Capitale italiana della Cultura 2027: Alberobello corre insieme a Castellana, Noci e Polignano

Alberobello (Fonte: turismo.puglia.it)

Il dossier “Pietramadre” presentato al Ministero. Ora non resta che aspettare. Grande soddisfazione dei sindaci: «un’opportunità per crescere e migliorare»

 

Alberobello in corsa per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2027, insieme a Castellana Grotte, Polignano a Mare e Noci. La sinergia è figlia del proficuo dialogo intercorso, nei mesi scorsi, tra i rappresentanti delle rispettive amministrazioni comunali. Seduti a un tavolo per discutere di altre questioni, i quattro sindaci hanno deciso di partecipare al bando del Ministero, avanzando una candidatura unitaria, senza campanilismi e animati dalla voglia di valorizzare il territorio nella sua interezza, nel tentativo di implementarne le non poche potenzialità. L’ufficializzazione del sodalizio e della partecipazione al bando del Ministero della Cultura è giunta a febbraio scorso, nell’ambito della Borsa Internazionale del Turismo (Bit) di Milano.

Un momento della presentazione di “Pietramadre” alla Bit di Milano con i quattro sindaci (Fonte: pietramadre2027.it)

L’intento delle quattro città ricalca perfettamente la prospettiva filosofica gestaltista: “Il tutto è più della somma delle singole parti”.
All’insegna della stessa massima anche la scelta di indicare quello dei trulli come comune capofila del progetto, in quanto sito Unesco dal 1996: da quando le caratteristiche costruzioni coniche in pietra a secco furono riconosciute Patrimonio dell’Umanità.

 

Una sinergia forte come la “Pietramadre”

Come da bando, i quattro comuni baresi hanno realizzato un progetto unitario, presentato al Ministero della Cultura e pronto per essere vagliato da una giuria di esperti. Il dossier, dal titolo “Pietramadre”, si compone di 65 pagine per un totale di quasi 200 azioni da concretizzare per valorizzare le peculiarità naturali, artistiche, architettoniche e infrastrutturali del territorio. Diversi i settori coinvolti: dal welfare culturale all’innovazione, dal turismo alle politiche giovanili. Il documento è ora top-secret e sarà possibile conoscerlo dettagliatamente solo all’esito della valutazione. Per adesso se ne può intuire il filo conduttore proprio dal titolo, incentrato su quella “pietra” incastonata nelle bellezze più iconiche e identitarie della zona. Basti pensare agli stessi trulli di Alberobello, alla scogliera mozzafiato di Polignano, alle millenarie grotte di Castellana e alle storiche masserie di Noci. E, dulcis in fundo, ai muretti a secco. Costruiti con blocchi di pietra assemblati senza l’utilizzo di assemblanti, anch’essi dal 2018 sono riconosciuti patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
Fondamentale è risultata la partnership con la GEMANCO design, co-ideatrice dell’ambizioso progetto, sostenuto anche dall’architetto Marco Piva e dall’artista biellese Michelangelo Pistoletto. Mentre il coordinamento della candidatura è stato affidato a Pasquale Gatta, project manager di Alberobello 2027.

Bellezza multicolore

Il logo del progetto “Pietramadre”

Le caratteristiche paesaggistiche dei quattro comuni hanno suggerito le scelte cromatiche da adoperare per il logo legato alla candidatura. C’è il turchese del mare, coniugato al verde delle masserie. Ma anche il riflesso giallo del sole sui trulli e quello viola che penetra nelle grotte castellanesi, offrendo al visitatore uno spettacolo visivo più unico che raro. Nella tavolozza artistica trova spazio, poi, il magenta, simbolo di coraggio, determinazione, positività, energia travolgente e connessione.
La forma richiama invece quella di un fiore a sei petali, composta da tre doppi triangoli (uno opposto all’altro), che, assumendo le sembianze di clessidre, puntano a rappresentare lo scorrere del tempo, scandito dall’imprescindibile legame tra passato e futuro. Non casuale, inoltre, la scelta di puntare sul poligono a tre lati: oltre a richiamare la forma dei trulli, rappresenta anche il perimetro disegnato delle quattro città. Ancora una volta, idealmente unite da un filo conduttore di matrice culturale. E non solo.

