Alluvione d’ottobre: danni per 37 milioni di euro

La sensazione che fossero elevatissimi i danni provocati ai floricoltori di Leverano e Nardò dall’alluvione del 6 e 7 ottobre scorsi è confermata dall’accertamento condotto dall’Ufficio provinciale dell’Agricoltura e Alimentazione di Lecce: 37 milioni di euro. La relazione prodotta a metà novembre è stata sottoposta alla giunta regionale che qualche giorno fa ha stabilito di trasmetterla al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali per ottenere il necessario decreto di finanziamento. La relativa deliberazione è firmata dal Direttore dell’Area Politiche per lo Sviluppo rurale, Gabriele Papa Pagliardini e dall’assessore alle Risorse Agroalimentari, Fabrizio Nardoni. 

L’eccezionalità dell’evento alluvionale di inizio ottobre è chiarissima nella relazione, supportate dalle tabelle, prodotte dall’Area Politiche di Sviluppo Rurale della Regione, dalla quale si evince che, in alcuni punti, nelle sere, l’acqua ha superato il metro di altezza. In località “Agre” a Leverano, è stata registrata una quantità di pioggia pari a 150,5 millimetri, vale a dire un terzo delle precipitazioni che si registrano nell’arco di un intero anno.

L’alluvione dello scorso ottobre ha messo in ginocchio anche le campagne di Nardò

Nei territori di Leverano e Nardò, sono stati rilevati gravissimi danni alle coltivazioni di ciclamini, anturium, crisantemi, ortensie, ibiscus, diplademia, bucanville, gerbere, piante ornamentali, così come alle piante di pomodori, zucchine e melanzane, proprio a causa dell’acqua depositatasi per più giorni all’interno delle serre.  «L’avversità – recita la relazione – si è verificata nel momento in cui i floricoltori della zona si apprestavano a raccogliere i primi frutti in vista delle festività di Ognissanti, periodo di maggior commercializzazione del prodotto».

Fu un colpo durissimo, tanto più se si considera che le aree di Leverano e Nardò, unitamente a quella di Taviano, rappresentano le zone di eccellenza della floricoltura salentina, con un valore proporzionale alla superficie totale (di 14 mila ettari) pari a 90 milioni di euro. Tra l’altro, nelle aree di Taviano e Leverano (dove si registra la maggiore produzione “ornamentale”), la crisi, proprio nell’ultimo periodo, ha imposto un drastico crollo dei prezzi e dei fatturati.

Le serre di Taviano e Leverano (nella foto) hanno visto distrutto il 40% della produzione per un danno di 36.607.500 euro

Le piogge hanno distrutto il 40% della produzione coltivata, per un valore complessivo di 36.607.500 euro. Le coltivazioni maggiormente colpite sono risultate quelle “ortive” in pieno campo, quelle di fiori recisi, piante ornamentali, foglie e fronde di serra, floricole in pieno campo.

Stiamo parlando di un settore produttivo caratterizzato da piccole aziende condotte da proprietari o da affittuari coltivatori diretti. A fronte di una maggiore propensione della “conduzione diretta” del coltivatore su terreni di proprietà o in affitto, si registra una minore propensione alla proprietà capitalistica. La speranza di ottenere un adeguato risarcimento ora è sicuramente più realistica. Nelle zone delimitate per le colture che registrano un danneggiamento superiore al 30%, potranno essere applicati  gli interventi previsti dal Decreto legislativo 102 del 29 marzo 2004: credito agrario e agevolazioni previdenziali.

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