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Notizie flash di vario genere da tutto il mondo

Incendio nella Murgia, Canadair in azione
Articolo del 19 giugno 2013 - di redazione

in azione a (località Montegrosso, nella provincia BAT) per lo spegnimento di un incendio boschivo, che ha interessato già 100 ettari di superficie e ne mette a rischio 200 (nella foto di Gianni Avvantaggiato, un velivolo Canadair in azione).

«Siamo pronti a fronteggiare nel migliore dei modi le emergenze» commenta Guglielmo Minervini, assessore della Regione Puglia con delega alla Protezione civile. «Sabato è partita la campagna antincendi boschivi 2013 – spiega Minervini – ieri in giunta abbiamo approvato la convenzione integrativa per l’utilizzo, anche quest’anno, dei velivoli Fire Boss e venerdì presenteremo il dispositivo completo che la Protezione civile regionale metterà in campo questa estate».

L’incendio, divampato intorno alle ore 13.30, si è sviluppato su due fronti da 1000 metri. Sul posto sono operative le squadre dei volontari di protezione civile, del Corpo Forestale dello Stato, dei Vigili del Fuoco e dell’Arif. «Faccio appello ai cittadini – conclude l’assessore – perché siano le nostre sentinelle sul territorio e soprattutto siano responsabili e non incorrano in comportamenti che possano mettere a rischio il nostro paesaggio boschivo».

Alla scoperta del trullo di Marziolla
Articolo del 19 giugno 2013 - di redazione

Anche quest’anno l’Associazione Ecomuseale di Valle d’Itria aderisce alla Giornata del Paesaggio, che celebra il paesaggio con iniziative e manifestazioni ad esso dedicate, nel periodo compreso tra il 21 giugno e il 21 dicembre.

L’associazione Ecomuseale di Valle d’Itria organizzerà passeggiate ed attività per far conoscere ed apprezzare il territorio in cui essa opera. Il primo appuntamentoè per domenica 23 giugno.

Alla scoperta del trullo di Marziolla sarà una passeggiata d’altri tempi, tra campi di grano e uliveti. Attraverso un antico tratturo si giungerà al più antico trullo di Valle d’Itria, in a (BA, nella foto). Prosegue così la campagna di sensibilizzazione della locale sezione ecomuseale verso la conoscenza di questo prezioso monumento, spesso dimenticato o sconosciuto agli stessi locorotondesi, dove le pietre, silenti, testimoniano e raccontano tutto un territorio e la sua storia.

La prenotazione è obbligatoria ad uno dei seguenti numeri: 339/6609445-320/7944731- 335/7221641 (entro il 21/06/2013).

Terre e rocce da scavo: da rifiuti, a sottoprodotti
Articolo del 19 giugno 2013 - di Giuseppe Lavopa

Si sono conclusi gli organizzati da , la società dei geologi ambientali. Gli eventi in calendario hanno ripercorso le attività dei geologi, a 50 anni dalla legge che ne ha regolamentato il lavoro.

L’ultimo Incontro si è svolto a , in Villa Frammarino. Il tema è stato Terre e : una questione di stretta attualità, affrontato dal governo in un capitolo nel Decreto fare. Il provvedimento semplificherà l’utilizzo delle rocce da scavo, definendo i caratteri qualitativi che tali materiali devono soddisfare per essere considerati sottoprodotti e non .

Durante il dibattito si sono confrontati tecnici, funzionari delle amministrazioni locali e cultori della materia. La geologa Linda Collina ha illustrato il decreto ministeriale 161/2012, soffermandosi sul Piano di utilizzo, elaborato progettuale di grande importanza tecnica per l’utilizzo delle rocce da scavo. Angela Barbanente, assessore alla Qualità del Territorio della Regione Puglia, ha sottolineato come sia importante tutelare il paesaggio naturalistico ed urbano, puntando alla riduzione dei rifiuti. L’assessore alla Tutela dell’ambiente della Provincia di Bari Giovanni Barchetti ha manifestato la necessità di  stimolare progetti che promuovono la gestione di materiali e rifiuti a chilometro zero.

