«Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata». E come dare torto ad Albert Einstein rimirando la benché minima opera che il pianeta ci offre? Vero è, però, che anche la Madre di tutte le Madri ha bisogno di qualche sostegno. Ecco in soccorso parchi e aree protette che permettono di conciliare tutela e fruizione del territorio, di godere della bellezza dei paesaggi bandendo l’eccessiva antropizzazione dei luoghi.
Non solo. Oggi anche il parco diventa smart, intelligente: tra le verdi fronde del Bel Paese spuntano tanti servizi e vantaggi per il turista, sempre nel rispetto dell’ambiente. Così conoscere la natura diventa un’impresa possibile a tutti. Basta informarsi un po’ (ad esempio consultando il portale dedicato www.parks.it) per trovare in molti dei parchi italiani tanti punti di interesse: centri visite con corner informativi, reti sentieristiche con i percorsi più diversi, ecomusei, foresterie.
E ancora: parchi avventura per bambini – grandi e piccoli – (per saperne di più: www.iparchiavventura.it), archivi documentativi e centri di educazione naturalistica. Una struttura organizzativa che spesso si accompagna a programmi nutriti da mostre tematiche, percorsi didattici, convegni.
Non mancano proposte per gli amanti della “natura selvaggia e incontaminata”: assai spesso i nostri parchi dedicano una porzione di territorio alle cosiddette “aree wilderness” (per conoscere la loro ubicazione lungo il territorio italiano visitare www.wilderness.it). Si tratta di zone in cui è presente un regime di tutela che va a ridurre al minimo la presenza antropica, cioè dell’uomo, cercando di conservare o ricostruire la tipicità di ambienti vergini.
«In questi anni i parchi e le aree protette hanno segnato un cambio di rotta rispetto alle politiche di promozione del turismo nel nostro Paese – spiega Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente -, contribuendo in maniera determinante a far crescere un’offerta che punta sulla valorizzazione dell’ambiente e il contatto con la natura quale modello per un turismo nuovo che valorizza le risorse e le capacità locali anziché sperare in inutili infrastrutture». Un percorso con grandi potenzialità per la nascente green economy: «Il turismo natura nelle aree protette – aggiunge l’esperto – è una delle strade da seguire per riqualificare l’offerta turistica in generale e l’esperienza fornita da questo settore è senz’altro interessante e aiuta a capire quanto di questa realtà possa essere esportato in altri luoghi e come le modalità di turismo sostenibile possano influenzare le dinamiche del turismo tradizionale».
Un tipo di turismo che vuole aprire le porte proprio a tutti. Si muove in tal senso il progetto “Parchi accessibili”, ideato dal CTS – Centro Turistico Studentesco e Giovanile -, assieme a Legambiente e CO.IN, con l’obiettivo di rendere i parchi regionali italiani accessibili anche alle persone con disabilità. All’interno del sito di riferimento www.parchiaccessibili.it è possibile reperire tutte le informazioni per organizzare in tranquillità una visita o un soggiorno presso un’area protetta. Un modo nuovo di considerare il verde, che va oltre l’esigenza di quelle infrastrutture minime atte a garantire l’accessibilità dei luoghi.
«Rendere accessibile un’area protetta, infatti – chiarisce in una nota l’organizzazione -, implica non solo assicurare la possibilità di entrare in uno spazio ma garantire, alle diverse tipologie di utenti, l’opportunità di relazionarsi con esso, godendone la qualità e i benefici in autonomia e con soddisfazione». Un’impresa ardua ma non impossibile: «Molto spesso bastano semplici accorgimenti in fase progettuale, o la predisposizione di adeguati servizi alla persona, unitamente alla disponibilità di informazioni attendibili, per migliorare sensibilmente la fruibilità del territorio, o quanto meno di alcune sue parti». É l’ingegno dell’uomo che dà una mano laddove la grandiosità della natura si ferma. E, di fronte a questo proposito, di sicuro anche Einstein sarebbe d’accordo!
(In copertina: veduta Parco Nazionale dell’Alta Murgia, BA – Foto: Giovanna Lodato)





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