L’interesse dei privati è superiore al valore pubblico delle coste pugliesi?

coste pugliesi interesse dei privati superiore al loro valore pubblico?
Le spiagge libere si "restringono"? (Foto di Paul Brennan da Pixabay)

Solo 8 dei 69 Comuni costieri pugliesi hanno rispettato la legge regionale. La proposta di modifica presentata al Consiglio pugliese, tra le polemiche, apre alla privatizzazione

 

Partiamo da un dato: la Legge regionale della Puglia n. 17 del 2015 “Disciplina della tutela e dell’uso della costa”, prevede che il Piano Regionale delle Coste debba, tra le altre cose:

  • disciplinare le attività e gli interventi per garantire la valorizzazione e la conservazione dell’integrità fisica e patrimoniale dell’area costiera;
  • garantire il corretto utilizzo delle aree demaniali marittime per le finalità turistico-ricreative (per esempio una quota non inferiore al 60% della lunghezza della costa concedibile di ogni comune deve essere riservata all’uso pubblico e alla libera balneazione).

E partiamo da una premessa. Non tutta la costa è uguale nel senso che vista la sua geomorfologia, le correnti e il moto ondoso, i diversi livelli di erosione, la pressione antropica, le strutture ed infrastrutture esistenti, il grado di utilizzazione, i rischi geologici e idrologici, i fenomeni di instabilità e di criticità, non è possibile definire criteri di studio costanti per caratterizzare l’intera regione o utilizzare come limite i confini amministrativi dei singoli comuni costieri.

Per questo, nel redigere il Piano Regionale delle Coste per cui nel 2006 è stata stipulata una convenzione tra Regione Puglia, Dipartimento di Ingegneria delle Acque e di Chimica e Dipartimento di Architettura e Urbanistica del Politecnico di Bari, è stato ritenuto necessario definire un ambito di studio a geometria variabile a seconda delle specifiche situazioni in cui si presenta la fascia costiera.

La sede del Consiglio regionale della Puglia (Fonte: Regione Puglia)

Cronaca degli ultimi giorni

Veniamo alla cronaca. In questi giorni il Consiglio regionale della Puglia sta discutendo se concedere o meno più aree demaniali alla gestione dei privati. E’ vero che la legge in vigore si è finora rivelata inefficace dato che pochissimi comuni, solo 8 su 69 Comuni costieri in Puglia, hanno adottato il proprio Piano comunale della costa. Ma questo basta per “cedere” a quella che per molti è una privatizzazione di un bene “che è di tutti”? 

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Niente più spiagge libere con servizi?

La prospettiva preannunciata dal nuovo Piano regionale delle coste, quale rivisitazione radicale della legge 17 del 2015, stabilisce che la quota di costa che potrà essere concessa ai privati sale dal 40 al 50 percento, il che significa che metà delle coste pugliesi saranno private, e che o si pagherà il tariffario di un lido per entrare in uno stabilimento o si usufruirà del litorale così com’è, senza servizi messi a disposizione da un concessionario che di norma offre una serie di servizi gratuiti (bagno, doccia, manutenzione arenile) e, solo per chi lo desidera, lettino e ombrellone a noleggio.

Stefano Lacatena, consigliere regionale delegato alla materia Urbanistica, ha approntato una bozza per superare la legge sulle coste e la concessione agli stabilimenti balneari. La bozza “pro-imprenditori”, è stata però subito bocciata dall’Anci, dai comuni costieri che non sarebbero stati coinvolti nella revisione, da Legambiente.

Tranchant la presidente del Consiglio Loredana Capone che sui social ha scritto: “Il mare è di tutti e godere della spiaggia è un diritto che non può essere sacrificato per l’interesse di pochi”.