Laura Bretti, ingegnere dello Studio Associato IDRA, ha sottolineato gli aspetti applicativi del decreto ministeriale su terre e rocce da scavo, mettendo a confronto i diversi impianti normativi regionali. Francesco Busseti dell’ARPA Puglia si è soffermato sulle criticità applicative nella la gestione delle terre e rocce da scavo provenienti da grandi e piccoli cantieri; Marcello Panarese, ARPA Toscana, ha dato spunti al dibattito circa le metodologie di campionamento delle terre e rocce da scavo.

Per Dario Mallardi, presidente Giovani Bari e Bat, il procedimento ora in vigore per il dei materiali da scavo risulta complesso dal punto di vista tecnico ed amministrativo ed economicamente sostenibile solo quando si gestiscano grandi quantitativi di materiali. Attualmente, infatti, è ancora poco rappresentativa la casistica di pratiche di per le piccole opere, come è emerso dalla testimonianza di Vincenzo Campanaro della Ripartizione Tutela Ambiente del .

PRISCA: una soluzione al problema rifiuti
Articolo del 19 giugno 2013 - di redazione

Valutare, assieme ad esperti del settore , associazioni ambientaliste ma anche semplici cittadini, modalità per riutilizzare beni e preparare al i rifiuti provenienti dal flusso dei rifiuti solidi urbani. Parte da questo obiettivo, in coerenza con le indicazioni della Commissione Europea e la gerarchia europea dei rifiuti, il progetto LIFE + (Progetto pilota di riutilizzo su scala a partire dal flusso dei rifiuti solidi urbani).

L’iniziativa prevede la realizzazione di due azioni dimostrative, in Italia, nei comuni di Vicenza e di San Benedetto del Tronto, volte alla sperimentazione di un modello gestionale utile alla massimizzazione delle attività di riutilizzo di beni e di preparazione al riutilizzo dei rifiuti, in appositi centri di riuso e riparazione. Intento ultimo di PRISCA è quello di riutilizzare e preparare al riutilizzo il 60% dei beni e dei rifiuti intercettati, verificando la economica della filiera.

Queste sperimentazioni consentiranno di valutare e dimostrare la fattibilità e la replicabilità, a livello nazionale ed internazionale, di un modello di riutilizzo orientato al mercato, anche mediante l’incremento dei canali di vendita all’ingrosso, capace di sostenere nel tempo l’approvvigionamento dei beni utili a rispondere alla domanda di beni di seconda mano.

Il progetto PRISCA è condotto da un partenariato italiano costituito dalla Scuola Sant’Anna di Pisa, da Occhio del Riciclone, da WWFRP, dalla Cooperativa Insieme di Vicenza e dal Comune di San Benedetto del Tronto. Il progetto è stato cofinanziato dalla Commissione Europea attraverso il Programma LIFE+ Politica e governance ambientali, per un totale di 1.647.165 euro, per una durata di 34 mesi, da settembre 2012 a giugno 2015.

Il potenziamento del riutilizzo di beni e della preparazione al riutilizzo di rifiuti consente, allungando il loro ciclo di vita utile, di distrarre queste tipologie di prodotti da tipologie di trattamento, quali la discarica e la termovalorizzazione, a cui sono normalmente destinati.

Ciò risponde agli obiettivi di gestione efficiente delle risorse e di minimizzazione dell’impatto ambientale. Inoltre, le attività coinvolte hanno positivi risvolti economici e sociali. Si tratta, infatti, di attività di impresa che creano occupazione, trattandosi, peraltro, di operazioni ad alta intensità di manodopera, e che consentono l’immissione di beni usati, disponibili ad un prezzo inferiore rispetto a quelli nuovi e, come tali, accessibili alle fasce meno abbienti della popolazione. Si tratta, inoltre, di tipologie di imprese contraddistinte, spesso, da obiettivi di inclusione sociale, coinvolgendo, per esempio, soggetti svantaggiati. Per questi motivi, le azioni e gli obiettivi del progetto PRISCA concorrono alla realizzazione del principio di sviluppo sostenibile, sancito a livello internazionale e comunitario.

