E’ esile e leggera, agile e sfuggente. Molti la trovano decisamente bellissima. Segni particolari? Ha raggiunto gli 88 km/h di velocità, grazie esclusivamente ai raggi solari. Non stiamo parlando di una nuova star del cinema o del mondo della televisione, bensì di Solar Race Sunswift IV, o più semplicemente IVy.
Questa particolare vettura è stata realizzata in Australia da uno staff di circa sessanta studenti di diverse facoltà dell’Università del New South Wales (UNSW) e portata in pista lo scorso 7 gennaio per testare le sue potenzialità. Due esperti piloti – Barton Mawer e Craig Davis – sulla pista di decollo nella base della Marina militare a Nowra (a sud di Sydney) hanno avuto l’onere e l’onore di dar impeto a tutti i metaforici “cavalli” di questo autentico gioiellino, figlio della tecnologia applicata all’utilizzo delle fonti alternative di energia.
Ma come si presenta esteticamente, ma soprattutto scientificamente, IVy? Ha la grandezza di una comunissima berlina, ma è alta la metà e pesa circa un decimo. Il suo corpo aerodinamico, definito tear drop (a goccia o a lacrima), ha una batteria a polimeri di litio che pesa pochissimo, solo 25 kg, ed un’efficienza addirittura del 98%, poiché il mezzo di trasporto è ricoperto, nella quasi totalità, di celle di silicio – circa 400 – che consentono all’autovettura di raggiungere alte velocità richiedendo una energia di appena 1300 Watt: per i meno esperti in termini numerici, è lo stesso potenziale richiesto al tostapane per cucinare un toast. Insomma, una vera e propria automobile ad impatto zero.
Per gli amanti delle statistiche, ricordiamo che la velocità di punta raggiunta da IVy è entrata nel Guinness World Record, in quanto è stato abbattuto il precedente massimo rilevamento, che risale addirittura al 1988: l’auto alimentata dal Sole, denominata Sunraycer e di proprietà della General Motors, vicino ad Adelaide, sempre in Australia, raggiunse un picco di 79 km/h, ma, come si suol dire, “i record sono fatti per essere battuti”, e anche se son passati più di vent’anni, le sperimentazioni e i test hanno portato i frutti sperati. Anzi, anche di più. Gli stessi tecnici di IVy, infatti, sono rimasti sbigottiti e piacevolmente sorpresi nel constatare che tale velocità massima (ricordiamo, 88 km/h) è stata espressa alle 10.32 della mattina, e non nell’orario immediatamente successivo al mezzogiorno, quando, cioè, i raggi solari giungono perpendicolari sulla Terra, aumentando la possibilità di un risultato ancora più importante ed oltre ogni più rosea aspettativa. Ciò vuol dire che ci sono margini per migliorare ancora, e che la strada intrapresa in questo ambito di ricerca e sperimentazione scientifico-tecnologica è giusta e merita di essere perseguita. Anche per dar credito ai giovani e alla loro creatività.




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