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Differenziata a Bari, studenti e porta a porta per il 65%

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 Differenziata, parte il porta a porta nei rioni a Nord, con obiettivo quota 65%

La differenziata a Bari ha un numero chiave: 65. Sessantacinque è, infatti, la percentuale di raccolta differenziata da raggiungere. E, per ottenerla, il Comune chiede aiuto a 65 studenti universitari. Sono definiti «ecofacilitatori». Il loro compito è quello di informare e sensibilizzare sul corretto svolgimento del porta a porta. Il sistema, come conferma l’assessore comunale all’Ambiente, Pietro Petruzzelli, partirà a breve, I primi quartieri interessati sono Santo Spirito, Palese, Macchie, Marconi, San Girolamo e Fesca.

Ecofacilitatori per differenziare meglio

Gli studenti, selezionati attraverso il bando pubblico in scadenza domani (20 aprile), saranno formati sotto la guida del Consorzio nazionale imballaggi (Conai). Poi, a loro volta, dovranno informare la cittadinanza. Assieme agli operatori dell’Amiu, infatti, spiegheranno come realizzare al meglio la raccolta differenziata e usare correttamente i nuovi contenitori. Raggiungeranno ben 20 mila utenze.

Avranno diritto a sei crediti formativi, un contributo di 200 euro e un abbonamento mensile Amtab gratuito. «Non sostituiscono forza lavoro – spiega Petruzzelli -, perché le pattumelle saranno distribuite esclusivamente dagli operatori Amiu. Il loro contributo consiste in un’attività di informazione e sensibilizzazione, con un’azione di ricerca, attraverso relazioni e questionari. Ogni studente svolgerà 150 ore di attività».

L’intervento è necessario perché la città è indietro. «Siamo su una media – aggiunge Petruzzelli – attorno al 40 per cento nei primi mesi del 2017. Dopo esser cresciuta parecchio, ora la differenziata ha di fatto raggiunto la percentuale limite per il sistema esistente, quello della raccolta stradale. È necessario dare una sferzata».

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Differenziata a macchia di leopardo

Una percentuale bassa tenuta su dai quartieri periferici e più popolari, quelli in grado di fare più comunità. «Catino, Villaggio del lavoratore, Japigia e San Paolo 2 –conferma l’assessore comunale – hanno la percentuale più alta di raccolta con cassonetti. Il senso civico, diversamente da quanto si crede, è quindi inversamente proporzionale al ceto sociale.

Il quartiere Murat è quello che, sempre in termini di raccolta differenziata, ha il dato più basso, attorno al 30 per cento, che tira giù la media cittadina. Teniamo conto che Catino ha il 64, Japigia e San Paolo due vanno oltre il 50, e il Villaggio del lavoratore tocca quota 58 per cento».

differenziata a bari
La preparazione dei cassonetti per la differenziata a Bari

Nasce così l’esigenza di quella che è definita la più grande rivoluzione delle abitudini dei cittadini. Una rivoluzione che, nell’arco di due anni e mezzo, dovrà interessare tutta la città. Si parte, così, con i primi 50 mila baresi. «Per ora inizieremo con delle sotto zone – racconta ancora Petruzzelli – per poi proseguire a foglia di carciofo, in modo che chi avrà avuto in consegna le pattumelle non dovrà aspettare molto tempo prima che il servizio inizi effettivamente. L’obiettivo di fine anno nella zona start up è quota 65%, in modo da far avvicinare tutta la città al 50 per cento. Poi, il cerchio si stringerà di volta in volta verso il centro».

Sarà importante, quindi, migliorare la quantità, ma anche la qualità della differenziata, che per quanto riguarda carta e cartone ha già raggiunto punte di eccellenza. Bari, infatti, si attesta sugli 80 chilogrammi annui di materiale recuperato per abitante. Una cifra considerevole, tanto da portare il consorzio Comieco a programmare la presentazione del rapporto nazionale 2017, proprio nel capoluogo pugliese, a fine giugno.

 

 

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