La bicipolitana pesarese

Una bicipolitana unisce Pesaro a Berlino. Idealmente. La città capoluogo della provincia urbinate punta alla mobilità sostenibile e trova nelle due ruote la chiave di volta per rendersi europea… al pari della capitale tedesca

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La di ha al suo attivo oltre 65 km. di pista ciclabile

Utilizza lo schema delle metropolitane di tutto il mondo la bicipolitana di Pesaro, secondo Comune per numero di abitanti (più di 95mila) nelle Marche. Oltre 65 chilometri di pista ciclabile (così stimati a fine 2011), segnalati all’utente attraverso un sistema di itinerari che collegano le diverse zone della città, distinti nelle varie linee: la linea azzurra dal porto a Fosso Sejore, la linea verde da Baia Flaminia a Borgo Santa Maria lungo il fiume Foglia, e così via. Una metropolitana di superficie, dove le rotaie sono i percorsi ciclabili e le carrozze sono le biciclette… per spostamenti rapidi, con zero spesa, zero inquinamento, zero stress.

Nel 2005 è stato inaugurato il primo stralcio della pista ciclabile Pesaro-Fano, che poi nel tempo si è sviluppato per tutto il litorale verso sud, fino alla terza città delle Marche appunto (con oltre 64mila abitanti), servendo gli stabilimenti balneari e offrendo una

I diversi itinerari sono segnalati con colori e numeri diversi a seconda delle zone toccate

spettacolare passeggiata al fianco della battigia. Nel 2007, questa pista ciclabile – che ha “salvato dalla strada” e quindi dai pericoli della Statale Adriatica numerosi cittadini – ha vinto anche il premio nazionale “Comuni 5 stelle” indetto dall’Associazione Comuni Virtuosi per la categoria “”. Oggi chi abita in città, Pesaro o Fano che sia, non può non avere almeno un amico che, mare a parte anche per lavoro, faccia il pendolare… sulle due ruote!

Ad incrementare ulteriormente il percorso ciclabile, grazie al cofinanziamento del Ministero dell’Ambiente, anche la pista lungo il fiume Foglia intitolata a Umberto Cardinali, che fu patron della Ifi (ditta leader a livello mondiale in banchi frigo che ne ha finanziato la realizzazione), ma anche fondatore di Cicli Adriatica e corridore al Giro d’Italia, un centenario di tempra insomma.

Ma quando si parla di due ruote a Pesaro, la storia si fa lunga. Per cittadini e turisti è da tempo attivo il servizio di bike-sharing “C’entro anch’io”, per incentivare la mobilità sostenibile anche in favore di chi arriva da quartieri perifici o con bus/treno/auto.

Da anni è attivo il servizio di byke-sharing "C'entro anch'io"

Per muoversi in centro ecco allora un servizio, attivato dal Comune in collaborazione con la Regione: mediante una semplice iscrizione è consentito il prelievo e l’utilizzo del mezzo in modo gratuito, dalla stazione, dal mare, dalla principale fermata dei tram, dal parcheggio scambiatore di San Decenzio… così come dalle altre città italiane che sono partner del progetto. Mentre a promuovere il cicloturismo ci pensa poi “Guidaciclo” (anche in versione pdf) con i suoi 13 itininerari “da Pesaro all’entroterra pedalando tra mare e colline”.

Insomma, come di recente ha scritto su Sette del Corsera anche Alberto Fiorello, responsabile Legambiente per le aree urbane: “Bolzano, Ferrara e Pesaro già adesso ricordano le più ciclabili capitali europee come Berlino o Copenaghen e il loro esempio può forse tirare la volata dei centri urbani dove per veder passare tanti ciclisti bisogna ancora aspettare il Giro d’Italia”.

 

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