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Pro – “Occorre mettere mano a un sistema dannoso e fallimentare”

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Il consigliere regionale delegato Lacatena (al centro) illustra la proposta di legge regionale

“Sulla riforma del Piano regionale delle Coste io non mi fermo”. Difende a spada tratta la scelta di cambiare il consigliere regionale delegato all’Urbanistica e al Paesaggio, Stefano Lacatena della lista Con Emiliano: “In tanti – dice – vogliono rimanere con l’attuale sistema normativo che non protegge e non tutela la costa e l’ambiente e non garantisce la libera fruizione delle spiagge da parte dei cittadini. Questa è la verità: sono uno dei pochi a voler mettere mano ad un sistema che si è rivelato dannoso e fallimentare”. Lacatena, che smentisce che cambi il rapporto 60 pubblico-40 privato, si dice “allibito dal tenore delle polemiche: la mia proposta è frutto della condivisione con gli stakeholders, ma resta ugualmente aperta a ogni contributo costruttivo che dovrà pervenire entro e non oltre il 26 maggio”.

La proposta di revisione della normativa 17/2015 e del Piano regionale delle Coste, attraverso un Regolamento attuativo, semplificherebbe le procedure del Piano regionale e consentirebbe ai Comuni di munirsi celermente di strumenti di gestione del demanio marittimo snelli ed efficaci:

  • “è impellente per i Comuni, alla luce dell’attuale quadro normativo statale (Dl 131/2024, conv. con modificazioni dalla L. n. 166/2024), che pone la data del 30 giugno 2027 quale termine ultimo entro cui avviare le procedure di affidamento e fino al quale devono intendersi prorogati gli attuali titoli) dotarsi di uno strumento di pianificazione che individui i lotti da porre a gara
  • Si interverrebbe “efficacemente sulle cause che hanno determinato la mancata predisposizione dei Piani comunali delle coste”

Le soluzioni del nuovo regolamento

Le soluzioni che il nuovo Regolamento prevederebbe possono così sinteticamente riassumersi:
1) eliminazione del Piano Regionale delle Coste e delle Norme Tecniche di Attuazione, e sostituzione con un Regolamento attuativo;

2) introduzione del Quadro di Assetto del demanio costiero della Regione Puglia, quale documento regionale con il quadro delle conoscenze sulla consistenza, sul grado di utilizzazione del demanio marittimo e sul suo stato di conservazione fisica, ambientale e paesaggistica, privo di valenza pianificatoria e slegato dalla pianificazione comunale;

3) nella pianificazione del territorio costiero, eliminazione della categoria “spiaggia libera con servizi”, che “nella prassi applicativa ha generato solo problemi, finendo col dar vita a veri e propri stabilimenti in evidente elusione di legge”.

4) Si propone la distinzione delle aree del demanio marittimo in spiagge libere e spiagge concesse nella misura del 50%, da assicurarsi per tratti omogenei di costa per garantire alla libera utenza la comoda e paritaria fruizione dei tratti di spiaggia di pari pregio e bellezza.

5) i Comuni devono indicare le aree da destinare ad attività turistico-ricreative diverse dalla balneazione e quelle da destinare a pubblici servizi, con particolare riferimento ai parcheggi e servizi igienici;

6) per la disciplina degli interventi edilizi sul demanio marittimo si rinvia ai Regolamenti che ciascun Comune dovrà adottare in coerenza con le direttive contenute nel Regolamento regionale. Ciò vale sia per i manufatti in genere sia per le strutture ombreggianti;

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Conferenza stampa di presentazione della proposta di legge regionale del consigliere regionale delegato Lacatena

7) ciascun Comune dovrà dotarsi di un Programma per la Manutenzione della Costa;

8) la classificazione dei diversi livelli di criticità all’erosione e sensibilità ambientale prevista dal Prc viene meno. Nei tratti costieri ad elevata criticità e sensibilità, occorrerà svolgere una puntuale e continua attività di monitoraggio per verificare l’evoluzione del fenomeno erosivo.

