Accade altrove
Consumo di suolo? No grazie
Inserito da Gian Paolo Locatelli |
aprile 11th, 2010 alle 6:36 |
Category: Accade altrove |
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A Cassinetta di Lugagnana le casse comunali si arricchiscono non più con gli oneri di urbanizzazione ma con interventi che rispettano l’ambiente. Persino nel cimitero
Amministrare senza consumare suolo è possibile? Questa è la domanda che si sono posti a Cassinetta di Lugagnano all’inizio del nuovo secolo e a distanza di anni hanno dimostrato che tutto ciò è possibile. Certo per un paese con poco più di 1.800 abitanti della provincia ovest di Milano, sottoposto come tanti altri ad un incremento della popolazione, è una scelta “normale” ricorrere agli oneri di urbanizzazione per coprire le voci di spesa corrente,
cioè concedere pezzi del territorio circostante sottraendolo alle attività locali – ad esempio l’agricoltura - perché con quello che si incamera con gli oneri di urbanizzazione e ICI si possono coprire parte delle spese correnti.
A Cassinetta il livello di consumo di suolo ha raggiunto il 35% (un dato che proviene dagli studi fatti dalla Provincia di Milano e che fa una media tra le diverse realtà dell’hinterland meneghino) e procede a ritmi incalzanti, per cui quella di questa piccola comunità immersa nel Parco del Ticino è stata una scelta in controtendenza, una vera e propria scommessa, tanto più in un momento di sofferenza economica per le amministrazioni locali sempre più impegnate a far cassa con i proventi dei nuovi insediamenti. Si è deciso, infatti, lasciare inalterato il patrimonio ambientale di Cassinetta di Lugagnano, rinunciare a nuove costruzioni, accettando, quindi, anche un aumento delle imposte comunali.
Ma com’è nata questa iniziativa? A rispondere al quesito è Domenico Finiguerra, sindaco al secondo mandato, del piccolo paese milanese: «Nel 2000 abbiamo lanciato questa proposta chiara, che se avessimo vinto le elezioni ci saremmo impegnati a bloccare l’espansione urbanistica, puntando esclusivamente al recupero dell’esistente». La proposta ai cittadini e piaciuta e nel 2001 è arrivato il successo elettorale. Due anni fa poi è stato varato il Piano di governo del territorio e per l’Amministrazione guidata da Finiguerra è arrivata anche la seconda conferma, con un incremento in percentuale di votanti di 13 punti.
Al di là delle parole poi ci si è dovuti confrontare con i problemi di bilancio, perché è inutile nasconderlo, ma gli oneri di urbanizzazione sono una leva importante per i bilanci comunali. E come hanno deciso di risolverlo, a Cassinetta, tale dilemma? «Emancipare il bilancio da queste entrate ha richiesto un impegno nuovo – replica il sindaco – e avendo pochissime leve sulle quali operare, ci siamo dovuti inventare qualcosa di nuovo. In primo luogo il risparmio energetico: quindi pannelli solari e la sostituzione delle lampade del cimitero con dei led che, con un investimento di 2.000 euro, permettono un risparmio di 2.500 euro all’anno.
Poi sono state tagliate le spese di rappresentanza, non abbiamo addetti stampa e la politica è intesa come volontariato; infine è stata aumentata l’ICI sulle seconde case e sulle attività produttive (al tetto massimo del 7‰, ndr) e abbiamo creato nuove fasce di reddito più alte, alle quali far pagare di più i servizi a domanda individuale». Grazie a questo “stratagemma” il Comune ha recuperato i fondi per finanziare e costruire la nuova scuola materna. Ma l’iniziativa sicuramente più fantasiosa è quella dei “Matrimoni per la terra”, una sorta di tassa chiesta a chi sceglie Cassinetta con le sue splendide ville settecentesche come location per le proprie nozze, che lo scorso anno ha fruttato alle casse comunali 16mila euro e che per l’anno in corso vanta già prenotazioni per circa 8mila euro. Alla base di questa scelta, c’è un preciso ragionamento, condiviso da tutta la Giunta comunale e che lo stesso Finiguerra riassume così: «Le motivazioni di questa scelta sono fondamentalmente quattro. Tutelare l’agricoltura, diminuire l’impronta ecologica, un contrasto al modello culturale di crescita spinta e la responsabilità verso le nuove generazioni». E per il futuro l’Amministrazione di Cassinetta si augura possa svilupparsi un meccanismo che vada a premiare i comuni virtuosi e per questo ha aderito all’associazione dei Comuni virtuosi (www.comunivirtuosi.org) con lo scopo di promuovere campagne di questo tipo su tutto il territorio nazionale. Insomma il suolo è un bene non rinnovabile; preservarlo da un indiscriminato utilizzo è quindi un impegno sì oneroso, ma fattibile e l’esperienza di questo piccolo borgo alle porte della grande metropoli milanese dimostra quanto sia fattibile ed economicamente sostenibile.







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