«Il triangolo è stato scelto come simbolo in considerazione della sua configurazione energetica e dinamica, frequentemente associata a processi di trasformazione identitaria – si legge sul sito del progetto pietramadre2027.it – Le linee del triangolo indirizzano visivamente l’osservatore verso l’alto o in qualsiasi direzione sia orientata la punta, conferendo a questa figura molteplici significati: la punta rivolta verso l’alto rappresenta il principio maschile, mentre quella rivolta verso il basso simboleggia il principio femminile. L’equilibrio tra questi due aspetti rappresentato dall’unione nella forma dell’esagono stellato, noto come Sigillo di Salomone, che indica la connessione tra lo Spirito e l’Universo. Inoltre, in relazione al sole e al grano, questa figura assume un duplice significato di fecondità , supportando l’interpretazione della pietra come madre, sinonimo di generatrice e creatrice».

Se uniti, i punti dei singoli paesi del progetto “disegnano” questo triangolo
(Fonte: pietramadre2027.it)

Le tre tappe

La voglia di non lasciare al caso nemmeno il più piccolo dettaglio del dossier lascia ben sperare. Diversi gli step previsti prima di arrivare alla proclamazione della Capitale italiana della Cultura 2027.
Come da bando, tutte le candidature saranno valutate entro il prossimo 12 dicembre, quando la giuria selezionerà un massimo di dieci città finaliste. Entro il 12 marzo 2025, poi, i rappresentanti di queste ultime saranno convocati per illustrare approfonditamente il complesso delle azioni programmate nell’arco di un anno. E infine, entro il 28 marzo 2025, sarà “incoronata” la città vincitrice, destinataria di un contributo finanziario di un milione di euro per realizzare gli obiettivi perseguiti dal progetto. In questo modo il dossier si trasformerà in un programma di azione, attraverso cui mettere in mostra la propria ricchezza culturale e attuare le possibilità di sviluppo offerte dalla nomina.

Le città candidate

Lo scorso 28 settembre, il Ministero della Cultura ha pubblicato l’elenco delle 17 città italiane in lizza per l’ambito riconoscimento. Quella avanzata da Alberobello, Castellana, Polignano e Noci è l’unica candidatura sostenuta, formalmente, da una rete di comuni. Della Puglia, non sono però gli unici territori in corsa. Nel tacco d’Italia spiccano infatti altre due realtà pronte a giocarsi le loro carte migliori: Brindisi, con il progetto “Navigare il futuro”, e la salentina Gallipoli, con “La bella tra terra e mare”.
Di seguito, riportiamo tutti gli enti partecipanti con il titolo del relativo dossier:

1 Acerra (provincia di Napoli, Campania) “I Segreti di Pulcinella”;
2 Aiello Calabro (provincia di Cosenza, Calabria) “Ajello terra antica et grossa et nobile et civile…”;
3 Alberobello (provincia di Bari, Puglia) “Pietramadre”;
4 Aliano (provincia di Matera, Basilicata) “Terra dell’altrove”;
5 Brindisi (Puglia) “Navigare il futuro”;
6 Caiazzo (provincia di Caserta, Campania) “La bellezza delle piccole cose”;
7 Gallipoli (provincia di Lecce, Puglia) “La bella tra terra e mare”;
8 La Spezia (Liguria) “Una cultura come il mare”;
9 Mazzarino (provincia di Caltanissetta, Sicilia) “Mazaris, il grano e le identità plurali”;
10 Morano Calabro (provincia di Cosenza, Calabria) “Morano Calabro: Le Quattro Porte del Sapere. Un Viaggio tra Cultura, Scienza, Natura e Spiritualità”;
11 Pompei (provincia di Napoli, Campania) “Pompei Continuum”;
12 Pordenone (Friuli Venezia Giulia) “Pordenone 2027. Città che sorprende”;
13 Reggio Calabria (Calabria) “Cuore del Mediterraneo”;
14 Sant’Andrea di Conza (provincia di Avellino, Campania) “Incontro tempo”;
15 Santa Maria Capua Vetere (provincia di Caserta, Campania) “Cultura Regina Viarum – Spartacus Resurgit”;
16 Savona (Liguria) “Nuove rotte per la cultura”;
17 Taverna (provincia di Catanzaro, Calabria) “Bellezza interiore”.