PRISCA sarà presentato il 20 giugno prossimo a presso la Sala Convegni del Centro Polifunzionale UNIBA (ex Palazzo delle Poste, Piazza Cesare Battisti). L’incontro fa parte di una serie di seminari regionali che si terranno in tutta Italia, con la duplice finalità di divulgarne contenuti e obiettivi e di stimolare la discussione con i soggetti interessati, come pubbliche amministrazioni locali e operatori di settore.

I lavori si apriranno alle ore 14.30 per concludersi alle 18.00. Per rivolgere i saluti istituzionali interverranno: Leonardo Lorusso, Presidente del Puglia; Lorenzo Nicastro, Assessore alla qualità dell’ambiente della Regione Puglia; Giovanni Campobasso, Dirigente “Politiche per la riqualificazione, la tutela e la sicurezza ambientale e per l’attuazione delle opere pubbliche” della Regione Puglia; Maria Maugeri, Assessore all’Ambiente del ; Gianluca Selicato, dell’Università di Bari “Aldo Moro”.

A seguire andranno ad essere presentati i contenuti del seminario e il cuore dell’iniziativa: il progetto PRISCA. Ne discuteranno: Massimiliano Varriale, del WWF Ricerche e Progetti S.r.l.; Gianfranco Bongiovanni, per Occhio del Riciclone Italia Onlus; mentre, in collegamento remoto via Skype, interverranno le rappresentanze della Scuola Superiore di Studi Universitari Sant’Anna di Pisa e della Cooperativa sociale Insieme.

Un confronto diretto con le esigenze, le problematiche e le iniziative già messe a punto nel contesto locale di riferimento si avrà, a partire dalle ore 16.20, con le relazioni di Giovanni Campobasso e Michela Inversi della Regione Puglia (Servizio Ciclo dei Rifiuti e Bonifica); Giuseppe Dalena, rappresentante della sezione “Ambiente” di Confindustria Puglia; Carmelo Marangi, Direttore Recsel S.r.l.

Alle 17.30 sarà aperto il dibattito con il pubblico, mentre i lavori andranno a concludersi alle ore 18.00. A moderare gli interventi: Pino Caramia, Consigliere del WWF Puglia.

Per ulteriori approfondimenti, informazioni e aggiornamenti si rimanda al sito www.progettoprisca.eu.

Caccia di balene in Islanda. La prima vittima
Articolo del 19 giugno 2013 - di Giuseppe Lavopa

La comune, a dispetto del suo nome, è una specie inserita nella lista rossa dello IUCN (l’) in quanto minacciata di estinzione. Nonostante ciò, il governo islandese sta sostenendo un piano di caccia contro questa specie: durante questa estate, i balenieri hanno programmato di cacciare fino a 180 esemplari.

La battuta di caccia è cominciata la scorsa notte (sopra, la baleniera Hvalur 8). La prima vittima è un maschio di balenottera comune lungo più di 20 metri, macellato nel porto di Hvalfjörður, vicino Reykjavik (photogallery).

La caccia alle balene coincide con l’alta stagione per il whale watching: questo ha portato a una forte protesta dell’industria turistica islandese, secondo cui l’osservazione delle balene porta maggiori benefici economici di quanti la caccia potrà mai portarne. Basti pensare che le balene catturate in sono tutte per il mercato giapponese, che è completamente collassato: la carne di quelle catturate nel 2010 è finita nel cibo per cani in Giappone.

Nei Paesi Bassi, il gruppo ha recentemente raccolto 1,1 milioni di firme di persone che chiedono al governo olandese di non permettere più il trasferimento di carne di balena islandese nei porti del Paese.

Ambiente, Barriera corallina in pericolo
Articolo del 19 giugno 2013 - di redazione

La in sara’ inclusa dalle Nazioni Unite nella lista dei siti del patrimonio mondiale in pericolo, se il governo non interverrà per allontanare una serie di gravi minacce causate dallo sviluppo industriale e portuale.

