Pubblicato alle da & nella categoria Accade altrove, Featured.

È il 1873 quando il romanziere francese Jules Verne conclude e pubblica una delle sue opere meglio riuscite, pietra miliare della letterature francese ed europea: Il giro del mondo in ottanta giorni – probabilmente ispirato all’impresa di George Francis Train, uomo d’affari americano che compì questa impresa tre anni prima –, che ha per protagonisti il londinese Phileas Fogg ed il suo servitore Passepartout. A circa 140 anni dalla mirabolante avventura narrata da Verne, ci troviamo di fronte ad un evento per certi versi assai simile.

La storia si ripete…on the road – Il curioso remake parla ancora francese, e sempre due sono i protagonisti: Xavier Degon e Antonin Guy; questi giovani ingegneri (rispettivamente di 27 e 28 anni) hanno intrapreso lo scorso 11 febbraio un viaggio in giro per il mondo che da Strasburgo, nell’arco di 8 mesi, li vedrà percorrere le strade di Francia, Belgio e Olanda, attraversare in nave l’Oceano Atlantico sbarcando negli Stati Uniti e, dopo aver tagliato da oriente ad occidente il suolo americano, reimbarcarsi in direzione Giappone, e da lì Cina, Kazakistan, Russia, Europa Orientale per, infine, ritornare a casa.

Il giro del mondo sull'auto elettrica è partito lo scorso 11 febbraio

Nulla di straordinario, se non fosse che il nuovo giro del mondo è e sarà realizzato su una Citroen C-Zero, vale a dire un’auto elettrica di serie. Ed ecco allora che quello di Degon e Guy non è un viaggio di piacere, bensì parte dell’ambiziosissimo progetto denominato “Electric Odyssey”. L’impresa si preannuncia emozionante, ma anche molto ardua, se si pensa che la vettura ha un’autonomia di circa 150 chilometri e per i 25 mila chilometri che affronterà nell’itinerario prestabilito sono necessarie almeno 300 ricariche; a tal proposito, come segnalato anche da Ecomotori, «tramite il sito internet www.electric-odyssey.com, i due pionieri chiederanno a tutti coloro che si trovano sulla loro strada di diventare “Plugger”, cioè di offrire una presa di corrente per contribuire alla riuscita della loro impresa».

La Citroen C-Zero avrà bisogno di 300 ricariche per i 25mila km di viaggio previsti

“Electric Odyssey” e non solo La volontà di questo evento è promuovere nel mondo la mobilità elettrica, come già negli ultimi anni sta succedendo con altri progetti: tra questi ce n’è uno totalmente “made in Italy” e vede coinvolti Telecom Italia e Ubi Connected. L’opera congiunta delle due società prevede la “trasformazione” delle vecchie cabine telefoniche – la maggior parte delle quali in stato di degrado, nonché antiestetiche – in distributori di elettricità e piattaforme tecnologiche web-telefoniche, tutte corredate (naturalmente) di pannelli fotovoltaici. Sfortunatamente la Citroen C-Zero non farà tappa in Italia, e pertanto queste cabine non potranno essere testate dai due ingegneri transalpini.

Alla fine dei conti, se il viaggio di Phileas Fogg è stato emblema del grande progresso tecnologico nell’ambito della mobilità, altrettanto si può dire dell’“Odissea Elettrica” per la mobilità sostenibile: perché, come ricorda il motto di questa esperienza, «se un’auto elettrica può fare il giro del mondo, allora chiunque può utilizzarla per andare a fare la spesa». Allora, cari Xavier Degon e Antonine Guy, a questo punto non resta altro che augurarvi…Bon Voyage!

Scritto da: Claudio Mastrodonato

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>