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Comitato Fibronit: «Obiettivi raggiunti»

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La bonifica della Fibronit a Bari è il risultato di una battaglia di popolo. Presto un parco e (forse) nuovi impegni per il Comitato Fibronit

I baresi avranno presto un ampio parco, libero dalle fibre killer. La ditta Teorema, appaltatrice dei lavori di bonifica, sta realizzando le strutture che isoleranno i fabbricati. Terminate le operazioni di isolamento, si procederà allo smantellamento dei capannoni. Il Comitato Fibronit mantiene vivo il sogno di rinascita dell’area: nei giorni scorsi, il Comitato ha organizzato un’assemblea pubblica a Bari.

Comitato Fibronit
Nella foto, avvio del cantiere di bonifica Fibronit. «È un momento di vittoria per la città», dichiarò il presidente del Comitato Fibronit Nicola Brescia (a destra, di fianco al sindaco Decaro)

«Il Comitato Fibronit – ha affermato il presidente Nicola Brescia – ha adesso un ruolo di mediazione tra cittadini e operatori della bonifica. Porteremo a termine questo compito fino a quando il sito sarà definitivamente messo in sicurezza. C’è ancora preoccupazione tra i baresi, ma i lavori rispettano la tabella di marcia e proseguono senza rischi per il territorio». Arpa Puglia verifica due volte al giorno il corretto funzionamento dei filtri aspiratori; la ditta Teorema sta predisponendo i canali di comunicazione previsti nel contratto di appalto. È infatti online il sito Bonifica Fibronit e presto saranno installate telecamere che documenteranno in diretta i lavori. «Queste telecamere – ha riferito Nicola Brescia – saranno montate nei condomini vicini al cantiere. I residenti hanno manifestato disponibilità, si è in attesa delle autorizzazioni condominiali».

«Il cantiere di bonifica – ha osservato Niceta Antonio Tommasi, medico e membro del Comitato Fibronit – è la conquista di una battaglia vinta dal popolo. Una battaglia cominciata nel 1999, quando l’area Fibronit era bersaglio della speculazione edilizia e, nel frattempo, si registravano frequenti casi di mesotelioma. I medici del territorio hanno osservato che tutta la popolazione era esposta al rischio amianto: gli ambulatori di medicina generale sono diventati i primi centri di mobilitazione popolare».

I lavori seguono le soluzioni tecniche suggerite dai medici e dai geologi membri del Comitato Fibronit. L’inedificabilità dell’area e il successivo sistema di bonifica hanno preservato l’inquinamento dell’aria e delle falde acquifere. Rilevazioni geologiche hanno infatti riscontrato la presenza di amianto fino a 8 metri di profondità: una eventuale edificazione avrebbe deviato le falde sotterranee, con il rischio che esse assorbissero amianto. La demolizione in capannoni isolati e il tombamento dei detriti eviterà la dispersione dell’amianto nell’aria.

Intanto, cittadini e istituzioni immaginano il futuro della Fibronit

«Il Parco della rinascita – ha detto Carla Tedesco, assessore comunale all’Urbanistica – è inserito nel programma triennale delle opere pubbliche. Nel corso del 2017, saranno avviati gli studi di fattibilità». La Fibronit sarà inserita al vertice del cuneo verde che, secondo l’urbanista Quaroni, riuniva le aree miliari e industriali da restituire alla città.

«Con la realizzazione del parco – ha aggiunto Nicola Brescia – il Comitato Fibronit avrà raggiunto tutti i suoi obiettivi di statuto. Continueremo a essere attivi fino a quando il parco non sarà terminato». L’assessore Tedesco ha invece auspicato un rinnovato sforzo del Comitato: «La battaglia collettiva dovrà proseguire per far vivere il parco, con attività culturali, sportive e ricreative». Intanto, i baresi consegnano al Municipio I documenti e memorie per la realizzazione di un museo nel Parco della rinascita.

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