Il Comitato per il Patrimonio Mondiale dell’Unesco, riunito in questi giorni in Cambogia, ha ascoltato le preoccupazioni del IUCN, l’. L’organizzazione ha denunciato l’impatto di progetti portuali per carbone e gas lungo la costa prospiciente l’area protetta, il peggioramento di qualità delle acque a causa degli scarichi agricoli e per la conseguente moria di coralli.

Il governo statale del Queensland ha in programma di costruire sei nuovi grandi porti lungo la costa, generando milioni di tonnellate di sedimenti inquinati dal dragaggio, che sarebbero riversati nelle acque del Mar dei Coralli. I funzionari dell’Unesco hanno accolto favorevolmente i progressi parziali conseguiti dai governi federale e del Queensland, fra cui il finanziamento di un programma per la qualità dell’acqua. L’Unesco ha tuttavia osservato che non vi sono impegni specifici per limitare lo sviluppo di nuovi porti entro aree industriali esistenti.

[fonte: ANSA]

Con il caldo l’appuntamento è ai Chioschi dell’acqua‏
Articolo del 19 giugno 2013 - di redazione

Con l’arrivo dei primi caldi, il consiglio degli esperti è di bere sempre molta acqua per riequilibrare i liquidi persi. Sono più di 800 i Chioschi dell’Acqua censiti sul territorio nazionale che offrono acqua naturale, refrigerata e talvolta gassata gratuita o a fronte di un costo irrisorio (5cent di euro al litro per quella refrigerata e/o gassata).

Da uno studio incentrato commissionato all’Istituto indipendente CRA Nielsen da (Associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie, federata ad ANIMA-Confindustria) emerge che il 53,5% degli italiani conosce l’esistenza del servizi; il 16,4% di questi vive in un comune che possiede un Chiosco dell’Acqua e il 37% vive in una località che non lo possiede ma se fosse proposta l’iniziativa, aderirebbe di certo.

I Chioschi dell’acqua sono diventati uno strumento di dialogo tra le amministrazioni locali e i propri cittadini. Essi veicolano una nuova cultura dell’acqua, un bene da rispettare e salvaguardare, una risorsa pubblica di qualità. Queste installazioni hanno creato un punto di aggregazione e di riferimento per i residenti di ogni età e sono stati spesso l’occasione per riqualificare parchi e strutture in disuso come fontane pubbliche, ex lavatoi, etc.

In particolare, poi, i Chioschi contribuiscono a promuovere il concetto di mondo sostenibile: le mancate emissioni di CO2 derivanti dalla costruzione e trasporto delle bottiglie in plastica ammontano a quasi 8mila kg di CO2.

I Chioschi sono quindi un vero servizio al cittadino, volto a ridurre e limitare le emissioni di gas serra (2002/358/CE), orientato a modificare gli attuali modelli di consumo in ambito di prevenzione dei ( 2008/98/CE), oltre ad essere una attività finalizzata all’attuazione del principio dello sviluppo sostenibile (D.lgs. 3 aprile 2006 n.152 (TUA)).

AQUA ITALIA e Federutility hanno pubblicato due edizioni del Manuale operativo dei Chioschi dell’Acqua (ed un terzo è in arrivo) che analizza nel dettaglio le caratteristiche di queste strutture, la gestione e i costi oltre ad alcuni esempi applicativi.

Onde di montagna: giovani green reporter in radio
Articolo del 19 giugno 2013 - di redazione

Chiudi il rubinetto, apri una radio. È l’acqua il motore del concorso Onde di montagna promosso dalla (Federazione nazionale dei bacini imbriferi montani) in collaborazione con i due media giovanili e la rivista .

Il concorso è rivolto ai ragazzi delle scuole medie e superiori e prevede la realizzazione di contributi radio, video, foto e articoli su due percorsi possibili: risparmio idrico e acqua come energia. Ai vincitori, un laboratorio radiofonico per la propria scuola ed una somma in denaro per i due giovani “green reporter” primi classificati.

