Sta per concludersi il Semestre di Presidenza italiana dell’Unione Europea. A inizio Semestre, il premier Matteo Renzi presentò il Programma Europa un nuovo inizio, formulando un «impegno per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva».
Il WWF sottolinea come il Governo italiano non sia stato all’altezza dei suoi propositi. Poco incisive, a detta degli ambientalisti, le scelte in grado di coniugare la salute dei sistemi naturali con il reale benessere e sviluppo della società: tale connubio dovrebbe seguire principi di equità, innovazione ed efficienza nell’uso delle risorse, di tutela e valorizzazione del capitale naturale e dei servizi ecosistemici e per la decarbonizzazione del sistema economico. D’altro canto, il WWF evidenzia le scelte adottate, di concerto con gli ambientalisti, su alcuni temi come clima e natura.
Sul pacchetto Clima ed Energia 2030 è sicuramente positivo essere arrivati a Lima ad una prima definizione dei target. Tuttavia, il risultato è stato debole, al di sotto di quanto ci si aspettava dall’Unione Europea stessa, anche in vista dell’accordo globale sul clima. Gli obiettivi per efficienza energetica e rinnovabili, osserva il WWF, sono vicini o addirittura al di sotto delle attuali tendenze di crescita. Il mercato del carbonio rischia di rimanere irrilevante nella politica sul clima per un decennio. La UE dovrà rivedere i suoi obiettivi verso l’alto, come chiediamo di fare anche agli altri paesi nell’ambito dei negoziati alle Nazioni Unite per chiudere un accordo globale sul clima che sia significativo a Parigi per la COP 21 nel dicembre 2015.
Sull’attuazione della Convenzione internazionale sulla Biodiversità, da PyongChang sono arrivati segnali positivi con la definizione di misure e azioni concrete. Sarà accelerata l’implementazione del Piano strategico per la Biodiversità 2011 e 2020, raddoppiati i finanziamenti dedicati alla tutela della biodiversità da parte dei Paesi sviluppati e per la necessaria integrazione della biodiversità negli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite post 2015. Si tratta di misure e azioni che sono anche il risultato del pressing del WWF su scala globale, europea e nazionale. La Carta di Roma sul Capitale Naturale e Culturale prevede di ridurre i sussidi dannosi per l’ambiente, attuare metodologie per contabilizzare il Capitale Naturale e includere gli approcci ecosistemici in tutte le decisioni, le pianificazioni e la gestione del territorio.
Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, infine, hanno accolto molte richieste formulate dal WWF. In particolare, è positiva l’enfasi indicata alla lotta ai cambiamenti climatici, l’importanza della gestione e della tutela delle risorse naturali e la salvaguardia dei servizi ecosistemici come punto di riferimento per lo sviluppo sostenibile e la riduzione della povertà in tutto il mondo. Importante anche il riconoscimento del fatto che le sfide globali richiedono soluzioni globali e che dunque gli obiettivi di sviluppo sostenibile si devono applicare a tutti i paesi, sviluppati e in via di sviluppo.


