
E’ online la nuova mappa interattiva da parte del Ministero dell’Agricoltura per poter scoprire gli oltre 4600 alberi monumentali sparsi sul nostro territorio e poterne apprezzare le loro caratteristiche. Posizione, caratteristiche e valore storico sono alcune delle informazioni che accompagnano le fotografie
Li chiamano “patriarchi della natura”, alberi monumentali sparsi sul territorio italiano e, nel caso della Puglia, se ne contano ben 215 su tutto il territorio regionale. Dal grande Leccio di Torremaggiore in provincia di Foggia a quello di Martina Franca, dal Pino d’Aleppo di Palagiano al Gelso Bianco di Altamura di Bari, solo per fare alcuni esempi.
Il Ministero dell’Agricoltura ha pubblicato una mappa interattiva per esplorare, capire dove si trovano per apprezzare meglio. Gli Alberi Monumentali d’Italia (AMI) sono tutelati dalla Legge n. 10/2013 e sono alberi ad alto fusto che possano essere considerati come rari esempi di maestosità e longevità, per età o dimensioni, o di particolare pregio naturalistico, per rarità botanica e peculiarità della specie, oppure rappresentano un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale, documentario o delle tradizioni locali.
Tantissimi gli alberi monumentali pugliesi, vere oasi naturalistiche contro il caldo
A Lesina, in località Bosco Isola, c’è un grande esemplare isolato di ginepro coccolone su duna, raro per dimensioni nell’area. Lo descrivono sulla mappa con un “portamento a bandiera”.
A Vieste, in località Sagro, c’è una Quercia di 30 metri di altezza, un albero di “importanza monumentale per età, dimensioni, forma e portamento fortemente ramificati (diramazioni monumentali e molto articolate). Si tratta di uno degli alberi più grandi del promontorio garganico”.

A Bari, nei giardini di Piazza Umberto I, c’è una pianta, originaria del sud america, la Fitolacca Arborea, un grande albero sempreverde originario del Sud America (di imponente presenza soprattutto presso la Pampas argentina) ormai largamente diffusa in ambiente mediterraneo, dove il clima mite sembra favorire il suo sviluppo. A partire da fine Ottocento infatti le aree verdi che univano assieme a via Sparano, la città vecchia con il nuovo polo cittadino, decorando e ornando la zona Ateneo, si arricchirono di specie esotiche provenienti in gran parte dalle Americhecome la Fitolacca Arborea ormai diventata una cara presenza e un fresco rifugio nelle calde e afose giornate estive.
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A Polignano a Mare, in località La Grave, è possibile ammirare un Carrubo di notevoli dimensioni che lasciano intendere che l’albero ha superato i 100 anni. Il tronco è ricco di costolature, gibbosità e fessurazioni che lo rendono particolarmente bello. Da sapere che la coltivazione del carrubo era diffusa nella fascia costiera pugliese sino alla prima metà del secolo scorso: le silique erano utilizzate sia per l’alimentazione del bestiame sia per l’alimentazione umana tra le fasce più povere della popolazione. I pochi esemplari sopravvissuti all’abbandono della coltivazione rappresentano un tipico elemento del paesaggio collinare del sud est barese.
Nel comune di Vernole (Lecce) in località Pisignano, c’è un Leccio conosciuto come “lizza te lu motta“, il Leccio del Motta, forse dal cognome dell’originario proprietario del fondo agrario, oppure come la “lizza dei briganti” perché durante il regno dei Borboni probabilmente offriva rifugio a bande di malviventi. E così via, l’elenco per fortuna è molto lungo e sono tantissimi gli alberi monumentali da poter andare a trovare per ammirarli.
Come navigare nella mappa e segnalare altri alberi monumentali
Accedere alla mappa interattiva è semplice: basta aprire Google Maps e caricare il catalogo ufficiale degli alberi monumentali. A quel punto, è possibile navigare con gli strumenti di geolocalizzazione per trovare gli esemplari più vicini o cercare specifici alberi in base alla località o alle coordinate.

La mappa fornisce una scheda dettagliata con foto, informazioni dendrometriche (altezza, circonferenza, età, specie) e criteri di monumentalità. Questa banca dati rappresenta un passo avanti nella tutela e nella valorizzazione di questi giganti verdi, il cui censimento è iniziato già nel 1982 con un’imponente ricerca condotta dal Corpo Forestale dello Stato.
Da segnalare che l’elenco degli Alberi Monumentali è in continua evoluzione.
Se si ritiene che un albero del proprio territorio possa rientrare tra questi giganti verdi, si può segnalarlo alle autorità competenti tramite la compilazione di una scheda dettagliata, accompagnata da fotografie e documentazione utile, da inviare al Comune di riferimento e alla Regione. Dopo un’attenta verifica, l’albero potrebbe essere incluso nell’elenco ufficiale, garantendone la tutela e la valorizzazione.
Come scrive il giornalista dendrogastronomico modenese Carlo Mantovani, “Seguite i grandi alberi: vi porteranno in grandissimi posti”.