«Abbiamo deciso di lanciare il concorso in occasione della Settimana europea dell’energia sostenibile: vogliamo far conoscere alle nuove generazioni i Consorzi BIM e sensibilizzarle al risparmio delle risorse a rischio esaurimento», spiega Carlo Personeni, Presidente di Federbim.

A lanciare il concorso saranno gli stessi studenti delle scuole superiori dal 24 al 28 giugno 2013, in occasione della Settimana europea dell’energia sostenibile. I green reporter della rete di Radio Jeans e Zai.net intervisteranno esperti e si confronteranno con i loro coetanei sul tema del risparmio energetico. Per tutta la settimana si potrà interagire con loro attraverso i social network, pubblicando foto o tweet con l’hashtag #risorsaacqua.

Il concorso scade il 31 marzo 2014: fino a quella data gli studenti potranno inviare audio, foto, video e testi scrivendo a redazione@radiojeans.net o attraverso la app gratuita per Android e iOS Radio Jeans. Gli elaborati migliori saranno premiati in occasione dell’edizione 2014 della Settimana europea dell’energia sostenibile. Il regolamento del concorso è consultabile sul sito Federbim.

Rifiuti, Rilegno salva legno dalla discarica
Articolo del 19 giugno 2013 - di Giuseppe Lavopa

La generale diminuzione dei consumi provoca anche una contrazione degli imballaggi avviati al riciclo. Tuttavia, resta fondamentale il lavoro dei consorzi che si occupano della raccolta e riciclo dei .

ha gestito in Italia quasi un milione e mezzo di tonnellate di rifiuti legnosi, di cui quasi 700mila sono rifiuti da imballaggio (pallet, cassette ortofrutticole). Gli imballaggi avviati al recupero sono circa il 52% di quello immesso al consumo: un valore che supera di gran lunga gli obiettivi previsti dal Testo Unico Ambientale 152/2006, che fissa al 35% il riciclo dei rifiuti provenienti dall’imballaggio.

Il materiale recuperato diventa pannello truciolare, pasta cellulosica per le cartiere, blocchi in -cemento per la bioedilizia. Minime parti del recuperato è tornato alla sua funzione originaria (dopo un’adeguata riparazione) oppure avviato al compostaggio. Il presente nel rifiuto indifferenziato è stato infine avviato al recupero energetico, mediante trasformazione in combustibile fossile secondario.

Nel corso del 2012, Rilegno ha inoltre concordato con CONAI delle agevolazioni per l’applicazione del contributo ambientale. Oggi i produttori e riparatori di pallet che fanno parte di sistemi riconosciuti possono accedere a formule agevolate che prevedono un contributo ambientale Conai di 8 euro a tonnellata, ma applicato soltanto al 40% del peso dei pallet immessi al consumo.

Innovazione energetica in Italia: molta ricerca, pochi brevetti
Articolo del 19 giugno 2013 - di Giuseppe Lavopa

L’Osservatorio (Istituto per la Competitività) ha presentato il suo quinto Rapporto sull’, elaborato in collaborazione con ABB Italia, Assoelettrica, CNR, ENEA, Enel, Eni, RSE e Terna.

I-Com ha analizzato la competitività dell’Italia nel contesto politico-economico internazionale. Il rapporto ha evidenziato un boom nella ricerca energetica nel mondo: l’Italia, seppure al fondo della classifica degli investitori, ha registrato un aumento dei fondi stanziati (1,31 miliardi di dollari), prevalentemente pubblici. Gli investimenti sono stati maggiormente concentrati su progetti di efficienza energetica (24% del totale); dimezzato, , rispetto a 10 anni prima, il volume di risorse destinate al nucleare (23%), mentre le rinnovabili si attestano al 17%.

Con 113 articoli scientifici pubblicati (su quasi 2.500), l’Italia è tra i primi al mondo in fatto di innovazione energetica. A questo dato, però, non corrisponde un’adeguata produzione di brevetti: rispetto al campione di oltre 17mila brevetti depositati, solo 154 sono italiani. La ragione della scarsa propensione italiana a brevettare va ricercata primariamente nella struttura stessa del tessuto produttivo, fondato su una larga diffusione di aziende di piccola e piccolissima dimensione.

