Risparmio energetico, gli italiani lo vogliono in casa, ma…
Il 63% degli italiani vuole una casa costruita secondo i criteri si sostenibilità ambientale, ma la via per le case “risparmiose” è ancora tutta in salita. Le indicazioni dell’Unione Europea
L’Europa dichiara guerra allo spreco di energia e lo fa in maniera molto concreta, con un “pacchetto” Clima/Energia che accentua la posizione unilaterale dell’Europa. L’obiettivo è quello di ottenere una riduzione del 20% delle emissioni europee di CO2, che corrisponde a meno del 4% su scala globale, ma che sarebbe già un primo passo verso la certezza di una migliore vivibilità.
L’aumento della domanda di energia primaria mondiale, infatti, sostenuta dai combustibili fossili, ha ormai raggiunto i livelli di guardia: si calcola che nel 2020 le emissioni di CO2 saranno superiori di oltre il 60% ai livelli del 1990.
Insomma, alla luce di questi dati è giusto pensare a cosa si possa fare per salvaguardare il nostro ambiente ed il primo passo è sviluppare una coscienza ambientalista. Poi subentrano gli aspetti pratici, come la costruzione di nuovi edifici (privati o no) che rispettino rigidi principi di efficienza energetica e che siano alimentati da energie rinnovabili. Attualmente sono proprio questo tipo di costruzioni ad utilizzare il 40% di tutta la rete energetica e sono responsabili del 36% delle emissioni totali di CO² della Ue.
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Quali sono, allora, le misure da rispettare?
Per iniziare, già dal primo luglio 2009 tutti gli edifici (esclusi box e cantine) devono avere un attestato di certificazione energetica (Ace), un documento che valuta l’immobile dal punto di vista del consumo energetico e gli assegna una classe. Per un appartamento di 120 metri quadri la differenza tra la classe energetica G (bassa qualità) e B (buona qualità) può comportare una divario nella spesa per il riscaldamento di quasi 2.000 euro l’anno.
La certificazione energetica, oltre a essere obbligatoria per la compravendita di un immobile di nuova costruzione o oggetto di una ristrutturazione complessiva, costituisce anche un valore aggiunto in caso di vendita. Inoltre è necessaria per accedere a eventuali incentivi o agevolazioni economiche. In caso di riqualificazione energetica, infatti, è possibile accedere ad una detrazione del 55% delle spese sostenute, con un importo massimo di spesa che varia a seconda della tipologia di lavori effettuati.
Un altro aspetto non trascurabile, inoltre, riguarda certamente i costi di costruzione per una casa ecologica. E’ vero che sono in media più alti del 10-15%, ma possiamo considerare questi soldi un vero e proprio investimento per il futuro. Dal punto di vista energetico, infatti, questo tipo di costruzioni garantisce un risparmio del 25-30%, mentre il risparmio economico sulle spese annue può arrivare al 38%.
Secondo un’indagine realizzata per conto del portale immobiliare Casa.it, il 63% degli italiani desidera «un’abitazione costruita secondo principi di eco sostenibilità» e il 57% ha già previsto interventi di ristrutturazione energetica. Tuttavia al momento solo il 32,8% abita in case parzialmente o integralmente costruite secondo criteri di eco sostenibilità. Un gap da colmare entro il 2020.













