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Biosphera 2.0: è itinerante la casa del futuro

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Una casa a “zero energia” itinerante ma anche un progetto scientifico e di monitoraggio ambientale. É tutto questo insieme Biosphera 2.0, visitabile – per l’ultima tappa del suo road show – alla Fiera Klimahouse 2017 di Bolzano, dal 26 al 29 gennaio prossimi.

biosphera
Zona giorno e zona notte all’interno di Biosphera 2.0.

Bastano 25 metri quadri per vivere con tutti i comfort? No, non è l’ultima trovata del mercato immobiliare ma la sfida di Biosphera 2.0, una casa off grid, assemblata in 42 giorni, in grado di auto-produrre tutta l’energia necessaria per viverci e di garantire una temperatura interna ottimale anche in condizioni estreme.

Biosphera 2.0 è il modulo abitativo realizzato dai ricercatori di Aktivhaus, in collaborazione con il Politecnico di Torino e l’Università della Valle d’Aosta, al centro di road show di 12 mesi, che ha visto in 8 tappe coinvolti 24 abitanti, e che si concluderà a fine gennaio nel corso della Fiera Klimahouse 2017 di Bolzano.

Un anno in situazioni climatiche diverse, dai -15 °C di Courmayeur ai + 40 °C di Riccione, riuscendo a mantenere una temperatura interna costante, compresa tra i 21 °C in inverno e i 25 °C in estate. Né più né meno di quanto necessario: grazie ad un avanzato sistema di sistema di ventilazione che tiene conto del calore prodotto dalle persone che vi abitano e dagli elettrodomestici.

«In Biosphera la ventilazione meccanica fornisce aria depurata da polveri sottili e CO2, mantenendo temperatura e umidità ottimali in tutti gli ambienti senza necessità di aprire le finestre: aria di montagna anche in una grande città! Con queste premesse è assicurato che anche il sonno sia riposante e rigenerante, in effetti così è stato», fanno sapere alcuni degli ospiti dal diario di bordo del progetto.

Il tutto nell’ottica di una progettazione biofilica, che tenga prima di tutto conto dell’uomo e delle sue necessità. Per questo nella casa del futuro – suddivisa tra zona giorno, zona notte, bagno e centrale tecnica – non manca niente: illuminazione a led, cucina a induzione, elettrodomestici, impianti di riscaldamento e raffrescamento. Ma la tecnologia non dimentica di interagire con la natura: così nell’area soggiorno la luce naturale entra grazie all’ampia superficie vetrata, che caratterizza gran parte della parete centrale della casa.

Naturali anche i materiali impiegati. Come il legno (certificato dal Pefc, per le gestione sostenibile delle foreste), che la fa da padrone sia negli arredi interni, con lavorazioni artigiane tipiche della tradizione valdostana, che nella costruzione. Le pareti portanti sono infatti realizzate da pannelli multistrato a strati incrociati, con l’isolamento acustico e termico garantito da uno strato coibentante di lana di roccia.

Tutti i dispositivi della casa sono alimentati da un impianto fotovoltaico di 2,5 kW, presente sulla copertura, mentre un serbatoio da 150 litri fornisce acqua calda sanitaria grazie al calore del sole. E, nel caso in cui l’energia dovesse scarseggiare, basterà qualche pedalata sulla cyclette in soggiorno per ricaricare la batteria di scorta da 10 kWh, calcolata per resistere circa 15 giorni senza alimentazione solare.

Non a caso Biosphera 2.0 è il primo modulo al mondo costruito seguendo i protocolli Passivhaus e Minergie-P., che certificano gli standard di edificio passivo più avanzati. Adesso i ricercatori sperano di replicare le stesse caratteristiche anche per altre tipologie di abitazioni, anche di metratura maggiore.

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