Rendere più competitivo il Paese significa agire con decisione anche sul piano delle politiche di sostegno all’innovazione energetica. Per questo, lo studio di I-Com propone una serie di considerazioni sul ruolo dei diversi attori coinvolti in questo processo. Innanzitutto, bisogna destinare alle piccole e medie imprese specifiche piattaforme di sviluppo, analogamente a quanto succede in altri Paesi europei. È inoltre urgente limitare la frammentazione delle risorse economiche, puntando su programmi di ricerca a lungo termine e di forte impatto; infine, occorre agevolare una reale cooperazione tra imprese e centri di ricerca ed un raccordo tra amministrazioni centrali e regionali.

Comfort Technology – Progettare l’efficienza
Articolo del 19 giugno 2013 - di redazione

Riusciremo a trasformare entro il 2020 il parco edilizio italiano in edifici ad energia quasi zero come ci chiede l’Europa? Gli incentivi messi in campo dal Governo possono aiutare le aziende a superare la crisi che il settore sta vivendo? Qual è il primo bilancio del Conto Energia? Quali sono le normative e le tecnologie che stanno rivoluzionando il volto dell’edilizia e i contesti urbani nazionali? Come si inseriscono nello scenario energetico italiano?

Questi i temi al centro dell’appuntamento di Comfort Technology – Progettare l’efficienza organizzato da – Mostra Convegno Expocomfort, la manifestazione biennale di impiantistica civile e industriale, climatizzazione, energie rinnovabili e Reed Business Information, content company specializzata nell’informazione in ambito BtoB.

Una giornata di lavori per discutere di alla luce di un quadro legislativo in costante evoluzione. Si parlerà di incentivi statali a termine, di una normativa Europea che impone la definizione di politiche e misure finanziarie certe per la riqualificazione energetica, delle soluzioni tecnologiche avanzate per rispondere ai nuovi canoni costruttivi che richiedono la massima integrazione fra impianto – rinnovabili – involucro.

L’evento si terrà a Roma giovedì 20 giugno, nell’Aula Magna della facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza.

Un lavoretto pulito
Articolo del 18 giugno 2013 - di Gianni Avvantaggiato

Non che l’Amministrazione comunale di non ce la stia mettendo tutta per sensibilizzare ed educare la gente all’idea di una città da curare come casa propria. Questa volta il sindaco Michele Emiliano ha chiesto la collaborazione di regista e attori baresi, ormai affermati nel mondo delle fiction. Loro sono Alessandro Piva e Dino Abbrescia e Paolo Sassanelli, questi ultimi interpreti dell’indimenticabile coppia Pasquale e Minuicchio di ”. Con la collaborazione di Nicola Valenzano e del pastore tedesco Schweinsteiger, Piva ha girato , il nuovo spot dell’ e del sulla pulizia della città ideato dall’agenzia barese Proforma.

Dino Abbrescia e Paolo Sassanelli tengono in ostaggio, in casa sua Lavopa, un cittadino dalle “pessime abitudini” in materia di . Dopo averlo seguito riprendendo le sue cattive abitudini, gli mostrando attraverso gli scatti fotografici delle sue cattive azioni quotidiane: la cicca di sigaretta spenta nella sabbia della spiaggia di “Pane e pomodoro”, il sacchetto di immondizia lanciato fuori dal cassonetto, il pomodoro della focaccia gettato a terra, la passeggiata al giardinetto per far fare i bisogni al suo cane.  Abbrescia e Sassanelli, che ricordano per natura e temperamento i protagonisti del film premiato con il David di Donatello e Nastri d’argento, rendono a Lavopa tutto ciò che questi ha commesso a danno della città, sporcando la sua abitazione anche con l’aiuto del cane Schweinsteiger.

“Siamo una città con grandi pretese di pulizia – ha commentato il sindaco Emiliano – e noi ci affanniamo per tenerla pulita come fosse una casa. La cosa buffa, però, è che a questa richiesta legittima corrisponde, quasi sempre, un comportamento poco virtuoso. Allora mi chiedo come sia possibile che la stessa gente abbia tanto interesse per la pulizia della città e tante condotte sbagliate?”.

