Durante gli anni Settanta la domanda di energia è cresciuta come mai in precedenza. Per farvi fronte sono state costruite centrali energetiche a combustibile fossile e, anno dopo anno, l’inquinamento si è accumulato nel pianeta. Oggi tutto ciò non è più sostenibile: molte società pubbliche e private investono nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie verdi.
Il gioco da tavola CO2, ideato dal portoghese Vital Lacerda, affronta un tema tanto affascinante quanto attuale: l’inquinamento globale. Ciascun giocatore rappresenta una Società di investimento che, per conto dei governi, deve realizzare nuove centrali energetiche pulite. Per condurre il gioco, è richiesta l’abilità di gestire conoscenze e risorse.
Il tabellone di gioco (più in basso) rappresenta il globo terrestre. Su ciascun continente sono presenti degli spazi, su cui piazzare i progetti e le centrali che da essi prenderanno forma. Queste ultime devono rispondere alle richieste energetiche avanzate dai governi local. Al centro, si trova il mercato con il prezzo e la riserva di CEP (permessi di emissione di anidride carbonica), gettoni necessari per piazzare nuove centrali fossili e installare nuovi progetti.
La partita si articola in 5 o 6 decenni (round). Si parte dal 1970: in ogni angolo della terra è installata una centrale a combustibile fossile, che accresce il livello di inquinamento. Ad ogni turno, i giocatori possono proporre o installare un progetto, costruire una centrale, muovere scienziati (su un progetto o verso un Summit), comprare o vendere CEP al mercato.
Al termine di ogni decennio, i giocatori possono conquistare competenze in un dato settore energetico, punti vittoria e risorse economiche. Allo stesso tempo, la richiesta di energia determina l’andamento del gioco: centrali fossili saranno installate lì dove non è stata costruita una centrale verde, contribuendo così all’aumentare il surriscaldamento globale. Alla soglia dei 350 ppm accade una catastrofe, a cui i giocatori rispondono cedendo punti vittoria o il proprio patrimonio tecnologico; se l’inquinamento raggiunge i 500 ppm tutti i giocatori perdono.
Si legge nella presentazione del gioco: Ricorda che se l’inquinamento non verrà fermato, il gioco rischia di finire per tutti!. Il senso di allerta, dunque, pervade il gioco; l’emotività causata dal problema dell’inquinamento induce i partecipanti alla collaborazione. La natura del gioco è, infatti, semicooperativa: se si vince, si va a vedere chi ha prevalso sugli altri; se si perde non ha senso vedere chi ha fatto meno peggio.
Senso di responsabilità, cooperazione e pianificazione strategica sono i comportamenti che aiutano a tutelare l’ambiente e l’ecologia. Ciascun giocatore deve saper esprimere queste doti, per rendere la partecipazione al gioco più avvincente ed accattivante. CO2 è un gioco rivolto soprattutto a giocatori motivati e che amano sfide impegnative: la durata media si attesta intorno alle due ore.
CO2 è edito dalla casa editrice Giochix ed è in vendita a 49,95 euro.


