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Bandiera blu 2017, Puglia premiata

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Bilancio positivo per la Puglia. Il Salento fa la parte del leone,carenza di servizi e delle acque bocciano Gargano e litorale jonico. Ok Punta Penna grossa

La bandiera blu sventolante sui cartelli di benvenuto nelle località con affaccio sul mare o sul lago sta per riconoscimento, orgoglio, responsabilità e garanzia della qualità delle acque e dei servizi. Tra conferme ed esclusioni, i quasi 800 chilometri di costa della Puglia ne racimolano undici in questo 2017, su 342 italiane.

Quattro sono quelle assegnate al Salento, compresa Melendugno, la marina in cui è presente il cantiere del gasdotto Tap, cui si aggiungono  Otranto, Castro e Salve. Fasano, Ostuni e Carovigno isseranno la loro bandiera blu nel territorio brindisino, mentre nel Tarantino sarà visibile sulle spiagge di Castellaneta e Ginosa marina. Per Bari solo Polignano a mare e, per la Bat, Margherita di Savoia. La regione nella quale la voce turismo negli ultimi dieci anni è diventata più grossa che altrove nella bilancia economica dimostra che può fare di più.

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Nessuna Bandiera blu al Gargano

Stupisce, ad esempio, che il Gargano, uno dei tratti di costa più belli della penisola, da sempre tra i più apprezzati del territorio, la bandiera blu la vedrà da lontano (la località della Bat è quella più prossima). Nessuna delle sue spiagge o splendide cittadine marinare ha ottenuto l’ambito vessillo, emblema di educazione ambientale, qualità alta delle acque di balneazione, depurazione delle acque reflue, gestione ottimale dei rifiuti, regolamentazione del traffico veicolare, sicurezza e servizi garantiti sulle spiagge.

Bocciate le spiagge dello jonio

È il terzo anno consecutivo che va in scena la bocciatura di un litorale spettacolare, che annovera alcune tra le località e spiagge più suggestive della Puglia (da Baia delle Zagare a Pugnochiuso, da Mattinata a Vieste), con tutta evidenza gestito non al meglio, da operatori privati e amministratori.

Ma la Bandiera blu, riconoscimento internazionale assegnato dal 1987 in 41 paesi dall’organizzazione non-governativa e no-profit Fee (Foundation for environmental education), non campeggerà anche su altri litorali meravigliosi pugliesi. In particolar modo sullo Ionio: per l’intera costa orientale del Tarantino, dove s’incontrano le magnifiche spiagge dalle marine di Leporano, Pulsano, Lizzano e Torricella, fino ad arrivare alle rinomate Campomarino di Maruggio e San Pietro in Bevagna, quella leccese, da Porto Cesareo a Ugento, passando per Nardò e Gallipoli, e Monopoli, nel Barese, nuovamente esclusa. Tutte località potenzialmente meritevoli di poter mostrare la bandiera blu gonfia del vento d’estate, ma evidentemente carenti per servizi e qualità delle acque, nonostante la trasparenza che le contraddistingue.

Otranto ancora una volta bandiera blu

Chi merita di sventolare ancora una volta la propria bandiera blu è certamente Otranto. «È indice di tanto buon lavoro – spiega Luciano Cariddi, sindaco della cittadina adriatica – svolto in questo lungo tempo da una comunità, la nostra, che ha compreso come coniugare al meglio l’idea di crescita territoriale con la salvaguardia e valorizzazione ambientale. Diverse le iniziative attuate durante l’anno, dalla pedonalizzazione del lungomare all’attivazione del percorso istitutivo di un’area marina protetta nello specchio acqueo prospiciente il parco naturale regionale, dalle attività di pulizia del litorale al recupero del nostro patrimonio architettonico, dalla salvaguardia delle acque di balneazione alle attività di sensibilizzazione per la tutela del territorio».

bandiera blu
Il sindaco di Otranto Luciano cariddi mostra la bandiera blu 2017

 

A Torre Guaceto si fa sul serio

Bandiera blu, per il secondo anno consecutivo, anche per Punta Penna grossa, la spiaggia a sud della Riserva di Torre Guaceto. Sembra essere un vero e proprio modello di sostenibilità, tutela dell’ambiente e sociale, con accesso per le persone disabili. La raccolta differenziata dei rifiuti, ad esempio, è svolta a mano al fine di evitare il danneggiamento dei nidi di tartaruga Caretta caretta e del fratino. Il lido è fatto di strutture movibili che vengono installate a giugno e smontate a settembre per limitare l’impatto ambientale. Al bar si servono solo prodotti bio e a chilometro zero, grazie alla collaborazione con i presìdi Slow Food. In più, ci sono attività rivolte ai disabili, per i quali l’accesso al mare è fatto secondo quanto previsto dalla legge, con la creazione di un solarium e l’offerta di bagnini dedicati. Bandiera blu, a quanto pare, più che meritata.

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