Nei confronti dei cittadini sozzoni sono state elevate sanzioni.

“Con Amiu – ha aggiunto l’assessore all’Ambiente Maria Maugeri – stiamo compiendo un lavoro più capillare, quartiere per quartiere e se siamo qui oggi lo dobbiamo al ricavato economico delle multe per reati ambientali che ci hanno consentito di realizzare lo spot. Questo filmato girerà in rete in maniera virale e da giovedì prossimo saremo in piazza del Ferrarese con una location che riprende il salotto dello spot, proprio per informare direttamente i cittadini”.

“Voglio ringraziare l’amministrazione comunale che ha investito e creduto in questa azienda – ha concluso il presidente dell’Amiu Gianfranco Grandaliano -. È bene sottolineare che migliorare la pulizia in città è impossibile senza l’aiuto e l’ dei cittadini. Un dovere da parte di tutti, anche perché se si sporca di meno, si pagano meno tributi. Ci stiamo attrezzando per chiudere il ciclo di della città di Bari, che è il passaggio decisivo per incrementare la . La prossima settimana verrà anche distribuito un manuale che spiega come fare correttamente la raccolta differenziata: il nostro augurio è quello di raggiungere entro fine anno le percentuali ottenute in molte città settentrionali”.

Questi risultati però vanno completati con il contributo delle persone, altrimenti tutto diventa vano.

 

Svizzera, impianto solare su centro distribuzione Gucci
Articolo del 18 giugno 2013 - di redazione

, machio del settore della moda e del lusso, l’Azienda Elettrica Ticinese (AET) e le Aziende Municipalizzate di Bellinzona (AMB) hanno siglato l’accordo per la realizzazione di un impianto solare sul tetto del nuovo centro logistico di Gucci a Sant’Antonino in Svizzera.

Con una potenza di circa 1.500 kWp e una produzione annua prevista di 1.650 MWh, sufficienti a coprire il fabbisogno energetico di 430 economie domestiche, il nuovo impianto sarà  il più grande di tutto il Ticino.

L’impianto è stato progettato da AET e sarà  realizzato con pannelli solari ad alta efficienza, in grado di sfruttare al meglio il potenziale del tetto dello stabile di Gucci, che dispone di una superficie di 20.000 mq e gode di una buona insolazione. L’energia prodotta sarà immessa nella rete a media tensione di AMB.

L’installazione inizierà nel corso dell’estate 2013 e la messa in esercizio è prevista per la primavera 2014. I costi di realizzazione saranno assunti in ugual misura da AET e AMB, mentre Gucci mette a disposizione la superficie per un periodo di 25 anni.

L’impianto contribuirà  all’ottenimento, da parte di Gucci, della certificazione LEED, riconosciuta a livello internazionale alle aziende in grado di ridurre significativamente l’impatto ambientale dei propri edifici.

Costruttori baresi reagiscono alla criminalità organizzata
Articolo del 18 giugno 2013 - di redazione

Cantieri edili sempre più al centro del mirino della . Di questo si è parlato oggi, 18 giugno, durante un forum tenutosi nella sede di Puglia, sul tema della criminalità organizzata e dei rischi legati alle minacce e infiltrazioni della stessa nelle attività imprenditoriali e commerciali del territorio.

L’iniziativa reagisce – Istituzioni, imprese e lavoratori insieme contro la criminalità organizzata è stata promossa dalla Gazzetta del Mezzogiorno in partnership con ANCE Bari e Bat. L’associazione dei costruttori di Bari e BAT ha recentemente denunciato i rischi dell’infiltrazione della criminalità organizzata nei cantieri edili.

All’evento hanno preso parte il presidente Ance Puglia e Bari e Bat Domenico De Bartolomeo, il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Giuseppe De Tomaso, il segretario Feneal-Uil Puglia e Bari Salvatore Bevilacqua, il capo della Procura della Repubblica del Tribunale di Bari Antonio Laudati, il sindaco del Michele Emiliano, il presidente della provincia di Bari Francesco Schittulli e il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola.

