Solar City: la nuova “città del sole”

A Linz, in Austria, una nuova idea di città ideale. Dove il low cost incontra l’ambiente Continua a leggere

Sapevate che la quantità di luce che raggiunge la superficie della Terra ogni ora, opportunamente convertita in , sarebbe sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico mondiale per un anno? E allora perché farsi scappare una simile risorsa?

È questa l’idea di fondo che ha ispirato l’urbanista austriaco nella di , nuovo quartiere residenziale a pochi chilometri dal centro di , esempio virtuoso e lungimirante di bioarchitettura sostenibile applicata non già ad un singolo edificio, bensì ad un intero distretto urbano.

Uno scorcio di SolarCity
Uno scorcio di SolarCity

L’avvio della progettazione urbanistica di questa pioneristica “città solare” risale ai primi anni ’90, quando la municipalità di Linz commissionò a Rainer il nuovo piano regolatore urbano e il masterplan per un nuovo quartiere residenziale, che sarebbe dovuto sorgere nell’area di Pichling (7 km a sud del centro cittadino) e avrebbe dovuto accogliere fino a 25.000 abitanti, decongestionando il centro città, non più in grado di assorbire la crescente richiesta di alloggi.

La progettazione architettonica fu, invece, affidata a , pioniere dell’architettura sostenibile fin dagli anni ’70, incaricato di coordinare un team d’eccezione di architetti e progettisti, tra cui figurano nomi del calibro di Norman Foster, Richard Rogers, Norbert Kaiser e , insieme al paesaggista Peter Latz, tutti raggruppati sotto il nome di READ, acronimo di Renewable Energies in Architecture and Design. Un progetto, questo, reso possibile anche grazie ai finanziamenti di Bruxelles – puntualmente erogati nel ’95 quando l’Austria entrò a far parte dell’Ue -  e ad un accordo economico siglato con 12 imprese di costruzione no profit.

 

Edifici a SolarCity
Edifici a SolarCity
bioarchitettura e fruizione dei luoghi si incontrano a SolarCity
bioarchitettura e fruizione dei luoghi si incontrano a SolarCity

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggi Solar City è in parte realizzata e ospita circa 3.200 persone, destinate certamente ad aumentare negli anni a venire. Coniugando etica ed , design, funzionalità e low cost, la “città solare” è interamente costruita secondo i più moderni criteri dell’architettura sostenibile a basso costo e a basso consumo energetico. La forma compatta degli edifici per ridurre al minimo la dispersione di calore, il loro giusto orientamento bioclimatico, i frangisole regolabili, le serre, i giardini d’inverno, le ampie superfici aperte e le vetrate protette da aggetti e balconi, la copertura dei passaggi pedonali con vetrate policrome e specchi riflettenti: ogni singolo dettaglio è sapientemente studiato per unire qualità abitativa e risparmio energetico, praticità e cura del particolare. Il tutto supportato da un complesso substrato tecnologico, ovvero da ciò che Herzog definisce il progetto invisibile: un’articolata rete di centraline e impianti sotterranei che sfruttano l’energia solare per produrre elettricità e acqua calda, per regolare la ventilazione e persino per separare le acque di scarico, convogliandole verso i campi agricoli della zona attraverso l’uso di toilettes speciali.

Dal punto di vista sociale, invece, Solar City è organizzata come una piccola comunità pressoché autosufficiente: i complessi abitativi sono raggruppati intorno ad una serie di densi nodi multifunzionali, quelli che Herzog chiama i magneti sociali del quartiere, accuratamente progettati per riunire servizi e attrezzature, dalla biblioteca comunale al centro sociale, dal presidio sanitario alla scuola elementare, dalla nursery ad altre attività integrate, oltre ovviamente a banche e negozi. Ognuna di queste aree è facilmente raggiungibile a piedi da ogni punto del quartiere, dal momento che l’uso dell’automobile è scoraggiato, quando non addirittura proibito. In compenso, una rete di percorsi ciclo-pedonali protetti dal traffico attraversa l’intera area del quartiere, mentre una linea metropolitana leggera collega direttamente Solar City al centro di Linz e ai laghi vicini.

un angolo di SolarCity
un angolo di SolarCity

Qui, però, non è solo questione di architettura: ad essere chiamati in gioco sono anche i dei residenti, incoraggiati a contribuire attivamente alla sistemazione dei giardini adiacenti alle abitazioni e alla manutenzione di alcuni spazi pubblici, come responsabile contributo al della collettività.

Questa voce è stata pubblicata in Accade altrove e taggata come , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi ai segnalibri il permalink.

Post correlati:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>