berlusconi, chiedendo di far proseguire sia il progetto sull’energia solare termodinamica del professor Rubbia, sia l’accordo di programma firmato nell’aprile 2008 sull’utilizzo di energia da idrogeno. È  passato più di un anno da allora ma dal ministro del Popolo della Libertà al presidente Vendola non è giunta ancora nessuna risposta.

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2 comments
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  1. [...] Fondazione che, a sua volta, s’impegna a fare sperimentazione con riferimento alla teoria della “economia all’idrogeno” di Jeremy Rifkin, secondo cui l’idrogeno rappresenta la terza rivoluzione industriale. «Le idee sono chiare – [...]

  2. [...] il vento, il calore della Terra. Una rivoluzione già partita in Europa – come già ricordava Jeremy Rifkin prima che in altre parti del mondo». “Un confronto sullo stato e le prospettive di alcune delle [...]

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