«I cantieri edili – ha spiegato il presidente degli edili Domenico De Bartolomeo – rappresentano uno degli obiettivi preferiti della criminalità, che cerca di infiltrarsi imponendo assunzioni o specifiche sub-forniture. È una piaga che si sta diffondendo sempre più nel nostro territorio anche se oggi, per effetto della crisi, gli imprenditori hanno molto più coraggio nel denunciare soprusi e minacce. La denuncia di questi reati è la prima risposta da dare per contrastare il fenomeno; per sostenere gli imprenditori che denunciano l’ANCE si costituirà parte civile in tutti i processi».

«E’ necessario – ha aggiunto De Bartolomeo – mantenere alta l’attenzione e che associazioni imprenditoriali, sindacati, istituzioni e Forze dell’Ordine dialoghino tra loro scambiando informazioni e facendo emergere le situazioni a rischio su appalti o cantieri ai primi campanelli d’allarme. Anche le banche devono svolgere il proprio ruolo sostenendo le imprese nella consapevolezza del particolare momento di congiuntura economica».

Il presidente Vendola ha affermato, a tal proposito, che «la mafia approfitta anche del modo di riproduzione della ricchezza: nell’epoca della finanziarizzazione,  è molto facile trasferire capitali ingenti in tempi reali senza che nessuno se ne accorga».

Per Vendola, le pubbliche amministrazioni «devono rendere conveniente la denuncia e la ribellione ad ogni episodio di violenza e di intimidazione mafiosa». Il presidente ha quindi parlato dei progetti Aurora e Gnosis, finanziati dall’Unione Europea. «Si tratta di strumenti ultra raffinati di indagine che consentono il trasferimento online di tutte le informazioni, con un abbattimento incredibile dei tempi delle indagini e dei tempi del processo».

Taranto, idee per ambiente e turismo
Articolo del 18 giugno 2013 - di Giuseppe Lavopa

La rete raccoglie idee per lo sviluppo sostenibile del territorio. Punto di raccolta di queste idee sono il sito vivitaranto.eu ed il blog Targato TA.

Le proposte raccolte sul web sono state sottoposte a Cisberto Zaccheo, neo-assessore comunale al Marketing Territoriale. Prima richiesta è stata l’istituzione della Consulta per il Turismo e la Cultura: un organismo rispondente alla nuova politica europea sul turismo, che punta sulla partecipazione democratica dei cittadini.

Altri suggerimenti hanno riguardato direttamente l’offerta turistica. ViviTaranto ha suggerito il rilancio del Paisiello Festival, con una serie di eventi di richiamo che coinvolgano (ad esempio) i ristoratori. Il turista potrebbe poi essere coinvolto in battute di Pescaturismo, con annesso aperitivo tarantino a base di cozze e alici fritte, vini locali, fritture di paranza.

Altre iniziative turistiche mettono al centro il mare. Durante le Notti blu, le piccole barche per mitili possono trasportare turisti e visitatori presso sei approdi tra Borgo ed Isola. Si è inoltre pensato di intensificare i collegamenti marittimi con la Sicilia edi estendere lo scalo aeroportuale di Grottaglie ai voli charter. Ai turisti si può infine rilasciare una Card, che offra mini-abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico via terra e via mare, riduzioni delle tariffe di sosta, sconti presso esercenti convenzionati, musei e siti culturali.

Ultima idea riguarda la ambientale. il Comune potrebbe stampare una moneta, da distribuire ai cittadini che conducono buone pratiche civiche, quali la , i servizi sociali, la mobilità sostenibile, il pagamento delle imposte, la partecipazione a visite di siti culturali e mostre. Questa moneta avrà valenza di buono sconto presso alcuni esercizi convenzionati. L’esperienza della moneta locale è già stata sperimentata a Napoli.

Sui blog della rete ViviTaranto è possibile approfondire tutte le proposte avanzate.

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