Amianto alla Guardia di Finanza e all’Isochimica, successo dell’ONA

Importante successo dell’Osservatorio Nazionale Amianto in merito alla vicenda del finanziere, componente dell’ONA, settore esposti e vittime, che aveva segnalato la presenza di amianto in una caserma della Guardia di Finanza a Roma. In seguito il ricorso al TAR del Lazio, a firma dell’avvocato Ezio Bonanni, inoltrato anche al Comandante Regionale della Guardia di Finanza, come controinteressato, lo stesso Generale di Divisione Filippo Ridondale ha dapprima riconosciuto al graduato il ruolo di rappresentante della sicurezza e quindi consentito il suo ritorno alla sua caserma di appartenenza. Il graduato era stato oggetto di ordine di trasferimento, illegittimo, da parte del suo diretto ufficiale superiore dopo aver sollevato il problema della presenza di amianto in caserma. Si attende, ora, che il Generale  Ridondale  disponga la bonifica dei siti nei quali c’è ancora l’amianto e «non abbiamo dubbi che egli farà tutto ciò che è necessario perché ciò avvenga», ha riferito l’avvocato Bonanni, presidente dell’Osservatorio.

La giornata è stata positiva anche per quanto riguarda la problematica di Avellino legata all’amianto dell’ex Isochimica. Il sito, dove all’inizio degli anni ’80 sono state scoibentate tremila carrozze delle ferrovie dello Stato per un totale di 20mila quintali di amianto, infatti, oggi ha ricevuto l’ispezione della Commissione Ecomafie della Regione Campania.  L’intervento era stato più volte sollecitato dall’Osservatorio Nazionale Amianto e da esponenti politici locali. Oggi si è potuto, così, accertare la presenza dell’amianto, pericoloso sia per l’ambiente sia per la salute pubblica, che conferma il nesso causale tra le patologie asbesto correlate di oltre cento operai ex dipendenti Isochimica, associati all’ONA, e l’esposizione morbigena in ambito lavorativo.

Anche in questo caso c’è stato un intervento, deciso, dell’Osservatorio, che chiede l’immediata bonifica del sito per evitare altre patologie e che, agli ex dipendenti, vengano riconosciuti tutti i periodi di esposizione, non solo pochi anni, perché possano accedere al prepensionamento, oltre che il riconoscimento dell’INAIL non limitato a pochi punti, con sottovalutazione del danno biologico. L’ONA chiede, inoltre, che siano sottoposti a controlli sanitari anche gli abitanti delle vicinanze del sito ex Isochimica e chiede misure di giustizia nei confronti dei responsabili.

«Finalmente, a distanza di ventiquattro anni dalla chiusura dello stabilimento Isochimica, è crollato il muro di omertà eretto dalle lobby dell’amianto – afferma l’avvocato Ezio Bonanni, presidente Nazionale dell’ONA – che sembravano impermeabili a qualsiasi azione di legalità e di giustizia. È giunto il momento della bonifica e della punizione dei responsabili. Andremo avanti e non ci arrenderemo, sollevando un appello alle popolazioni affinché sostengano i coordinatori locali dell’ONA Carlo Sessa e Francesco D’Argenio, i quali stanno lottando contro tutto e contro tutti affinché la verità e la giustizia vengano a galla, sostenuti da tutte le strutture territoriali dell’ONA».

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