“Cambiamo suono”: un’azione collettiva per ridurre il rischio di ammalarsi di Alzheimer

Da una ricerca sul territorio nazionale, condotta dal dipartimento Interuniversitario di Fisica di Università degli Studi di Bari Aldo Moro, si evince una forte correlazione tra gli inquinanti 03 (ozono) e N02 (biossidi di azoto) e l’incidenza di questi sulla mortalità per Alzheimer. Ed è necessaria un’azione collettiva con un solo obiettivo: “Cambiamo suono”.

 

Tradurre la scienza in linguaggi che possano essere compresi da un pubblico più ampio. E coinvolgere le persone in azioni virtuose e sostenibili. Riassunto in due parole, letteralmente: “Cambiamo suono”.

E’ l’invito all’azione collettiva firmato da Everything is connected, che ha “tradotto” una ricerca sul territorio nazionale, condotta dal dipartimento Interuniversitario di Fisica dell’ Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

Dall’articolata ricerca si evince una forte correlazione tra gli inquinanti 03 (ozono) e N02 (biossidi di azoto) e l’incidenza di questi sulla mortalità per Alzheimer. Perché come altre malattie neurodegenerative complesse, l’Alzheimer è causata da una combinazione di diversi fattori, ma sta emergendo un accordo sul fatto che l’inquinamento ambientale svolga un ruolo fondamentale nelle cause della malattia.

E come tradurre, per tutti, una ricerca così dettagliata e importante ma ai più, a causa dei termini tecnici (e della lingua), quasi incomprensibile? Ci ha pensato il team coordinato dalla creative strategy, Maria Teresa Salvati, partendo proprio dai dati emersi dalla ricerca nell’ambito del progetto Calliope.

“Il nostro obiettivo – spiega – è tradurre la scienza in linguaggi che possano essere compresi da un pubblico più ampio e per farlo ci serviamo di un approccio multidisciplinare. Siamo partiti da una ricerca complessa, in inglese, e dopo l’attente a e dettagliata traduzione e spiegazione di Roberto Bellotti, ci siamo concentrati sul come riuscire a rendere la correlazione tra specifici inquinanti e e l’effetto ossidativo sul cervello”.

Il video

I dati per provincia

Nel video, come nella ricerca, viene dato risalto all’aspetto dei vari territori: non a caso, ilo studio ha implementato un modello di Intelligenza Artificiale per prevedere la mortalità da AD, espressa come Rapporto di Mortalità Standardizzato (SMR), utilizzando i dati sull’inquinamento delle province italiane negli anni 2015-2019. È stato poi utilizzato un set di altre variabili (pubbliche) riguardanti inquinamento, salute, società ed economia per alimentare un modello basato sull’algoritmo Random Forest che ha portato ai risultati citati. La ricerca prova inoltre a calcolare per ogni provincia italiana un indice di rischio di insorgenza dell’Alzheimer, incrociando i dati dei tre indicatori.

Questi risultati potrebbero aiutare a far luce sull’eziologia della malattia di Alzheimer e a confermare l’urgente necessità di indagare ulteriormente la relazione tra l’ambiente e la malattia, nonché ad indicare la via, per il pubblico, per potenziali azioni preventive, o per lo meno di miglioramento della qualità dell’aria. La ricerca è stata trasformata in due visualizzazioni dati: la prima per province e la seconda per regioni.

“Anche nel nostro lavoro – sottolinea Salvati – abbiamo dettagliato il video con le varie città, perché così appare una cosa meno astratta e poi ognuno può controllare i dati della provincia ma lasciando il concetto di correlazione. Del resto – sottolinea – come emerge anche dal titolo, da nord a sud, da est a ovest, tutti facciamo parte di questa orchestra. E noi abbiamo utilizzato una musicalità del suono che lo rende uno spazio sospeso”.

“Cambiamo suono”

In un Paese in cui si registra un forte invecchiamento della popolazione – e tra i paesi con il più basso tasso di natalità – il tema delle malattie neurodegenerative è molto importante. E’ per questo che per aprire la strada a un cambio di comportamento che ci porti a comprendere sia la responsabilità antropica che la necessità di un contributo collettivo per invertire la rotta, l’obiettivo è quello di cambiare suono.  “Un invito all’azione collettiva, un modo per innescare un cambiamento virtuoso per tutti. Cambiando le note delle nostre azioni possiamo cambiare il suono che ne deriva e agire insieme per ridurre il rischio di ammalarsi di Alzheimer, proteggendo non solo noi stessi, ma anche l’ambiente e le generazioni che verranno.”

Cambiamo suono, infatti, ruota attorno a un messaggio di cura e amore, per noi, per gli altri e per il pianeta. L’amore per ciò che ci definisce – i nostri ricordi, i legami con chi amiamo – è il motore che ci spinge a fare scelte migliori. Attraverso azioni quotidiane e consapevoli, possiamo migliorare la qualità dell’aria che ci circonda e, in tal modo, coltivare una memoria collettiva più sana.

Il decalogo

E per essere concreti nel cambiamento, viene illustrato un vero e proprio decalogo con le azioni che possono modificare (in meglio) la nostra vita: preferire la mobilità attiva, condivisa e il trasporto pubblico; ridurre il consumo di energia; supportare politiche e iniziative verdi; migliorare le abitudini quotidiane; ridurre il consumo e la dispersione di solventi chimici; pianificare gli spostamenti; sostenere le energie rinnovabili; promuovere uno stile di vita sostenibile; adottare misure di efficienza energetica negli edifici; preferire prodotti a basse emissioni di composti volatili (VOC).

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