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Energia rinnovabile, nelle Marche si fa sul serio

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di Sanzia Milesi

Comuni al 100% rinnovabili, che soddisfano con energia pulita sia i fabbisogni elettrici che termici delle famiglie: riscaldamento delle case, elettricità, acqua calda per usi sanitari. In Italia il WWF per l’annuale dossier 2010 ne ha contati 15, tutti dislocati nel Nord Italia, tra le tre province di Aosta, Trento e Bolzano. A fianco a queste esperienze, premiato per “investimenti lungimiranti e risultati che vanno oltre la risposta a obiettivi energetici e ambientali”, il comune anconetano di Maiolati Spontini nelle Marche, circa seimila abitanti sulla vallata del fiume Esino in uno dei pittoreschi Castelli di Jesi. 

<p>La centrale a biogas a Maiolati Spontini  </p>

La centrale a biogas a Maiolati Spontini

scorcio del comune di Maiolati Spontini (AN)

scorcio del comune di Maiolati Spontini (AN)

 

 

 

 

 

 

 

 

Ricetta vincente il suo mix energetico: 135 Kw di pannelli solarifotovoltaici, 400 kW di mini-idroelettrico e un impianto a biogas da discarica molto interessante, tanto interessante da essergli valso appunto il Premio Comuni rinnovabili 2010. Certificato Emas e gestito one della società Sogenus, partecipata comunale, l’impianto è composto da due centrali di 4.130 kilowatt di energia complessivi, che producono 17 milioni di kilowatt/ora all’anno, ossia sostengono il fabbisogno di circa 4mila famiglie. Il miglioramento ambientale si stima possa derivare dalla captazione di quasi 40mila metri cubi al giorno di un inquinante come il biogas da discarica, saturo di sostanze chimiche inquinanti e composto per circa un 55% di metano, 35% di anidride carbonica e 6% di azoto. Al momento, uno degli ultimi dati che indicavano il volume di rifiuti dell’impianto si aggirava sulle 38mila tonnellate l’anno. La previsione è che in dieci anni verranno prodotti 200 milioni di kWh elettrici e risparmiati 8 milioni di metri cubi di metano all’anno, favorendo una riduzione dell’emissione di anidride carbonica in atmosfera pari a 168 milioni di metri cubi annui.

Certo non mancano criticità e critiche. Da parte sua, ad esempio, la Lista civica cittadina ha chiesto accurati controlli in relazione al particolato rilasciato dall’impianto di combustione del biogas e proprio questione di questi giorni l’assise comunale ha deliberato un’approfondita indagine sulla discarica Cornacchia. Per ottenere un panorama delle emissioni dell’impianto, la valutazione degli odori, dell’esposizione delle persone e la stima della probabilità di effetti avversi sulla salute dei cittadini, l’analisi verrà svolta nell’arco di sei mesi.

discarica Cornacchia: la vasca a sinistra è destinata al recupero a verde; la vasca destra per smaltimento

discarica Cornacchia: la vasca a sinistra è destinata al recupero a verde; la vasca destra per smaltimento

Quanto poi all’impegno dell’amministrazione nell’ambito delle energie rinnovabili, il Comune ha annunciato di aver già predisposto la realizzazione di un impianto fotovoltaico per il recupero di parte della superficie del comparto della discarica già esaurito e ricoperto di uno strato di terra su cui è ricresciuta la vegetazione. Inoltre, anche per i privati cittadini, sono stati istituiti dei finanziamenti per l’installazione di impianti fotovoltaici sulle proprie abitazioni. E, in linea con la Bandiera Verde Agricoltura, che riconosce alla città l’impegno sul fronte della tutela del paesaggio e sull’uso razionale del suolo, questo annuncio è stato l’occasione per gli amministratori comunali di richiedere al Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico che vengano al più presto emanate normative per regolare l’uso indiscriminato del territorio agricolo per l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici.

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