È una Puglia fiera delle proprie origini e delle proprie tradizioni contadine, ma anche capace di guardare al futuro e di immaginare un modello di sviluppo agricolo sostenibile ed attrattivo quella che sembra emergere da uno sguardo d’insieme dei progetti presentati e avviati dai giovani pugliesi nell’ambito di Principi Attivi, fortunata iniziativa della Regione Puglia inserita all’interno del programma regionale per le politiche giovanili Bollenti Spiriti e giunta ormai alla sua seconda edizione.
Una percentuale non trascurabile dei circa 400 progetti finora finanziati dalla Regione per un valore complessivo di 10,5 milioni di euro (senza contare quelli ancora in fase di valutazione relativi al bando del 2010) riguarda, infatti, proprio il comparto agricolo e mira ad imprimere orientamenti più dinamici ed innovativi ad uno dei settori più tradizionali dell’economia regionale, in linea con una tendenza ormai radicata a livello nazionale che – secondo quanto emerge da una recente indagine della Coldiretti su dati Infocamere – sembra confermare il ruolo anticiclico del settore primario nel nostro Paese, con quasi centomila giovani under 35 che solo nel 2009 hanno scelto di porsi alla guida di aziende agricole, in genere di dimensioni medio-piccole.
L’Associazione di Promozione Sociale “ConsumATtori”, ad esempio, con il progetto BIO…Logica-Filiera corta-consumo critico-autoproduzione ha affittato piccoli terreni in diversi comuni pugliesi (Cassano delle Murge, Ceglie Messapica, Castellana Grotte) in cui ha avviato la sperimentazione di tecniche innovative di agricoltura biologica, sinergica, comunque non convenzionale, tramite la creazione di orti e la cura degli alberi da frutto, anche con il coinvolgimento di soggetti appartenenti alle categorie protette, secondo i dettami dell’agricoltura sociale. Per diffondere una nuova cultura del consumo critico e dell’autoproduzione, l’associazione organizza anche corsi di formazione teorico-pratici – come quelli già realizzati sulla potatura dell’ulivo, sull’autoproduzione del sapone, sull’agricoltura “sinergica”, ecc. o quelli in programma sulla panificazione naturale e sulle erbe officinali – che hanno finora raccolto non poche adesioni e suscitato vasto entusiasmo a livello locale, mentre tra gli obiettivi futuri vi è anche la creazione di una rete tra i produttori per la definizione di una filiera corta alla quale i “consumATtori” possano accedere direttamente o tramite la partecipazione a gruppi d’acquisto solidali (GAS), per acquistare prodotti di qualità e locali (a km zero), a prezzi relativamente bassi.

Altrettanto interessante il progetto “N.O.V.A. (Nuovi Orizzonti di Vita Attiva) – BioFattoriaSociale” presentato da un’altra Associazione di Promozione Sociale, TRULLOSOCIALE.NET, la cui mission è quella di promuovere lo sviluppo di un’agricoltura biologica ed ecosostenibile, conciliando l’attività produttiva con l’offerta di servizi innovativi di inclusione sociale e di cittadinanza attiva a vantaggio di soggetti deboli e di categorie protette (diversamente abili, tossicodipendenti, detenuti, anziani, minori, ecc.), in collaborazione con le istituzioni pubbliche e con il mondo del terzo settore. Un’idea, questa che nasce dalla consapevolezza che l’agricoltura può rappresentare una risorsa sociale significativa per rivitalizzare valori basilari quali l’accoglienza, l’inclusione sociale e la reciprocità e favorire, al tempo stesso, la diffusione di stili di vita rispettosi dell’ambiente e delle risorse naturali.
L’Associazione Suitable Water Technologies (SWT) ha, invece, avviato un ambizioso progetto di sperimentazione scientifica ed innovazione della pratica irrigua in agricoltura con particolare riferimento al comparto vitivinicolo (cv Chardonnay e Primitivo), supportato da una vasta attività di ricerca sul ciclo colturale e fenologico della vite, condotta in partnership con prestigiosi istituti agronomici locali (CRA-UTV – Unità di ricerca per l’uva da tavola e la vitivinicoltura in ambiente mediterraneo, Turi – BA; C.I.H.E.A.M. – Centro Internazionale di Alta Formazione Agronomica del Mediterraneo – Divisione Land & Water; I.A.M.B. – Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari; Aziende Agricole Riunite Rochira di Rochira Giuseppe e Raffaele, Castellaneta – TA). Presupposto teorico della sperimentazione avviata è, infatti, la volontà di dimostrare che un equilibrato apporto idrico in vitivinicoltura, calcolato su basi scientifiche, consente di ottenere uve (e quindi vino) di qualità superiore e, nello stesso tempo, rende la pratica agronomica più sostenibile, garantendo un significativo risparmio idrico.
Fortemente orientato alla ricerca e all’innovazione anche il progetto “Renew-EnerGIS”, di Pannova Snc, mirante ad una mappatura delle aziende agricole locali e della relativa produzione di biomasse agricole in Salento, ai fini della valutazione delle potenzialità di attivazione di filiere bioenergetiche corte e medie in grado di recuperare e riutilizzare i residui agricoli per la produzione di biocombustibile (Biochar); mentre nel Foggiano la Food & Technology Consulting Sas, in collaborazione con la Provincia di Foggia e con il Consorzio Matinum ha dato il via alla costituzione di un’Agenzia di Servizi per lo Sviluppo e il Sostegno del Settore Agroalimentare della Capitanata, che ambisce a porsi come punto di riferimento per le aziende del comparto, offrendo loro un servizio completo, che va dalla gestione delle produzioni primarie al riutilizzo dei sottoprodotti, nell’ottica di un’ottimizzazione gestionale e di un sensibile incremento della competitività locale.

Nel Comune di Orsara di Puglia (FG), invece, alcuni giovani imprenditori hanno dato vita alla società cooperativa ANCLET che, nell’ambito del progetto Bio and Bio, è impegnata nell’allevamento di insetti utili, in particolare i Bombi, della famiglia delle Apidae, abitualmente utilizzati in agricoltura per le varie operazioni di impollinazione di importanti coltivazioni quali pomodoro, peperone, melanzana, fragola, melone, pero, kiwi, ciliegio, lampone, ecc., mentre nelle campagne di Trinitapoli (BT) l’Associazione Erba medica ha avviato il progetto Il Giardino dei Semplici, cimentandosi nella coltivazione di piante officinali (lavanda, timo, menta, angelica, maggiorana, verbena, ecc.), non prima di aver condotto un attento studio sulle qualità chimico-fisiche del suolo e sulle caratteristiche idro-climatiche della zona per selezionare le varietà più idonee da piantare. Come pure, estremamente interessante ed originale è il progetto presentato dall’Associazione Apulia EcoSapiens per lo sviluppo di un tutore modulare per alberi e piante realizzato in plastica riciclata, che si prefigge di combinare l’implementazione di innovazioni nel comparto agricolo con il riciclaggio ed il rispetto dell’ambiente (importanti collaborazioni sono state già avviate, in tal senso, con il Comune di Lequile, con alcuni viticoltori di Oria, con il centro Bonsai il Leccio e con la Fiera Campionaria di Galatina).
Esempi virtuosi, questi, della possibilità di conciliare tradizione e innovazione attraverso un progressivo e calibrato ricambio generazionale, che solo può garantire l’introduzione di tecnologie all’avanguardia e di orientamenti più competitivi nell’ambito del comparto agricolo e, al tempo stesso, il trasferimento nelle mani dei giovani di una millenaria sapienza produttiva che, altrimenti, andrebbe definitivamente perduta.





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