Ecco alcune chicche della “Pietramadre”

Splendori architettonici, presìdi culturali, meraviglie naturali e manifestazioni di respiro nazionale. Se la ricetta si chiama “Pietramadre”, quelli appena elencati sono gli ingredienti, si spera vincenti, di una ricetta a base di cultura, a 360 gradi. Un piatto ricco, in cui ogni singolo elemento è primario e niente funge da contorno. Nel dossier presentato alla giuria, i comuni di Alberobello, Castellana, Polignano e Noci, tra le quasi duecento proposte frutto di altrettante co-progettazioni dal basso, non potevano esimersi dal puntare sui cavalli di battaglia che, da sempre, contraddistinguono le rispettive zone. GUARDA IL VIDEO (Diretto da Vertigo Imaging -Da un’idea progettuale di Gemanco Design)

 

E così, la “cucina” alberobellese propone il suo marchio di fabbrica: i trulli, ormai prossimi ai trent’anni dall’ambito riconoscimento UNESCO. Altre due chicche, senza svelare troppo, riguardano le manifestazioni ormai consolidate, come il Festival Folklorico Internazionale “Città dei trulli” (giunto quest’anno alla sua 40esima edizione) e l’Alberobello Light Festival, l’evento tanto atteso che, ogni anno, con i suoi giochi di luce colora in modo originale la città e i suoi luoghi più iconici. Il sindaco Francesco De Carlo esprime massima soddisfazione per il contributo che la sua comunità è riuscita ad apportare al ricco dossier. «Alberobello è una città molto conosciuta e non solo in Puglia – afferma alla nostra testata – E deve essere a disposizione della collettività, riuscendo anche ad anticipare le buone tendenze, come, per esempio, quella di creare un turismo rispettoso del territorio».

Per Castellana, come spiega il primo cittadino Domi Ciliberti, spiccano le grotte, da sempre il miglior biglietto da visita del territorio. Sono la «testa d’ariete del progetto», teatro di svariate iniziative tra cui la rappresentazione dell’inferno dantesco “Hell in the cave”. Ma anche La notte delle fanove, ossia le cataste di legno fatte ardere in onore della Madonna della Vetrana, che nel 1691 liberò la città dalla peste. O, ancora, la rievocazione storica itinerante “Abbatissae”, che celebra l’unica comunità italiana in cui per cinque secoli e mezzo, il potere spirituale è stato detenuto da figure femminili, quali appunto le Badesse, «rappresentando un unicum nella storia della Chiesa».

Nell’offerta di Polignano a Mare non poteva mancare il richiamo alla cultura musicale, grazie all’intramontabile legame con il prolifico cantautore Domenico Modugno, vincitore del Festival di Sanremo nel 1958, con il brano “Nel blu dipinto di blu”. Come anche il festival de “Il libro possibile”, che, ogni estate, promuove interessanti confronti tra lettori e giornalisti/scrittori di caratura nazionale; un appuntamento consolidato che, grazie alle diverse location, riesce a valorizzare anche i punti più caratteristici del comune, dalla piazza centrale al centro storico. Senza però dimenticare il museo di arte contemporanea “Pino Pascali” «con annesse attività», ribadisce il sindaco Vito Carrieri, che preferisce non sbilanciarsi oltre sui contenuti del dossier.

Per concludere il “menù”, all’interno del dossier presentato al Ministero della Cultura Noci punta molto sul suo borgo antico. Protagonisti assoluti sono i suoi storici vicoli, autentica bomboniera impreziosita dalla presenza delle gnostre, ovvero i piccoli slarghi circondati per tre lati da abitazioni e aperti sulle strade principali. E, sempre collegata a queste ultime, non si poteva lasciare fuori la sagra enogastronomica più attesa dell’anno, “Bacco nelle gnostre”, che ogni anno richiama migliaia di visitatori. Non secondario il progetto di un nuovo teatro da 560 posti, «che andremo a realizzare con i fondi del Pnnr» aggiunge il primo cittadino Francesco Intini. Proseguendo con il Piano integrato paesaggistico “Zoccoli di pietra”, figlio di un protocollo d’intesa tra Noci, Alberobello e Martina Franca.

