Il Falco pellegrino in foto, è simbolo dell’accanimento dei bracconieri contro le specie animali protette. L’animale fu recuperato dal WWF nel marzo 2013, dopo essere stato colpito da fucilate in piena stagione di silenzio venatorio. Il falco fu operato dai veterinari del Centro dell’Oasi di Valpredina: fu liberato a seguito di un delicato trapianto di penne danneggiate dai pallini.
Lo sfortunato animale è stato nuovamente colpito nei giorni scorsi, mentre sorvolava l’area della cave di Zandobbio (BG), forse intento a nidificare. I veterinari del WWF hanno sottoposto il falco a radiografie: oltre alle decine di pallini da caccia in tutto il corpo, sono state riscontrate fratture multiple ad entrambe le ali, con una diagnosi di irrecuperabilità. Ogni intervento per mantenerlo in vita è risultato vano e il falco è deceduto dopo due giorni.
Il WWF ha chiesto di inasprire le sanzioni per i reati contro la fauna protetta, con una proposta innovativa di modifica del Codice Penale. Gli ambientalisti chiedono di introdurre la categoria giuridica di fauna selvatica protetta, da tutelare con specifiche figure delittuose, anziché con mere contravvenzioni oggi in vigore.
Sul sito WWF, ci sono maggiori informazioni sul fenomeno del bracconaggio. Inoltre, è possibile sostenere le centinaia di Ranger, Guardie e volontari del WWF, attivi in Italia e nel mondo, per dotarle di attrezzature tecnologiche, medicine, fuoristrada, gps, camera-traps, binocoli, radiotrasmittenti e altri equipaggiamenti indispensabili a monitorare il territorio per sorprendere bracconieri e trafficanti.


