Parco Nazionale del Gargano, tra esigenze di valorizzazione e necessità di tutela

“Sistema Parchi”, il punto di vista di Stefano Pecorella, quarto presidente dell’Ente su nomina del Ministro all’Ambiente, Corrado Clini. Nella sua agenda delle priorità la prevenzione del territorio dai grandi rischi e la pianificazione di nuove fonti energetiche

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Da poco più di un mese, è il presidente dell’Ente , il quarto in ordine di tempo, nominato dal ministro all’Ambiente e alla Tutela del Territorio e del Mare Corrado Clini. Pecorella, già commissario straordinario dell’ente e assessore provinciale all’Ambiente, è da sempre impegnato sul fronte della tutela e della gestione del patrimonio ambientale, improntando la sua azione su una visione strategica di tutela e promozione del territorio del nel suo complesso.

Stefano Pecorella

Presidente, quali sono i punti di forza e le criticità delle attuali politiche di gestione del “Sistema Parco”?

La gestione di un parco è molto complessa per la necessità di rispettare il fine istituzionale di protezione ambientale, per il quale vive il parco, in rapporto agli equilibri tra tutela, valorizzazione e sviluppo dell’intero territorio e di tutte le attività che si realizzano nell’area protetta. È di fondamentale importanza la condivisione, tra tutti gli attori economici, sociali e pubblici, degli obiettivi e delle strategie per il loro conseguimento. Solo il dialogo serrato e il confronto democratico tra questi possono fare la differenza tra il successo od il fallimento di una politica di gestione.

Conclusa la parentesi di commissariamento dell’ente, ha già stilato una agenda delle priorità?

I primi punti all’ordine del giorno sono la definitiva approvazione degli strumenti di pianificazione: il ; il Piano Socio Economico e il Regolamento. Condividere e approvare le regole sulle quali costruire il futuro dell’area protetta è indispensabile e non più prescindibile. L’Ente Parco, a distanza di 16 anni dalla sua istituzione, finalmente vede questo traguardo. Bisogna adeguare i servizi dell’ente: aprire tutti i centri-visita alle scuole e ai turisti; potenziare i percorsi e i sentieri per gli amanti delle passeggiate e dell’osservazione scientifica; offrire aree di sosta regolamentate nelle zone di pregio quali i boschi (Foresta Umbra e Quarto), le zone lacuali (Lesina e Varano) e quelle umide (Oasi lago salso). Inoltre, vanno impiegate più risorse per la tutela e la prevenzione del territorio dai grandi rischi come il , gli incendi, lo sversamento dei rifiuti, l’abusivismo edilizio, attraverso la collaborazione tra le istituzione preposte ed i privati che vanno educati alle conseguenze pericolosissime della sottovalutazione di tali fenomeni. Non si può più rimandare una seria e produttiva discussione su quali fonti energetiche sviluppare o su come affrontare il tema del risparmio energetico, il tutto con la logica de “il piccolo è bello”: piccoli impianti per l’autoproduzione a biomasse, geotermia integrata e minifotovoltaico. Abbiamo tante idee, speriamo di poterne realizzare quante più possibile.

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Quanto più una cosa è bella, tanto più è forte il desiderio di possederla. Il Gargano è un territorio stupendo e, quindi, esposto a maggiori rischi rispetto ad altri territori. Ma il parco da solo non può difendersi, ha bisogno della sensibilità di tutti e di una nuova cultura di rispetto dell’ambiente, senza la quale, tutti possono sentirsi autorizzati a voltare lo sguardo di fronte a illeciti e reati ambientali. Per questo stiamo studiando nuove forme di intervento e collaborazione con le forze di polizia giudiziaria, a partire dal .

Ritiene, in tutta onestà, che l’attività dell’Ente Parco sia supportata adeguatamente da tutte le altre istituzioni?

Tutto è perfettibile. La soluzione sta nel far riavere al Parco autorevolezza e credibilità, in particolar modo per quel che concerne la sua operatività nello svolgimento del ruolo istituzionale. Il territorio avrà un futuro solo remando nella stessa direzione, lavorando su progetti complementari e funzionali tra loro. A tal proposito, in questi giorni sto avviando gli incontri bilaterali con le Istituzioni che compongono la . Non è una semplice formalità o gesto di cortesia. È un modo pragmatico per aprire tavoli di lavoro specifici mirati alla risoluzione di problemi contingenti e aprire canali di comunicazione e collaborazione.

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