I quattro sindaci: da sinistra Vito Carrieri (Polignano), Domi Ciliberti (Castellana), Francesco De Carlo (Alberobello) e Francesco Intini (Noci).
(Fonte: pietramadre2027.it)

L’impulso dal basso e il premio da un milione

«Con questa opportunità vogliamo capire se siamo in grado di affrontare nuove sfide» spiega Intini, focalizzandosi poi sulla centralità del «Welfare culturale», inteso come la possibilità di «vivere meglio attraverso la cultura». Un desiderio proprio di centinaia di cittadini, stando alla massiccia partecipazione dal basso per la stesura del dossier “Pietramadre”. I quasi duecento progetti inseriti nel documento di candidatura, infatti, sono figli del confronto tra i diversi strati della società civile e non solo del dialogo tra amministratori. Un prezioso contributo plurale. Dai bambini agli adulti, passando per i giovani, il mondo dell’associazionismo e le pro loco. Ognuno ha potuto dire la sua. Tutti seduti attorno ai tavoli di co-progettazione per proporre, discutere e ideare. “Pietramadre” nasce dal basso e punta sempre più in alto. Una partecipazione massiccia ed eterogenea capace di dimostrare l’esistenza di un entusiasmo collettivo che, dalle istituzioni, giunge anche alla base. «Un riscontro straordinario – commenta il sindaco di Alberobello, De Carlo – Le centinaia di persone che hanno partecipato alla fase iniziale del progetto hanno dimostrato l’esistenza di una comunità che risponde e desiderosa di contribuire».
E se il lavoro svolto porterà i suoi frutti, i comuni baresi potrebbero ottenere la tanto agognata proclamazione a Capitale italiana della Cultura 2027, con tanto di premio: un finanziamento da un milione di euro per azioni in linea con la mission della competizione. Tra quelle ipotizzate, vi è soprattutto la realizzazione di un grande contenitore culturale da mille posti a sedere, dal progetto a firma dell’architetto Piva. Un mega-impianto, chiamato per l’appunto “Pietramadre” e ubicato nel territorio capofila di Alberobello, dove da sempre si avverte l’esigenza di una struttura di simili dimensioni. «Alberobello non ha mai avuto grossi contenitori culturali – spiega De Carlo – perché, a differenza delle altre, è una città nata da una comunità contadina».

Uniti anche contro le criticità

Questa candidatura – e i sindaci coinvolti lo ribadiscono – non è solo un modo per promuovere le caratteristiche identitarie di un territorio, ma anche un’occasione per focalizzarsi sulle criticità comuni da risolvere una volta per tutte. Così facendo, il problema si trasforma in ulteriore chance di sviluppo e la sinergia diviene l’arma più efficace per affrontare gli ostacoli. Uno su tutti: il miglioramento della rete viaria che congiunge i quattro paesi, a oggi assai carente. Questione su cui i sindaci delle città candidate stanno già riflettendo. «Si tratta di un gap a cui bisogna lavorare» spiega il primo cittadino di Castellana Ciliberti, soprattutto per «cercare di unire il mare all’entroterra», aggiunge De Carlo. Posizione condivisa da Intini, che si sofferma anche sulle esigenze del suo territorio, come «l’implementazione di parcheggi e strutture ricettive, oltre al collegamento tra centro storico e masserie».
Ora, l’auspicio è quello di camminare lungo la strada della collaborazione tra enti, nel solco tracciato dall’opportunità della corsa a Capitale italiana della Cultura 2027. Pertanto, i primi cittadini garantiscono ad Ambiente & Ambienti che la cooperazione è destinata a proseguire, a prescindere dal verdetto della giuria del Ministero della Cultura. Anzi, se possibile, ci si augura di poterla ampliare, estendendo le maglie di questa rete costruttiva anche ad altri comuni.«Speriamo di vincere – auspica il sindaco di Polignano Carrieri – Ma se così non dovesse essere, abbiamo comunque lanciato un segnale di unità». A fargli eco il suo omologo di Alberobello; per De Carlo, questo è soltanto un bellissimo punto di partenza, non escludendo affatto l’avvio di una «seconda fase» che possa, prima o poi, estendere la rete della sinergia intercomunale anche ad altri territori.

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