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Animali da raccontare

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biogeografia tigri

Una tartaruga restituita al mare, una coppia di tigri in cattività cui gli esperti cercano di garantire il massimo benessere per una futura reintroduzione in natura. Accade in Italia. E oggi è la giornata mondiale della tigre.

animali - tartaruga
Saturnina, l’esemplare di Caretta caretta, salvata da morte sicura lo sciorso orttobre, torna in mare nelle acque del Parco Nazionale Arcipelago La Maddalena

Saturnina torna a casa – E’ stata una grande festa quella che ha accompagnato giorni fa il ritorno al suo ambiente naturale nelle acque del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena di Saturnina, la tartaruga Caretta caretta che lo scorso ottobre era stata recuperata nei pressi di Porto Faro a Palau. L’esemplare di Caretta caretta dal peso di 7,4 kg  aveva quattro lenze che fuoriuscivano dalla bocca al quale erano attaccati rifiuti di grosse dimensioni che impedivano all’animale di muoversi liberamente, lenze che inoltre  avvolgevano tutti e quattro 4 gli arti.

Immediatamente allertato, il personale dell’Ufficio ambiente del Parco aveva trasferito la tartaruga nel Centro di Recupero Animali Marini dell’Asinara – CRAMA Asinara, dove è stata assistita nel corso di questi mesi. E così, quando Saturnina (così è stata battezzata l’esemplare di Caretta caretta) è stata nelle condizioni idonee, è stata è stata accolta da una nutrita folla di bagnanti sulla spiaggia di Porto Faro e trasferita per la liberazione al largo di Punta Sardegna scortata dal personale dell’Ente Parco di La Maddalena, da quello del CRAMA, dalle Amministrazioni comunali di La Maddalena e Palau, dal CFVA – Corpo forestale di vigilanza ambientale e dalla Motovedetta della Capitaneria di Porto di La Maddalena.

La storia di Saturnina che fortunatamente è stata restituita alla piena libertà ricorda ancora una volta quanto possano essere pericolosi per gli animali selvatici i rifiuti sparsi nei nostri mari.

Amka e Luva, le tigri schive – Amka e Luva sono una coppia di tigri siberiane che vive al Parco Natura Viva di Bussolengo (VR). Hanno rispettivamente 10 e 15 anni, e provengono l’uno dallo Zoo di Vienna, l’altra dallo Zoo di Zurigo. «Abbiamo voluto capire se e in che modo la presenza dei visitatori avesse effetto sul comportamento dei due animali», ricorda Caterina Spiezio, responsabile del settore ricerca e conservazione del Parco Natura Viva, che sta studiando i due esemplari in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia. Dallo studio dei comportamenti dei due felini è emerso che in presenza del pubblico Amka e Luva sono molto più riservate, mentre in presenza degli operatori del parco manifestano con più spontaneità i comportamenti tipici della loro specie. Un indicatore importante perché mostra quanto i parchi zoologici possano fare, se vengono realizzati habitat adatti agli animali, per favorire il reinserimento in natura di specie  a forte rischio di estinzione.

animali tigri
Scambio di tenerezze tra Amka e Luva, le due tigri siberiane ospito del parco Natura viva di Bussolengo

Evitare l’estinzione – E questo è il caso della tigre. Amka e Luva fanno parte di una sottospecie originaria delle foreste boreali e temperate della Siberia sudorientale, e sopravvive in quell’habitat con 360 esemplari. Ma la tigre di Bali a partire dal 1937, la tigre del Caspio dopo il 1970 e la tigre di Java negli anni ‘90 sono 3 delle 9 sottospecie ormai estinte del più temibile felino al mondo. Le 6 sottospecie che restano oggi sul Pianeta hanno sopportato una riduzione del proprio habitat originario del 93% negli ultimi cento anni, e sopravvivono in equilibrio sulla soglia dell’estinzione con meno di 3000 esemplari.

Più che un allarme è un grido disperato quello che arriva dall’International Tiger Day, l’istituzione formata nel 2010 che decretò per ogni 29 luglio le celebrazioni per la Giornata Mondiale della Tigre. E che ammonisce: “Avanti così e tutte le tigri viventi oggi in natura saranno estinte nei prossimi 5 anni”.

«Non ci stancheremo mai di ripetere che ci troviamo nel bel mezzo della sesta estinzione di massa delle specie animali e che sui parchi zoologici del Mondo grava la responsabilità di conservare il patrimonio genetico di moltissime specie che in natura vedono la propria fine», aggiunge Cesare Avesani Zaborra, direttore Scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo. «Se l’espansione urbana e agricola continueranno a frammentare le foreste del sud-est asiatico, se la caccia e le catture continueranno ad alimentare il conflitto devastante con le popolazioni umane e se i nostri sforzi per contrastare i cambiamenti climatici continueranno ad essere troppo deboli, l’unico strumento che avremo a disposizione sarà la reintroduzione in natura di esemplari allevati nei parchi zoologici. Tuttavia, si tratta di progetti scientifici lunghi e complessi, che coinvolgono anche le popolazioni locali e che hanno bisogno di decenni per realizzarsi. Quello che possiamo fare per il momento è garantire agli animali il massimo benessere con l’espressione dei comportamenti tipici della specie per una futura reintroduzione in natura».

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