Chi difende l’ambiente al Parlamento Europeo?

Il Parlamento europeo e il Consiglio dell'UE hanno emanato la Direttiva 2023/2413 (foto Unione Europea)

Paladini e vandali dell’ambiente: il bilancio ecologico e sociale dei gruppi politici europei e delle delegazioni nazionali in vista delle elezioni del 2024 in un’analisi dell’ ONG Bloom

 

Alla vigilia di una data politica cruciale, le elezioni europee del 6-9 giugno 2024, l’ONG francese Bloom, che si occupa di ecosostenibilità, presenta un’analisi e dettagliata delle prestazioni ambientali dei gruppi politici presenti nel Parlamento europeo durante il mandato 2019-2024.

Gli esperti di Bloom hanno analizzato i voti degli 853 eurodeputati (il Parlamento ne conta 705 in ogni dato momento, ma i cambiamenti di carica durante il loro mandato elettorale aumentano il numero di individui da valutare complessivamente) che hanno seduto al Parlamento europeo negli ultimi cinque anni su 150 emendamenti e votazioni cruciali. Sono state prese in considerazione in particolare quattro tematiche: preservazione gli oceani e della pesca artigianale, lotta contro il cambiamento climatico, protezione della biodiversità e dell’agricoltura sostenibile e, infine, promozione della giustizia e dei diritti ambientali. Sulla base dei voti espressi dagli eurodeputati, è stata così stabilita con precisione la performance ambientale dei sette gruppi politici del Parlamento Europeo e delle delegazioni nazionali che li compongono.?Chi ha realmente difeso questi temi chiave in Parlamento?

Movimento 5 Stelle il più green

La classifica dei partiti più e meno ambientalisti al parlamento europeo nell’analisi di Bloom

Dall’analisi emerge che il Parlamento è profondamente diviso in tre blocchi fortemente polarizzati. Da un lato, i gruppi alla sinistra dell’emiciclo hanno un’ottima coscienza sociale ed ecologica. È grazie a loro che l’Unione Europea è riuscita a ottenere importanti progressi, come standard di emissione più severi per i veicoli con motore a combustione, un nuovo regolamento per lottare contro l’importazione in Europa dei prodotti legati alla deforestazione o la stesura di una legge sul dovere di diligenza per le imprese europee (attualmente bloccata in Consiglio a causa dell’opposizione dei governi liberali europei).

Il gruppo dei Verdi/Alleanza Libera Europea (che comprende anche 3 deputati fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle), si è classificato al primo posto, con un punteggio quasi perfetto di 19,78/20. Lo stesso M5S (che non è affiliato a nessun gruppo Europeo al Parlamento e appare dunque tra i Non-Iscritti) ha dimostrato un’alta coscienza ecologica ed ha largamente contribuito alla performance eccellente dell’insieme dei non-iscritti italiani, pari a 18,10/20.

Il gruppo dei Verdi/Alleanza Libera Europea è seguito da vicino dal gruppo più a sinistra del Parlamento Europeo, The Left, in cui non siede nessun eurodeputato italiano. The Left ottiene il punteggio di 19,04/20. Dietro, ma con un voto più che positivo, troviamo il Gruppo dei Socialisti e Democratici Europei (S&D), che ottiene un punteggio di 16,65/20.

Il Partito Democratico (che con 16 seggi è uno dei membri più importanti di S&D) ottiene un voto in linea con quello del gruppo: 15,86/20. Non male – osserva Bloom – , ma c’è ancora un importante margine di miglioramento per poter considerarsi veramente esemplari sulla difesa del pianeta. La delegazione del Partito Democratico, in particolare, ha ottenuto un voto scarso (14,70/20) sulla protezione degli habitat marini e della pesca artigianale, voto che si spiega a causa del sostegno dato alle pratiche di pesca ad alto impatto ambientale, in particolare la pesca a strascico.

Destra europea, bocciatura sonora

Dall’altra parte del Parlamento, i gruppi di estrema destra e conservatori, hanno fatto tutto il possibile per utilizzare i loro voti per vandalizzare tutte le misure a favore del pianeta, ma anche della salute e dei diritti dei cittadini e dei lavoratori: sono i gruppi politici che, afferma il rapporto dell’ONG ,  hanno minato l’ambizione di alcuni dei testi più importanti del Green Deal europeo negli ultimi anni, trasformandoli spesso in gusci vuoti. I gruppi di estrema destra dei Conservatori e Riformisti Europei, ECR, di cui fa parte Fratelli d’Italia (e di cui il deputato Nicola Procaccini ne è il co-presidente), e Identità et Democrazia, di cui la Lega è il membro principale e di cui detiene la presidenza, si trovano in fondo alla classifica, con un punteggio medio rispettivamente di 2,53/20 e 3,34/20. Il Partito Popolare Europeo non fa meglio, col punteggio di 3,79/20. Dunque, bocciatura completa per la destra, dimostratasi fieramente nemica dell’ambizione ecologica europea e della giustizia ambientale e sociale.

Le elezioni europee si terranno tra il 6 e il 9 giugno 2024

Il titolo di peggiori nemici del pianeta se lo aggiudicano la delegazione ungherese del PPE (1,82/20), la delegazione spagnola di ECR (in cui siedono i deputati di VOX, con 1,87/20), la delegazione polacca ECR con un punteggio di 2,06/20 (di cui Prawo i Sprawiedliwo??, l’ex partito al governo in Polonia fino al 2023, è il principale membro), la delegazione PPE di Forza Italia (con 2,08/20) e la delegazione della Lega (con 2,11/20).

L’incognita Renew

Nessuno dei due blocchi, né i paladini né i distruttori del pianeta, può però ottenere da solo la maggioranza al Parlamento europeo per far prevalere la propria agenda politica. È qui che entra in gioco il gruppo Renew, che ha in mano l’esito di tutte le votazioni in Europa grazie alla sua posizione centrale e al suo ruolo di ago della bilancia. Renew  si presenta come promotrice dell’ecologia e paladina dell’ambiente, eppure l’analisi di Bloom mette in luce  una coalizione priva di una bussola politiche sulle questioni ambientali.

Con un punteggio complessivo di 11,91/20, il gruppo Renew raccoglie dei partiti dalle posizioni ecologiche più disparate, da quelli che si oppongono a qualsiasi progresso in materia di protezione ambientale, come le delegazioni ceca (5,41/20) e tedesca (5,52/20), agli eurodeputati con una performance quasi esemplare, come gli slovacchi che ottengono 16,95/20. Questo perché, a differenza degli altri gruppi politici, i deputati di Renew non votano quasi mai in blocco, dividendosi sulla maggior parte dei testi cruciali. Il gruppo liberista, ad esempio, è stato un freno all’adozione di misure ambientali veramente ambiziose durante l’ultimo mandato. Anche la delegazione italiana del gruppo Renew, che comprende i partiti Azione e Italia Viva, si trova divisa tra la difesa dello status quo e l’urgenza delle questioni climatiche e ambientali con un voto di 12,29/20.

I risultati dettagliati e i punteggi complessivi dei gruppi politici e delle delegazioni nazionali che si sono sedute al Parlamento europeo durante l’ultima legislatura per i vari temi considerati (Oceano, Clima, Biodiversità e Giustizia ambientale) possono essere consultati sul sito web di Bloom, con tutti i dettagli paese per paese.

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