9) Viene meno la verifica di compatibilità da parte della Regione sulle decisioni adottate dai Comuni “giacché si mira a responsabilizzare l’attività comunale”, valorizzando le funzioni pianificatorie e amministrative attribuite agli enti locali in materia di demanio marittimo. La Regione è chiamata ad esprimersi limitatamente ai profili di coerenza con la normativa regionale in materia.

10) I Comuni già impegnati nell’iter di pianificazione “classico” potranno decidere se utilizzare le nuove regole o continuare ad applicare le disposizione del “vecchio” Prc entro 12 mesi.

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Contro – “L’affidamento ai privati va nella direzione opposta alla tutela ambientale e alla libera fruizione”: il M5S 

M5S – “La pianificazione è una cosa seria che non può essere affrontata con troppa faciloneria. Vanno scontati tutti i processi partecipativi, ascoltati i sindaci, le associazioni e gli operatori. Quando diciamo che siamo fuori tempo massimo per approvare norme come quella sul Piano coste, lo diciamo per esperienza acquisita. A poche settimane dalla fine della legislatura è impensabile passare dalle commissioni referenti, esaurire tutte le audizioni, e arrivare in aula con un progetto condiviso, lì dove i numeri mancano già su norme importantissime per i pugliesi, come quella sui pozzi ferma da mesi in aula. Chi vuole raccontarla diversamente evidentemente è più proteso a fare campagna elettorale”. Così il consigliere del M5S Cristian Casili. “Aggiungo che, sempre con troppa faciloneria, si pensa che delegare tutto ai Comuni sia la soluzione alla mancata pianificazione. Fa bene il presidente della Giunta a fermare tutto e lasciare temi così importanti a chi avrà il tempo di esaurire il confronto e riflettere con più attenzione per non incorrere in errori che non possiamo permetterci. Non si tratta di non voler decidere, ma di volerlo fare con i tempi e le modalità giuste”. Casili entra poi nel merito di alcuni articoli:

  • Il testo all’art 20 recita espressamente: ‘viene abrogata la legge regionale n.17 del 2015’
  • Nella bozza di legge aumenta la percentuale del demanio marittimo affidato ai privati, passando dall’attuale 40% al 50: “La risorsa mare è un bene prezioso, ed è necessario garantire il corretto equilibrio fra la salvaguardia e la tutela degli aspetti ambientali e paesaggistici del litorale pugliese, la libera fruizione e lo sviluppo delle attività turistico-ricreative. La scelta di aumentare l’affidamento ai privati sembra andare esattamente nella direzione opposta”.
  • nel piano non ci sono riferimenti alla tutela dei cordoni dunali.

PD: “Fughe in avanti in solitaria non sono ammesse”

Paolo Campo, presidente del gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, punta il dito contro “fughe in avanti a pochi mesi dal termine della legislatura” su un tema “che non è parte del programma elettorale e di governo della coalizione guidata da Michele Emiliano”. Campo, si concentra sul rapporto tra spiagge libere con servizi e spiagge in concessione e sull’incremento della percentuale di costa affidata in concessione ai privati. “Partendo dal presupposto che bisogna garantire l’effettivo diritto d’accesso alle spiagge, che sono un bene comune pubblico, questi ed altri problemi non possono essere risolti da proposte tecniche elaborate senza alcun confronto politico o con un limitato e affrettato dialogo tra gli uffici regionali e alcuni sindaci”.

Sul tema anche Adalisa Campanelli, componente della Direzione nazionale Pd: “Le parole del Consigliere Lacatena trasudano una tale sicurezza da risultare quasi sprezzanti nei confronti di chi solleva dubbi o esprime dissenso. Trovo ingeneroso dire che le contrarietà espresse da molti siano “bugie colme di slogan e vuote di contenuti, perché alcuni non sanno o non si preoccupano di leggere le carte”. Precisando che “questa dicotomia così netta e accusatoria non favorisce un dialogo costruttivo e appare, francamente, eccessiva”, aggiunge: “Chiediamo un atto di umiltà: si ascoltino con maggiore apertura le diverse voci e i timori che questa riforma sta suscitando. La complessità della gestione del territorio costiero merita un approccio meno assertivo e più incline al confronto sereno e rispettoso delle diverse posizioni. Concordo con quanto detto dal Capogruppo del Partito Democratico Paolo Campo e dalla presidente del Consiglio Loredana Capone: su questo argomento non sono ammesse fughe in avanti in solitaria”.

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Le critiche delle opposizioni: Forza Italia

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E’ battaglia in Consiglio Regionale della Puglia

 “Una maggioranza al collasso, che non riesce nemmeno a condividere l’iniziativa di un proprio esponente che vorrebbe riformare un sistema oggettivamente fallimentare come la gestione del demanio: sul Piano regionale della Costa sta andando in scena un vero e proprio psicodramma nel centrosinistra regionale. L’attuale sistema è un colabrodo: quasi nessun Comune è riuscito ad approvare i Piani comunali e, perciò, vige l’anarchia più totale senza una pianificazione seria del territorio in grado di proteggere il nostro paesaggio straordinario e tutelare anche il diritto dei cittadini alla libera fruizione del mare”. Ma domandano i consiglieri regionali di Forza Italia Paride Mazzotta, Paolo Dell’Erba, Massimiliano Di Cuia, Francesco La Notte e Giuseppe Tupputi: “Il presidente Emiliano, in tutto ciò, che fa? Sconfessa l’iniziativa del suo consigliere delegato e fa come Ponzio Pilato, lavandosi le mani per l’ennesima volta anche su questo tema. Una storia incredibile: nessuno, nemmeno il presidente della Giunta, vuole assumersi una responsabilità e preferisce addirittura passare la palla al Consiglio regionale che verrà. A questo punto, dicano con chiarezza ai cittadini che non sono nelle condizioni di governare e di occuparsi dei problemi della Puglia”.

Lega: “Una maggioranza sfilacciata”

LEGA – “Il problema è tutto interno alla maggioranza di centrosinistra, come ormai siamo abituati. Una maggioranza sfilacciata che nei fatti non esiste più. Questa maggioranza invece di governare continua ad appiattirsi su norme ondivaghe e obsolete”. Per il capogruppo della Lega in consiglio regionale, Giacomo Conserva, “emerge in primis la volontà di non voler aggiornare la legge con una pianificazione ed in secondo luogo si evidenzia ancora una volta la diversità di vedute all’interno della stessa maggioranza, una vera e propria spaccatura che paralizza l’azione di governo”.

La replica di Con

“Sbagliato affermare che a poche settimane dal voto (ma di settimane non ne mancano poi così poche…) non si possono affrontare temi così importanti: secondo Casili, quindi, di qui alla fine delle legislatura dovremmo stare e girarci i pollici ed attendere di andare al voto? Noi – dicono i consiglieri di Con respingendo le accuse di “faciloneria”- vogliamo continuare a lavorare nell’interesse dell’intera Puglia, se qualcun altro, invece, crede di aver esaurito le energie prenda le dovute decisioni ed agisca di conseguenza!”. Inoltre, dicono il capogruppo Alessandro Leoci e gli assessori Alessandro Delli Noci e Gianfranco Lopane, “Prima di presentare il nuovo piano delle coste, ci sono state numerosissime interlocuzioni con tutti gli stakeholder, coinvolti in un grande processo di partecipazione che è ancora in corso ed al quale potrebbe partecipare anche il collega Casili se lo volesse. Quell’elaborato è il frutto di un lavoro condiviso, non della “magia” di pochi né di un mezzuccio per fare campagna elettorale. Ancora una volta – proseguono Leoci, Delli Noci e Lopane – ribadiamo che in nessuna riga del piano si parla di modifiche alle percentuali di spiagge libere e private e chi dice il contrario continua a mestare nel torbido nel tentativo di voler alzare un polverone per non si capisce quale motivazione”.

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